Richard Rorty on National Pride

National pride is to countries what self-respect is to individuals: a necessary condition for self-improvement. Too much national pride can produce bellicosity and imperialism, just as excessive se…

Source: Richard Rorty on National Pride

Who Is Steve Bannon?

A moderate but clear critique from the wsj.
If Bannon will use from the White House his fascist Breitbart like Putin does with RT, he won’t help Putin to get things through lawmakers, and eventually being re-elected.
Notabene: a Constitutional differance between Russia and the US.

http://www.wsj.com/articles/who-is-steve-bannon-1479254631

Trumputin

ALL’ARMI son FASCISTI

 

faireyicahope
Cara Consuelo Trevisan e cari amici,
ieri io non sapevo ancora che una narrativa dominante del fascista prossimamente alla Casa Bianca Steve Bannon (come spiega sul New Yorker Ryan Lizza in modo chiaro e convincente, https://www.newyorker.com/news/news-desk/steve-bannon-will-lead-trumps-white-house) è la congiura dei banchieri ebrei globalisti, nottetempo alleati ad Obama:

Bannon injected Trump’s speeches with language about global élites and bankers. Clinton “meets in secret with international banks to plot the destruction of U.S. sovereignty,” Trump said in an October speech that was so disturbing in its coded anti-Semitism that the Anti-Defamation League spoke out against it. Trump’s final TV ad of the campaign combined excerpts from the speech, decrying “those who control the levers of power in Washington,” with images of George Soros, Janet Yellen, and Lloyd Blankfein, all of whom are Jewish. “This needs to stop,” Jonathan Greenblatt, the head of the A.D.L., said in a statement.

Qui siamo all’Hitlerismo docg da discorso alla birreria di Munich. Al confronto, l’antisemitismo della Jihad  sarebbe all’acqua di rose, se non andasse oltre il discorso, alle armi.

Anch’ió chiamo alle armi le persone conservatrici o liberali, populiste, socialiste o altro di buona volontà. FERMIAMO TRUMPUTIN, ricacciamolo nel suo grattacielo – fogna. Facciamogli guerra con ogni mezzo lecito, anche un impeachment al mese.

 
A questo punto io cambio completamente il mio sistema di alleanze politiche “dal Centro”, non per mio ghiribizzo (ero ben contento di seguire i cari FHC e Vargas Llosa verso una buona Destra) perché è la realtà a cambiare a 180° con le elezioni a sorpresa e – molto peggio, ad un N.mo populista moderat0 avremmo riso in faccia  – una Casa Bianca neofascista, mica solo un suó consulente, con possibile deriva NAZISTA.
Come lib-soc, i miei primi alleati da oggi sono sempre Obama, la Merkel e Juppé come prima; e ora, quando passo in Italia, anche quello scemo di guerra di Renzi (il Cav ha pure licenziato il bravo Parisi…).
La brutta nana Brunetta
ha chiuso il duello a Sky comtro Giachetti con:
“Basta essere. politicamente corretti, basta disquisizioni sul merito, votiamo tutti NO per cacciare Renzi.”  E quanti coglioni, anche cari amici van dietro al pifferaio nano.
Io voglio che Renzi resti. Non voglio né il Trumputinian9 Salvini, nè una marionetta   Orwelliana di Casaleggio Jr o Di Maio – Grillo – Raggi. Altri nani da giardino.

Non rifaccio Stalin che divide la sinistra per mandare su Hitler: quello era proprio l’obiettivo primario di Stalin, FOTTERE la Repubblica di WEIMAR, mica un suo errore!

 

Ciao, Marco!

In morte di Marco Pannella (1930 – 2016)

 

Dalai_Lama_with_Marco_Pannella

Marco Pannella ed il Dalai Lama, da https://www.wikiwand.com/it/Marco_Pannella

 

“Tu sei un rivoluzionario. Io amo invece gli obiettori, i fuori-legge del matrimonio, i capelloni sottoproletari anfetaminizzati, i cecoslovacchi della primavera, i nonviolenti, i libertari, i veri credenti, le femministe, gli omosessuali, i borghesi come me, la gente con il suo intelligente qualunquismo e la sua triste disperazione. Amo speranze antiche, come la donna e l’uomo; ideali politici vecchi quanto il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della Destra storica. Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se “rivoluzionario”. Credo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuol essere onesti ed essere davvero capiti, più che ai saggi o alle invettive, ai testi più o meno sacri ed alle ideologie. Credo sopra ad ogni altra cosa al dialogo, e non solo a quello “spirituale”: alle carezze, agli amplessi, alla conoscenza come a fatti non necessariamente d’evasione o individualistici – e tanto più “privati” mi appaiono, tanto più pubblici e politici, quali sono, m’ingegno che siano riconosciuti. (…)
Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia d’occuparlo.”

~ Marco Pannella. 1973

 

Marco, lo incontrai per la prima volta nel giugno 1967, quando passò da Verona con la Marcia della Pace (Milano – Friuli) e parlò in Valverde. Un Walter Peruzzi già in via di maionese cinese impazzita, gli rispose con garbo che non tutti gli eserciti erano cattivi: quelli Popolari, no (sic).

Poi Marco, i suoi Marchi (Boato et al.) e le sue combattive donne fecero esplodere tutta la stagione liberatoria dei diritti civili e dell’anti-integralismo cattolico finalmente all’offensiva, e vincente; un fruttuosissimo innesto sul ceppo AZIONISTA, LIBERAL-SOCIALISTA (P. d’Azione, Giustizia e Libertà, il primo L’Espresso) di origine; comune anche con me e quindi questo blog: Hannah Arendt, Massimo Cacciari, Albert Camus, Nicola Chiaromonte, Vittorio Foa, Ettore Gallo, George Orwell, Simone Weil, ecc.

Il PR di Marco, Emma e la loro pattuglia, con tanti dirigenti di vario livello e la “scuola quadri” (de facto) per tutti i partiti attorno al centro, è stata QUASI L’UNICA VOCE LIBERALE coerente di questa maledetta, retrocedente e  retrograda Italia sempre socialfascista (fin dal fascismo Risorgimentale in nuce). Che ha consciuto solo il liberalismo con Cavour e poi pochi casi di una vox clamans, da Vilfredo Pareto a Bruno Leoni.

Il riferimento a maggioranze sino allora silenziose di società civile coartata dallo Stato, assieme con la solidità di un radicamento nel pensiero liberale e lib-soc, fece sì che i “4 gatti” radicali esercitassero una enorme, spropositata e positiva influenza sul panorama devastato e “POST – NUCLEARE” del politicame  cristiano-integralista (sinistra e dx DC, gli infami di CL), ignorante, populista o totalitario italico.

Speriamo che almeno questa fiammella resti accesa dopo Pannella!

 

 

Letture liberali o no di Marco P.

Adriano Sofri: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10153445434136879&id=86556801878

 

Federico Punzi, sui funerali laici del 21 maggio:

Ha fatto bene Emma Bonino dal palco di Piazza Navona a ricordare che “Pannella nella sua vita è stato soprattutto irriso e deriso, quando non vilipeso” e che “alcuni omaggi postumi puzzano di ipocrisia”.

E Pannella in questi giorni ha dovuto subire da morto la banalizzazione e l’omologazione che aveva sempre strenuamente combattuto in vita. Lo scandalo inintegrabile è stato, da morto, integrato e normalizzato… Un sacrilegio…

@MarcoValerioLp Lo Prete
Il liberismo fiducioso di ‪#‎Pannella‬ https://t.co/kFKfVfUqjQ

@marcovaleriolp via @ilfoglio_it

Mario Sechi: Pannella l’amerikano, http://www.mariosechi.it/blog/2016/05/21/pannella-lamerikano/

 

 

Piercamillo Falasca:  https://www.facebook.com/piercamillo.falasca > https://www.facebook.com/piercamillo.falasca/posts/10153498737830966?pnref=story

A me piace ricordare tutte le cose per cui Marco ‪#‎Pannella‬ NON era amato dalla sinistra di un tempo (e da molta di quella attuale): era filo-israeliano, era filo-americano, era europeista quando la sinistra non lo era, era liberale in economia (ricordate i referendum liberisti degli Anni Novanta?), era per la separazione delle carriere della magistratura, era per la responsabilità civile dei magistrati. Pannella aveva parlato della necessità di costituire un “Partito Democratico” quando a sinistra c’era ancora il dissidio tra socialisti e comunisti. Pannella sdoganò Berlusconi quando in troppi parlavano semplicisticamente del fenomeno Berlusconi come di “fascismo” (senza sapere che, a passare anni a parlare di fascismo, poi quello arriva davvero). Pannella attaccava il consociativismo, i sindacati di lotta ma di governo, la pubblica amministrazione politicizzata. Ricordiamo soprattutto per questo, non solo per i diritti civili, perché queste sono battaglie da combattere ancora.

Top 5 April faqs

 

Top 5 faqs

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  1. ATTUALITA’. Ha ragione o torto il PierCa Falasca, secondo il quale pur in sè ininfluente, il voto ASSURDO sul rinnovo delle licenze di trivellazione entro le 12 miglia del 17, può segnare una milestone IDEOLOGICA: come quel voto su una quisquiglia burocratica, che poi DE FACTO bandì il nucleare e ci escluse per sempre dalla frontiera NRJ, spegnendo la luce nella tecnopoli genovese? Cosa cambia dopo l’abominevole referendum del 17 da diritti di passaggio feudali- mafioso- pseudo-ecologico, pugliesEmiliano Y regionalistico del cazzo?
  2.  Domandona del secolo: qual’è stato il miglior tiranno recente bolivarista – populista in America Latina? E.g., Chavez, Fujimori, Cretina Kirschner, Lula, Peron, Vargas (non Llosa), … . NON BARARE: i colonnelli non valgono come risposta: rileggi BENE la faq!
  3. #ArchiStar: per caso, serendipity, talora, a loro insaputa migliorano pure qualcosa nelle città, nonostante tutto?!? CAUTION: Non vale rispondere Abbas Gharib, lui è una perona seria …
  4. #MarxieStar. Dimmene 1 solo, ma dimmelo: chi salveresti di loro?
    1. NOTA. I Marxie tipicamente, se non sono dei mona accademici di cattiva fama solo locale e tra i loro studenti, sono spesso
      1. AA. di paper su Historical Materialism (l’unica rivista accademica IgNobel con tema e titolo: il Nulla in quanto tale; infatti: la storia antropica è marcatamente spiritualista, mossa da belief idee e simboli che consentano la cooperazione a larga scala:  Yuval Noah Harari 2014, Sapiens. London, Vintage Books; il materialismo è un set di  importanti teorie filosofiche, che però poco o nulla hanno a che vedere con la Storia – semmai con la fisica).
      2. Oppure – addirittura, il max dello snobismo – oggetto essi stessi di suoi N. tematici. Come l’autorevole GrouchoMarZiano postMo post-se stesso e slandrone David Harvey. Che ha vissuto ben 3 vite: i) ottimo geografo quantitativo; ii) ancora tale ma confuso ed auto-critico nel suo masterpiece ‘Social Justice and the City’, non un granché; iii) infine globetrotter a parlar di Marx CHE SPERIAMO NON ABBIA MAI LETTO, sennò sarebbe una nullità, da cancellare qui. La sua intuizione-leitmotiv principale (che fa alzare le folte sopracciglia ai redattori di Hist. Mat.), “surplus appropriato col furto”, è Proudhoniana e non Marxiana.
  1. Talking socialisms, nella gamma dei soc-dem (1 democidi o c.d. comunismi, socialismi reali; 2 democratici: Germania SOLO dopo Bad Godesberg, e N. Europa prima della sua svolta a c-dx) a chi dare – guardando anche in prospettiva – il premio di MIGLIOR TIRANNIA SOCIALISTA degli anni 2010?
    1. Angola
    2. Cina
    3. Corea N.
    4. Cuba
    5. Francia
    6. Italia con Renzi
    7. Italia dopo Renzi
    8. Italia ultimoCav-Montiana
    9. Panama, il marxismo realizzato: a ciascuno secondo i suoi bisogni, NO LIMIT
    10. Siria
    11. Sud Africa e MOCAMBIQUE  – Zimbabwe
    12. Svezia (o Finlandia, Norvegia, decenni fa pure DK)
    13. UK, dopo #brexit & Cameron
    14. US, nel caso sciagurato ma impossibile di Sanders
    15. altro: specificare _______________

 

Bibliografia. Di tutto un po’, vedete voi. Arrangiatevi con www.econlib.org/library/Enc/Marxism.html, Google, Instagram, marxists.org e YouPorn.

Valeria Solesin, sociologa

MARTEDI  14 Nov. 2o15, h 11 funerali civici e di Stato a Piazza SAN MARCO

Per i suoi affascinanti genitori: degnissimi rappresentanti del meglio della cultura aperta dei #BabyBoomer nella Civilizzazione Nord-Atlantica (uno dei punti più alti, sinora, nella evoluzione materiale, culturale e Spirituale – nonostante alcuni problemi su quest’ultimo aspetto, nobodysperfect – del Sapiens.

Per Valeria Solesin:
la laguna ti sia lieve, amata collega ed allieva di sociologi della nostra generazone come Enzo Rutigliano.
______________________

 

 

valeria.jpg… e una donna che aveva al seno un
bambino disse: parlaci dei figli. Ed egli rispose:

I vostri figli non sono figli vostri…
sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.
(Kahlil Gibran 1923, Il Profeta. Knopf, New York)

Kahlil Gibran (1883 – 1931) fu poeta, scrittore e filosofo libanese, emigrato negli Stati Uniti. Conterraneo di Ibrahim Khachab, amico di Poetria e co-fondatore dello speziato ristorante Tabulè, univr – https://www.facebook.com/tabuleverona/

Domattina ci sarà anche il Patriarca di Venezia – ma fuori Basilica: nella Agorà del funerale civile e CIVICO (inter-culturale) voluto dalla famiglia (commossa dal lutto di tutta la Sorbona per la propria dottoranda, e l’intensa veglia DI SILENZIO a Piazza S.Marco), ora anche funerali di Stato.
Valeria continua così a fare del Bene, anche senza più poterlo volere: ora, lo fa grazie alla schiena dritta e grandissima saggezza, tolleranza, laicità non astiosa di chi l’ha generata, ben educata e poi lanciata LIBERA LIBERA nel mondo: come la freccia di Gibran.
Libertà scritta così dai Sumeri, che primi (per quanto ci è dato sapere) la misero nero su bianco nel 2350 aC:
“AMAGI”,
scritta con una freccia rivolta verso l’Altro, Autrui (Lévinas), Hic sunt leones, Ignoto.
Vedi, per quel contesto di emergenza del concetto: https://books.google.it/books?isbn=8864401776

Enzo Arcangeli's photo.
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Comments
Enzo Arcangeli
Enzo Arcangeli Non so se si è capito qui sopra l’equilibrio delicato e non diplomatico-contrattuale, ma in spirito di Verità (la mia, i miei belief e punti di vitsa, in rete con chi me li modifica ogni giorno, ad ogni novità) tra:
1) FIEREZZA per la mia Civilization, l’Europa-Mediterraneo e NordAmerica-Carybe;
2) Openness e osmosi con tutte le altre, della dozzina di Grandi Civiltà presenti oggi nel mondo.
Informo i neo-nazisti di complemento e gli ‘esperti’  istruiti invano (tipo gli ultimi mohicani #Huntigtoniani) che: NON ESISTE OGGI SOLO UNA CIVILTA’ correlata alla religione islamica, ma almeno 2 Macro-Civiltà del tutto diverse tra loro e quasi OPPOSTE:
A) la laica e multi-religiosa Civiltà Indo-centrica (anche Indonesia e Paki, ossia LA MAGGIORANZA DEI MUSSULMANI);
B) il meno laico e meno non-integrista, fatte poche eccezioni, e con arretramenti (la DRAMMATICA tragedia Algerina!!!) MENA (Middle East, N. Africa), talora anche un po’ MONA (M. Oriente, N.A.).

 

  •   *   *   *

 

UNA FONDAZIONE VALERIA SOLESIN?

 

Solo un primo abbozzo d’ idea, per la discussione tra noi sociologi trentini

Enzo Arcangeli Il nostro còmpito, diverso da ciò di cui parlano le Istituzioni ed i media (borsa di studio, ecc.), potrebbe esser in àmbito culturale, ad es. una Fondazione ben disegnata. Con sede a Trento e Venezia, livello scientifico molto alto garantito da un Comitato scientifico italiano ed internazionale, una gamma su tutte le scienze sociali ma anche la scelta di 2-3 filoni caratterizzanti (e.g., demografia in omaggio al suo PhD; qualcosa sulle Civilizzazioni-Civiltà ed inoltre sulle Scienze del Conflitto-Pace (Walter Isard), per ricordare il suo sacrificio – quest’ultimo tema implica anche riferimenti a Langer e Rostagno, il che non guasta pur trattandosi di una Fondazione Valeria Soresin). Io penso che se si fanno le cose sul serio i fondi arrivano: li si va a prendere nelle gare internazionali (e bandi delle pseudo-fondazioni bancarie) per i progetti, mentre la main (o a pari merito con Venezia) location a Trento garantirebbe una copertura istituzionale di una quota se non tutti i costi fissi (contenibili con una gestione snella, di “organizzaizone a progetto” o virtuale – almeno in larga parte; oltre a connessioni accademiche non solo locali, col mondo intero). Qualcun altro che ci crede dovrà anche cacciare del capitale iniziale e forse successivo, ed i conti tornerebbero. … un gruppo di 3-4 potrebbe compilare una prima bozza da sottoporre ai familari.

 

MORE: https://enzofabioarcangeli.wordpress.com/2015/11/18/1813/

Prologue à La connaissance surnaturelle

Simone Weil

72 anni fa, oggi 24 agosto la filosofa platonica e mistica Simone Weil moriva in un sanatorio di Ashford, cittadina nel cui cimitero è sepolta. Della sua vita mistica non conosciamo quasi nulla se non questo testo allusivo, il “Prologue”.  Simone, che sapeva sin troppe cose (anche di morire presto, e che sarebbe venuto un Monsieur. X, poi furono Albert Camus et al., a pubblicare  i suoi quaderni personali), aveva raccomandato alla madre di mettere il testo  qui riprodotto a mo’ di Prefazione ai Quaderni. Nel testo, “Egli” è palesemente una figura di Cristo se non di più: o Cristo stesso o, per dirla con Pietro Citati (nei suoi due amorosi art. del Corriere, ora raccolti nella sua antologia critica), quello del suo foro interno.

sorriso-golfino

Prologue à La connaissance surnaturelle
Simone Weil, Marseille – New York 1941-42. Versione n.3, traduzione enzo f. arcangeli

Egli entrò nella mia camera e disse: “Miserabile chi non comprende nulla, chi non sa nulla. Vieni con me e t’insegnerò delle cose che tu nemmeno t’immagini.” Lo seguii.
Mi condusse in una chiesa. Era nuova e squallida. Mi condusse di fronte all’altare e mi disse:”Inginocchiati”. Io gli dissi: “Non sono stata battezzata”. E lui: “Mettiti in ginocchio davanti a questo luogo con amore, come davanti al luogo dove esiste la verità”. Obbedii.
Mi fece uscire e salire sino ad una mansarda da dove, attraverso una finestra aperta, si vedeva tutta la città, qualche mucchio di legna, il fiume dove si scaricavano dei battelli. Mi fece sedere.
Eravamo soli. Lui parlò. Talora entrava qualcuno, si univa alla conversazione, poi ripartiva.
Non era più inverno. Né ancora primavera. I rami degli alberi erano nudi, senza germogli, in un’aria fredda e piena di sole.
La luce saliva, risplendeva, diminuiva, poi le stelle e la luna entravano dalla finestra. Poi di nuovo saliva l’aurora.
Talora taceva, traeva un pane da una dispensa, e lo dividevamo. Questo pane aveva proprio il gusto del pane. Non ho più ritrovato quel gusto.
Mi versava e si versava del vino che aveva il gusto del sole e della terra su sui era costruita questa città.
Talora ci stendevamo sul pavimento della mansarda, e la dolcezza del sonno scendeva su di me. Poi mi risvegliavo e bevevo la luce del sole.
Mi aveva promesso un insegnamento, ma non m’insegnò nulla. Discutevamo su qualsiasi tipo di argomento, saltando di palo in frasca, come tra vecchi amici.
Un giorno mi disse: “Adesso vattene”. Caddi in ginocchio, gli abbracciai le gambe, lo supplicai di non cacciarmi. Ma lui mi gettò nella scala. La discesi senza sapere niente, con il cuore a pezzi. Camminai per le strade. Poi mi resi conto che non sapevo assolutamente dove si trovasse questa casa.
Non ho più cercato di ritrovarla. Capivo che era venuto a cercarmi per sbaglio. Il mio posto non è in questa mansarda. È non importa dove: nella segreta di una prigione, in uno di quei salotti borghesi pieni di gingilli e felpa rossa, nella sala d’attesa di una stazione. Non importa dove, ma non in quella mansarda.
Non posso fare a meno qualche volta, con timore e rimorsi, di ripetermi un poco di ciò che mi ha detto. Come sapere se mi ricordo con esattezza? Non c’è lui per dirmelo.
So bene che lui non mi ama. Come potrebbe amarmi? Ciononostante al fondo di me qualcosa, un punto di me stessa, non può fare a meno di pensare tremando di paura che forse, malgrado tutto, lui mi ama.

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1922: il futuro grande matematico André Weil con l’adorata sorella Simone