Ciao, Marco!

In morte di Marco Pannella (1930 – 2016)

 

Dalai_Lama_with_Marco_Pannella

Marco Pannella ed il Dalai Lama, da https://www.wikiwand.com/it/Marco_Pannella

 

“Tu sei un rivoluzionario. Io amo invece gli obiettori, i fuori-legge del matrimonio, i capelloni sottoproletari anfetaminizzati, i cecoslovacchi della primavera, i nonviolenti, i libertari, i veri credenti, le femministe, gli omosessuali, i borghesi come me, la gente con il suo intelligente qualunquismo e la sua triste disperazione. Amo speranze antiche, come la donna e l’uomo; ideali politici vecchi quanto il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della Destra storica. Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se “rivoluzionario”. Credo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuol essere onesti ed essere davvero capiti, più che ai saggi o alle invettive, ai testi più o meno sacri ed alle ideologie. Credo sopra ad ogni altra cosa al dialogo, e non solo a quello “spirituale”: alle carezze, agli amplessi, alla conoscenza come a fatti non necessariamente d’evasione o individualistici – e tanto più “privati” mi appaiono, tanto più pubblici e politici, quali sono, m’ingegno che siano riconosciuti. (…)
Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia d’occuparlo.”

~ Marco Pannella. 1973

 

Marco, lo incontrai per la prima volta nel giugno 1967, quando passò da Verona con la Marcia della Pace (Milano – Friuli) e parlò in Valverde. Un Walter Peruzzi già in via di maionese cinese impazzita, gli rispose con garbo che non tutti gli eserciti erano cattivi: quelli Popolari, no (sic).

Poi Marco, i suoi Marchi (Boato et al.) e le sue combattive donne fecero esplodere tutta la stagione liberatoria dei diritti civili e dell’anti-integralismo cattolico finalmente all’offensiva, e vincente; un fruttuosissimo innesto sul ceppo AZIONISTA, LIBERAL-SOCIALISTA (P. d’Azione, Giustizia e Libertà, il primo L’Espresso) di origine; comune anche con me e quindi questo blog: Hannah Arendt, Massimo Cacciari, Albert Camus, Nicola Chiaromonte, Vittorio Foa, Ettore Gallo, George Orwell, Simone Weil, ecc.

Il PR di Marco, Emma e la loro pattuglia, con tanti dirigenti di vario livello e la “scuola quadri” (de facto) per tutti i partiti attorno al centro, è stata QUASI L’UNICA VOCE LIBERALE coerente di questa maledetta, retrocedente e  retrograda Italia sempre socialfascista (fin dal fascismo Risorgimentale in nuce). Che ha consciuto solo il liberalismo con Cavour e poi pochi casi di una vox clamans, da Vilfredo Pareto a Bruno Leoni.

Il riferimento a maggioranze sino allora silenziose di società civile coartata dallo Stato, assieme con la solidità di un radicamento nel pensiero liberale e lib-soc, fece sì che i “4 gatti” radicali esercitassero una enorme, spropositata e positiva influenza sul panorama devastato e “POST – NUCLEARE” del politicame  cristiano-integralista (sinistra e dx DC, gli infami di CL), ignorante, populista o totalitario italico.

Speriamo che almeno questa fiammella resti accesa dopo Pannella!

 

 

Letture liberali o no di Marco P.

Adriano Sofri: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10153445434136879&id=86556801878

 

Federico Punzi, sui funerali laici del 21 maggio:

Ha fatto bene Emma Bonino dal palco di Piazza Navona a ricordare che “Pannella nella sua vita è stato soprattutto irriso e deriso, quando non vilipeso” e che “alcuni omaggi postumi puzzano di ipocrisia”.

E Pannella in questi giorni ha dovuto subire da morto la banalizzazione e l’omologazione che aveva sempre strenuamente combattuto in vita. Lo scandalo inintegrabile è stato, da morto, integrato e normalizzato… Un sacrilegio…

@MarcoValerioLp Lo Prete
Il liberismo fiducioso di ‪#‎Pannella‬ https://t.co/kFKfVfUqjQ

@marcovaleriolp via @ilfoglio_it

Mario Sechi: Pannella l’amerikano, http://www.mariosechi.it/blog/2016/05/21/pannella-lamerikano/

 

 

Piercamillo Falasca:  https://www.facebook.com/piercamillo.falasca > https://www.facebook.com/piercamillo.falasca/posts/10153498737830966?pnref=story

A me piace ricordare tutte le cose per cui Marco ‪#‎Pannella‬ NON era amato dalla sinistra di un tempo (e da molta di quella attuale): era filo-israeliano, era filo-americano, era europeista quando la sinistra non lo era, era liberale in economia (ricordate i referendum liberisti degli Anni Novanta?), era per la separazione delle carriere della magistratura, era per la responsabilità civile dei magistrati. Pannella aveva parlato della necessità di costituire un “Partito Democratico” quando a sinistra c’era ancora il dissidio tra socialisti e comunisti. Pannella sdoganò Berlusconi quando in troppi parlavano semplicisticamente del fenomeno Berlusconi come di “fascismo” (senza sapere che, a passare anni a parlare di fascismo, poi quello arriva davvero). Pannella attaccava il consociativismo, i sindacati di lotta ma di governo, la pubblica amministrazione politicizzata. Ricordiamo soprattutto per questo, non solo per i diritti civili, perché queste sono battaglie da combattere ancora.

Top 5 April faqs

 

Top 5 faqs

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  1. ATTUALITA’. Ha ragione o torto il PierCa Falasca, secondo il quale pur in sè ininfluente, il voto ASSURDO sul rinnovo delle licenze di trivellazione entro le 12 miglia del 17, può segnare una milestone IDEOLOGICA: come quel voto su una quisquiglia burocratica, che poi DE FACTO bandì il nucleare e ci escluse per sempre dalla frontiera NRJ, spegnendo la luce nella tecnopoli genovese? Cosa cambia dopo l’abominevole referendum del 17 da diritti di passaggio feudali- mafioso- pseudo-ecologico, pugliesEmiliano Y regionalistico del cazzo?
  2.  Domandona del secolo: qual’è stato il miglior tiranno recente bolivarista – populista in America Latina? E.g., Chavez, Fujimori, Cretina Kirschner, Lula, Peron, Vargas (non Llosa), … . NON BARARE: i colonnelli non valgono come risposta: rileggi BENE la faq!
  3. #ArchiStar: per caso, serendipity, talora, a loro insaputa migliorano pure qualcosa nelle città, nonostante tutto?!? CAUTION: Non vale rispondere Abbas Gharib, lui è una perona seria …
  4. #MarxieStar. Dimmene 1 solo, ma dimmelo: chi salveresti di loro?
    1. NOTA. I Marxie tipicamente, se non sono dei mona accademici di cattiva fama solo locale e tra i loro studenti, sono spesso
      1. AA. di paper su Historical Materialism (l’unica rivista accademica IgNobel con tema e titolo: il Nulla in quanto tale; infatti: la storia antropica è marcatamente spiritualista, mossa da belief idee e simboli che consentano la cooperazione a larga scala:  Yuval Noah Harari 2014, Sapiens. London, Vintage Books; il materialismo è un set di  importanti teorie filosofiche, che però poco o nulla hanno a che vedere con la Storia – semmai con la fisica).
      2. Oppure – addirittura, il max dello snobismo – oggetto essi stessi di suoi N. tematici. Come l’autorevole GrouchoMarZiano postMo post-se stesso e slandrone David Harvey. Che ha vissuto ben 3 vite: i) ottimo geografo quantitativo; ii) ancora tale ma confuso ed auto-critico nel suo masterpiece ‘Social Justice and the City’, non un granché; iii) infine globetrotter a parlar di Marx CHE SPERIAMO NON ABBIA MAI LETTO, sennò sarebbe una nullità, da cancellare qui. La sua intuizione-leitmotiv principale (che fa alzare le folte sopracciglia ai redattori di Hist. Mat.), “surplus appropriato col furto”, è Proudhoniana e non Marxiana.
  1. Talking socialisms, nella gamma dei soc-dem (1 democidi o c.d. comunismi, socialismi reali; 2 democratici: Germania SOLO dopo Bad Godesberg, e N. Europa prima della sua svolta a c-dx) a chi dare – guardando anche in prospettiva – il premio di MIGLIOR TIRANNIA SOCIALISTA degli anni 2010?
    1. Angola
    2. Cina
    3. Corea N.
    4. Cuba
    5. Francia
    6. Italia con Renzi
    7. Italia dopo Renzi
    8. Italia ultimoCav-Montiana
    9. Panama, il marxismo realizzato: a ciascuno secondo i suoi bisogni, NO LIMIT
    10. Siria
    11. Sud Africa e MOCAMBIQUE  – Zimbabwe
    12. Svezia (o Finlandia, Norvegia, decenni fa pure DK)
    13. UK, dopo #brexit & Cameron
    14. US, nel caso sciagurato ma impossibile di Sanders
    15. altro: specificare _______________

 

Bibliografia. Di tutto un po’, vedete voi. Arrangiatevi con www.econlib.org/library/Enc/Marxism.html, Google, Instagram, marxists.org e YouPorn.

Valeria Solesin, sociologa

MARTEDI  14 Nov. 2o15, h 11 funerali civici e di Stato a Piazza SAN MARCO

Per i suoi affascinanti genitori: degnissimi rappresentanti del meglio della cultura aperta dei #BabyBoomer nella Civilizzazione Nord-Atlantica (uno dei punti più alti, sinora, nella evoluzione materiale, culturale e Spirituale – nonostante alcuni problemi su quest’ultimo aspetto, nobodysperfect – del Sapiens.

Per Valeria Solesin:
la laguna ti sia lieve, amata collega ed allieva di sociologi della nostra generazone come Enzo Rutigliano.
______________________

 

 

valeria.jpg… e una donna che aveva al seno un
bambino disse: parlaci dei figli. Ed egli rispose:

I vostri figli non sono figli vostri…
sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.
(Kahlil Gibran 1923, Il Profeta. Knopf, New York)

Kahlil Gibran (1883 – 1931) fu poeta, scrittore e filosofo libanese, emigrato negli Stati Uniti. Conterraneo di Ibrahim Khachab, amico di Poetria e co-fondatore dello speziato ristorante Tabulè, univr – https://www.facebook.com/tabuleverona/

Domattina ci sarà anche il Patriarca di Venezia – ma fuori Basilica: nella Agorà del funerale civile e CIVICO (inter-culturale) voluto dalla famiglia (commossa dal lutto di tutta la Sorbona per la propria dottoranda, e l’intensa veglia DI SILENZIO a Piazza S.Marco), ora anche funerali di Stato.
Valeria continua così a fare del Bene, anche senza più poterlo volere: ora, lo fa grazie alla schiena dritta e grandissima saggezza, tolleranza, laicità non astiosa di chi l’ha generata, ben educata e poi lanciata LIBERA LIBERA nel mondo: come la freccia di Gibran.
Libertà scritta così dai Sumeri, che primi (per quanto ci è dato sapere) la misero nero su bianco nel 2350 aC:
“AMAGI”,
scritta con una freccia rivolta verso l’Altro, Autrui (Lévinas), Hic sunt leones, Ignoto.
Vedi, per quel contesto di emergenza del concetto: https://books.google.it/books?isbn=8864401776

Enzo Arcangeli's photo.
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Comments
Enzo Arcangeli
Enzo Arcangeli Non so se si è capito qui sopra l’equilibrio delicato e non diplomatico-contrattuale, ma in spirito di Verità (la mia, i miei belief e punti di vitsa, in rete con chi me li modifica ogni giorno, ad ogni novità) tra:
1) FIEREZZA per la mia Civilization, l’Europa-Mediterraneo e NordAmerica-Carybe;
2) Openness e osmosi con tutte le altre, della dozzina di Grandi Civiltà presenti oggi nel mondo.
Informo i neo-nazisti di complemento e gli ‘esperti’  istruiti invano (tipo gli ultimi mohicani #Huntigtoniani) che: NON ESISTE OGGI SOLO UNA CIVILTA’ correlata alla religione islamica, ma almeno 2 Macro-Civiltà del tutto diverse tra loro e quasi OPPOSTE:
A) la laica e multi-religiosa Civiltà Indo-centrica (anche Indonesia e Paki, ossia LA MAGGIORANZA DEI MUSSULMANI);
B) il meno laico e meno non-integrista, fatte poche eccezioni, e con arretramenti (la DRAMMATICA tragedia Algerina!!!) MENA (Middle East, N. Africa), talora anche un po’ MONA (M. Oriente, N.A.).

 

  •   *   *   *

 

UNA FONDAZIONE VALERIA SOLESIN?

 

Solo un primo abbozzo d’ idea, per la discussione tra noi sociologi trentini

Enzo Arcangeli Il nostro còmpito, diverso da ciò di cui parlano le Istituzioni ed i media (borsa di studio, ecc.), potrebbe esser in àmbito culturale, ad es. una Fondazione ben disegnata. Con sede a Trento e Venezia, livello scientifico molto alto garantito da un Comitato scientifico italiano ed internazionale, una gamma su tutte le scienze sociali ma anche la scelta di 2-3 filoni caratterizzanti (e.g., demografia in omaggio al suo PhD; qualcosa sulle Civilizzazioni-Civiltà ed inoltre sulle Scienze del Conflitto-Pace (Walter Isard), per ricordare il suo sacrificio – quest’ultimo tema implica anche riferimenti a Langer e Rostagno, il che non guasta pur trattandosi di una Fondazione Valeria Soresin). Io penso che se si fanno le cose sul serio i fondi arrivano: li si va a prendere nelle gare internazionali (e bandi delle pseudo-fondazioni bancarie) per i progetti, mentre la main (o a pari merito con Venezia) location a Trento garantirebbe una copertura istituzionale di una quota se non tutti i costi fissi (contenibili con una gestione snella, di “organizzaizone a progetto” o virtuale – almeno in larga parte; oltre a connessioni accademiche non solo locali, col mondo intero). Qualcun altro che ci crede dovrà anche cacciare del capitale iniziale e forse successivo, ed i conti tornerebbero. … un gruppo di 3-4 potrebbe compilare una prima bozza da sottoporre ai familari.

 

MORE: https://enzofabioarcangeli.wordpress.com/2015/11/18/1813/

Prologue à La connaissance surnaturelle

Simone Weil

72 anni fa, oggi 24 agosto la filosofa platonica e mistica Simone Weil moriva in un sanatorio di Ashford, cittadina nel cui cimitero è sepolta. Della sua vita mistica non conosciamo quasi nulla se non questo testo allusivo, il “Prologue”.  Simone, che sapeva sin troppe cose (anche di morire presto, e che sarebbe venuto un Monsieur. X, poi furono Albert Camus et al., a pubblicare  i suoi quaderni personali), aveva raccomandato alla madre di mettere il testo  qui riprodotto a mo’ di Prefazione ai Quaderni. Nel testo, “Egli” è palesemente una figura di Cristo se non di più: o Cristo stesso o, per dirla con Pietro Citati (nei suoi due amorosi art. del Corriere, ora raccolti nella sua antologia critica), quello del suo foro interno.

sorriso-golfino

Prologue à La connaissance surnaturelle
Simone Weil, Marseille – New York 1941-42. Versione n.3, traduzione enzo f. arcangeli

Egli entrò nella mia camera e disse: “Miserabile chi non comprende nulla, chi non sa nulla. Vieni con me e t’insegnerò delle cose che tu nemmeno t’immagini.” Lo seguii.
Mi condusse in una chiesa. Era nuova e squallida. Mi condusse di fronte all’altare e mi disse:”Inginocchiati”. Io gli dissi: “Non sono stata battezzata”. E lui: “Mettiti in ginocchio davanti a questo luogo con amore, come davanti al luogo dove esiste la verità”. Obbedii.
Mi fece uscire e salire sino ad una mansarda da dove, attraverso una finestra aperta, si vedeva tutta la città, qualche mucchio di legna, il fiume dove si scaricavano dei battelli. Mi fece sedere.
Eravamo soli. Lui parlò. Talora entrava qualcuno, si univa alla conversazione, poi ripartiva.
Non era più inverno. Né ancora primavera. I rami degli alberi erano nudi, senza germogli, in un’aria fredda e piena di sole.
La luce saliva, risplendeva, diminuiva, poi le stelle e la luna entravano dalla finestra. Poi di nuovo saliva l’aurora.
Talora taceva, traeva un pane da una dispensa, e lo dividevamo. Questo pane aveva proprio il gusto del pane. Non ho più ritrovato quel gusto.
Mi versava e si versava del vino che aveva il gusto del sole e della terra su sui era costruita questa città.
Talora ci stendevamo sul pavimento della mansarda, e la dolcezza del sonno scendeva su di me. Poi mi risvegliavo e bevevo la luce del sole.
Mi aveva promesso un insegnamento, ma non m’insegnò nulla. Discutevamo su qualsiasi tipo di argomento, saltando di palo in frasca, come tra vecchi amici.
Un giorno mi disse: “Adesso vattene”. Caddi in ginocchio, gli abbracciai le gambe, lo supplicai di non cacciarmi. Ma lui mi gettò nella scala. La discesi senza sapere niente, con il cuore a pezzi. Camminai per le strade. Poi mi resi conto che non sapevo assolutamente dove si trovasse questa casa.
Non ho più cercato di ritrovarla. Capivo che era venuto a cercarmi per sbaglio. Il mio posto non è in questa mansarda. È non importa dove: nella segreta di una prigione, in uno di quei salotti borghesi pieni di gingilli e felpa rossa, nella sala d’attesa di una stazione. Non importa dove, ma non in quella mansarda.
Non posso fare a meno qualche volta, con timore e rimorsi, di ripetermi un poco di ciò che mi ha detto. Come sapere se mi ricordo con esattezza? Non c’è lui per dirmelo.
So bene che lui non mi ama. Come potrebbe amarmi? Ciononostante al fondo di me qualcosa, un punto di me stessa, non può fare a meno di pensare tremando di paura che forse, malgrado tutto, lui mi ama.

1922andresimoneknokke-le-zoute

1922: il futuro grande matematico André Weil con l’adorata sorella Simone

Why Tunisia?

Riporto il chiaro, sintetico post su facebook di Nadim Oudali-

Qualcuno mi chiede: perché vogliono distruggere la Tunisia? perché i terroristi ce l’hanno con questo paese? perché dopo il Bardo anche l’attentato di oggi a Port el Kantaoui? perché così tanta violenza e barbarie in posti così belli?

Cercherò di dare la mia opinione personale, da tunisino, da militante politico ( sono il portavoce a Roma del Front Populaire (Tunisie), da persona che conosce questo paese, che ci è nato e vissuto, che lo ama ma cerca anche di avere una visione lucida malgrado questo momento difficile.
Intanto sgombiamo il campo: la religione non c’entra nulla. è una questione di potere e di soldi.

– La Tunisia ha una posizione strategica, in mezzo al mediterraneo, capace di controllare tutto il flusso tra i due bacini del mare nostrum. (il canale di Sicilia, è largo solamente 90 km)
– E’ stato il primo paese che ha innescato la primavera araba cacciando un dittatore.
– E’ stato il primo paese che ha eletto democraticamente e liberamente un’assemblea costituente rappresentativa della pluralità e delle diverse sensibilità politiche del paese, senza usare nessun tipo di violenza.
– E’ stato l’unico paese della primavera araba che si è dotata di una nuova costituzione civile, laica, rispettosa dei diritti delle persone, delle donne e delle minoranze.
– Ha abolito il regime presidenziale adottando un sistema semi-presidenziale nel rispetto dell’equilibrio tra i tre poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario)
– E’ il paese che ha combattuto, e che tuttora combatte, malgrado i mezzi nettamente modesti, direttamente il terrorismo di questi nuovi barbari, dichiarandogli guerra apertamente.
– E’ un paese con poche risorse naturali, diversamente dalla Libia per esempio, ma con un’economia che si basa sull’agricoltura, l’industria e il turismo.
– E’ un paese libero, dove decine di migliaia di persone, donne, uomini e bambini, sono scese per strada decine di volte per manifestare contro la deriva dei barbari. In modo pacifico e non-violento
– E’ un paese in cui i suoi maggiori leader di sinistra ( Chokri Belaid e Mohamed Brahmi) portatori di idee progressiste, civili e democratiche sono stati barbaramente uccisi dai soliti barbari barbuti.

Può bastare?
Insomma, non voglio dilungarmi troppo, ma spero che a grandi linee mi sono spiegato. Un abbraccio agli amici che mi hanno dato un segno di affetto e di solidarietà oggi.

P.S. NO PASARAN!

Enzitoriale, 8 dic. 2014. Per un Assolutismo illuminato

In morte della democrazia.

Per un AI, Assolutismo Illuminato

Podemos, volemos farci infinocchiare dall’ultimo populista ignorante e furbastro che passa per la via? Eh no, eh!

unclesamEssendo i liberismi, e soprattutto, miserabilmente, nell’ignominia i socialismi falliti ambedue (ovvio: eran gemelli monozigoti) in modo clamoroso. DEFINITIVO!

E non emergendo ancora sostanziali novità nel mercato politico (in quello delle idee e della ricerca si, eccome!), fioriscono i populismi più sciatti ed a contenuto 0. L’aveva detto SUBITO il più grande storico vivente, Wallerstein nel 2008: siamo in una nuova Grande Depressione  e si confronteranno di nuovo 2 famiglie di progetti politici per il consenso (come i Keynesismi Mussoliniani versus Roosveltiani tra le 2 guerre),

> i post-socialisti

> ed i neo – populisti.

E’ proprio così, se includiamo i fascismi (specie quello Jihadista, con una platea di 1 miliardo di stronzi) nei post-socialisti.

Ed escludiamo come irrilevanti i decotti liberismi (che la leggenda della Intelligentsia Stalin-Togliattiana EGEMONE nell’Accademia  globale, vorrebbe essere specularmente egemoni: ma il NEO-LIBBERISMO conta meno del 2 di cope con briscola a spade. L’Accademia KGB-PostStaliniana invece è inamovibile e controlla ovunque tutto nella produzione cul-turale. Non le sfugge nemmeno un posto di ricercatore a Jus, univr).

Il socialismo è morto già 3 volte: nella economia di cartone ben analizzata dagli studi comparati (e ricordo pure uno splendido libretto della compagna operaista Rita Di Leo), a Bad Godesberg (ove lo ha rigettato suo Padre stesso, il PSD tedesco che s’era inventato un Marx dal nulla) ed a Berlino – novembre 1989. Ma troppi sono gli intrecci e le irreversibilità che i post-socialisti hanno stretto con lo Stato Nazione in declino definitivo (Martin van Creveld 1989, The Rise and Decline of the State. Cambridge UP) ed il 66% della popolazione assistita. E’ DeadMovementWalking per qualche decennio ancora, poi basta socialismi, se Iddio vuole.

Evidentemente la crisi ha ottuso, rincoglionito le menti, se la gente (e pure brava gente! Anche amici cari …) da credito a questi arrivisti, mentecatti e sciamani di sest’ordine. Come il tragicomico genovese sgonfiato da Renzi, la putiniana Le Pen, Podemos, Renzi – CavBis (il più moderato della lista populista quindi il più pericoloso: fosse per lui rifarebbe la DC senonchè non può: non ci son risorse, siamo nell’era dei Trente Merdeuses e non c’è trippa per i gatti in siesta degli Stati Sociali), la puttana Salvini, Tsipras e UKIP.

La causa ultima di questa deriva populista?

E’ fallita\finita l’educazione, motore stesso del Moderno: la macchina a vapore che ha sollevato le menti.

Quindi la democrazia non esiste proprio più. Non è che sia in crisi: un c’è. Niente nostalgie: non c’è tempo da perdere! I populismi postmoderni, in collaborazione\conflitto e SIMBIOSI con merde secche del millennio passato:

– come il Cristianesimo Costantiniano (mi riferisco qui alla lezione di Simone Weil, specie quella della “Lettera ad un religioso” e di “Enracinement”),  

– Islam e Jihad,

potrebbero gareggiare col peggio della mostruosa Modernità, sinora il peggio di preistoria e storia: i 100 milioni di vittime dei democidi comunisti (Stalin e Mao), la Shoà.

Occorre lavorare sodo, ricostruire élites per ripristinare regimi assolutisti illuminati, fondati stavolta sulla Scienza  – anziché su Libri Sacri buoni solo a pulirsi l’ano, se la carta è Fabriano.

Featured image

PS Intanto rileggiamo La Repubblica di Platone (che NON era comunista), Giacomo Leopardi e (appena ripubblicate da Fede & Cultura www.fedecultura.com, casa editrice veronese sanamente catto-reazionaria) Le serate di San Pietroburgo di Joseph de Maistre, ispiratore del sublime a-moderno Charles Baudelaire – io li ho sur le chevet. Con le Oeuvres scelte di Simone Weil, i diari di Etty Hillesum ecc.

Very Bad #Keywords. Ragione neoliberale: va in mona de to Male

Parolacce: D****a, Liberismo, Ragione Neoliberale 

Come ha argomentato in modo chiarissimo e rigoroso Alberto Bisin nel suo recente libriccino, si può – qui solo indicativamente: è un lavoro importante DA FARE, che ci ripromettiamo di compiere qui – ampliare un ragionamento parralelo e talora simile, a tutte le sfere dello scibile disumano e dell’agire imPolitico.

Ad esempio, quelle bad keywords nel titolo. E’ il totalitarismo coi suoi scribacchini che instilla nei suoi sudditi:

2013_01_03_masanjia(1 dei + famosi)

1. Gombloddismi per il popolo bue. Qui gli specialisti di sempre resteranno quei paciocconi, simpaticoni del Kgb (a parte Carlos, sanguinario puro): non trassero vantaggio dalla loro totale sup. spionistica org., psy e persino tecnol. nel ramo, perché caddero nelle loro stesse trappole complottarde, ahah!
Imbecilli al cubo. Gli s’eran gramsci-togliattate le sinapsi.

2. nozioni confuse, ossessioni indefinite del Male come:

LIBERISMO, NEO- LIBERISMO EGEMONICO, RAGIONE NEOLIBERALE.

ll tutto instaurato da un attore ed una bottegaia: cavolo, Re&Th avevano poteri da SuperDio, SuperWoman?

L’intelligentsia scalda-cattedre social-Togliattiana ASSOLUTAMENTE EGEMONICA era in letargo? Per decenni?

In questo secondo ramo, abbondano gli specialisti – ad es.: Agamben, Alter Mondialisti, Civati e Cuperlo, critici della Tecnica, fenomeni da circo fenomenologico (Lévinas et al. ‘Continentali’ seri esclusi), Foucaultati di Khomeini innamorati, Leghisti Putiniani, Negri, PostModerni come gli ultimi mohicani, Trotskisti per morte dell’ultimo neurone (Stalinisti immemori, a loro insaputa), etc.

Infatti un MONA oggi sulla Boston Review, tale GP Balocchi, racconta che negli anni ’90 a Porto Alegre era tutto un fiorire di democrazia partecipativa. Dimentica che c’era il PT, Partito Trotskista di Lula in formazione. E buganse nel sarvèlo el gà.

Foto: il laogai di Masanja (Cina) mi ricorda molto Dachau. Campi di lavoro nazional-socialisti sono.