Prologue à La connaissance surnaturelle

Simone Weil

72 anni fa, oggi 24 agosto la filosofa platonica e mistica Simone Weil moriva in un sanatorio di Ashford, cittadina nel cui cimitero è sepolta. Della sua vita mistica non conosciamo quasi nulla se non questo testo allusivo, il “Prologue”.  Simone, che sapeva sin troppe cose (anche di morire presto, e che sarebbe venuto un Monsieur. X, poi furono Albert Camus et al., a pubblicare  i suoi quaderni personali), aveva raccomandato alla madre di mettere il testo  qui riprodotto a mo’ di Prefazione ai Quaderni. Nel testo, “Egli” è palesemente una figura di Cristo se non di più: o Cristo stesso o, per dirla con Pietro Citati (nei suoi due amorosi art. del Corriere, ora raccolti nella sua antologia critica), quello del suo foro interno.

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Prologue à La connaissance surnaturelle
Simone Weil, Marseille – New York 1941-42. Versione n.3, traduzione enzo f. arcangeli

Egli entrò nella mia camera e disse: “Miserabile chi non comprende nulla, chi non sa nulla. Vieni con me e t’insegnerò delle cose che tu nemmeno t’immagini.” Lo seguii.
Mi condusse in una chiesa. Era nuova e squallida. Mi condusse di fronte all’altare e mi disse:”Inginocchiati”. Io gli dissi: “Non sono stata battezzata”. E lui: “Mettiti in ginocchio davanti a questo luogo con amore, come davanti al luogo dove esiste la verità”. Obbedii.
Mi fece uscire e salire sino ad una mansarda da dove, attraverso una finestra aperta, si vedeva tutta la città, qualche mucchio di legna, il fiume dove si scaricavano dei battelli. Mi fece sedere.
Eravamo soli. Lui parlò. Talora entrava qualcuno, si univa alla conversazione, poi ripartiva.
Non era più inverno. Né ancora primavera. I rami degli alberi erano nudi, senza germogli, in un’aria fredda e piena di sole.
La luce saliva, risplendeva, diminuiva, poi le stelle e la luna entravano dalla finestra. Poi di nuovo saliva l’aurora.
Talora taceva, traeva un pane da una dispensa, e lo dividevamo. Questo pane aveva proprio il gusto del pane. Non ho più ritrovato quel gusto.
Mi versava e si versava del vino che aveva il gusto del sole e della terra su sui era costruita questa città.
Talora ci stendevamo sul pavimento della mansarda, e la dolcezza del sonno scendeva su di me. Poi mi risvegliavo e bevevo la luce del sole.
Mi aveva promesso un insegnamento, ma non m’insegnò nulla. Discutevamo su qualsiasi tipo di argomento, saltando di palo in frasca, come tra vecchi amici.
Un giorno mi disse: “Adesso vattene”. Caddi in ginocchio, gli abbracciai le gambe, lo supplicai di non cacciarmi. Ma lui mi gettò nella scala. La discesi senza sapere niente, con il cuore a pezzi. Camminai per le strade. Poi mi resi conto che non sapevo assolutamente dove si trovasse questa casa.
Non ho più cercato di ritrovarla. Capivo che era venuto a cercarmi per sbaglio. Il mio posto non è in questa mansarda. È non importa dove: nella segreta di una prigione, in uno di quei salotti borghesi pieni di gingilli e felpa rossa, nella sala d’attesa di una stazione. Non importa dove, ma non in quella mansarda.
Non posso fare a meno qualche volta, con timore e rimorsi, di ripetermi un poco di ciò che mi ha detto. Come sapere se mi ricordo con esattezza? Non c’è lui per dirmelo.
So bene che lui non mi ama. Come potrebbe amarmi? Ciononostante al fondo di me qualcosa, un punto di me stessa, non può fare a meno di pensare tremando di paura che forse, malgrado tutto, lui mi ama.

1922andresimoneknokke-le-zoute

1922: il futuro grande matematico André Weil con l’adorata sorella Simone

Why Tunisia?

Riporto il chiaro, sintetico post su facebook di Nadim Oudali-

Qualcuno mi chiede: perché vogliono distruggere la Tunisia? perché i terroristi ce l’hanno con questo paese? perché dopo il Bardo anche l’attentato di oggi a Port el Kantaoui? perché così tanta violenza e barbarie in posti così belli?

Cercherò di dare la mia opinione personale, da tunisino, da militante politico ( sono il portavoce a Roma del Front Populaire (Tunisie), da persona che conosce questo paese, che ci è nato e vissuto, che lo ama ma cerca anche di avere una visione lucida malgrado questo momento difficile.
Intanto sgombiamo il campo: la religione non c’entra nulla. è una questione di potere e di soldi.

– La Tunisia ha una posizione strategica, in mezzo al mediterraneo, capace di controllare tutto il flusso tra i due bacini del mare nostrum. (il canale di Sicilia, è largo solamente 90 km)
– E’ stato il primo paese che ha innescato la primavera araba cacciando un dittatore.
– E’ stato il primo paese che ha eletto democraticamente e liberamente un’assemblea costituente rappresentativa della pluralità e delle diverse sensibilità politiche del paese, senza usare nessun tipo di violenza.
– E’ stato l’unico paese della primavera araba che si è dotata di una nuova costituzione civile, laica, rispettosa dei diritti delle persone, delle donne e delle minoranze.
– Ha abolito il regime presidenziale adottando un sistema semi-presidenziale nel rispetto dell’equilibrio tra i tre poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario)
– E’ il paese che ha combattuto, e che tuttora combatte, malgrado i mezzi nettamente modesti, direttamente il terrorismo di questi nuovi barbari, dichiarandogli guerra apertamente.
– E’ un paese con poche risorse naturali, diversamente dalla Libia per esempio, ma con un’economia che si basa sull’agricoltura, l’industria e il turismo.
– E’ un paese libero, dove decine di migliaia di persone, donne, uomini e bambini, sono scese per strada decine di volte per manifestare contro la deriva dei barbari. In modo pacifico e non-violento
– E’ un paese in cui i suoi maggiori leader di sinistra ( Chokri Belaid e Mohamed Brahmi) portatori di idee progressiste, civili e democratiche sono stati barbaramente uccisi dai soliti barbari barbuti.

Può bastare?
Insomma, non voglio dilungarmi troppo, ma spero che a grandi linee mi sono spiegato. Un abbraccio agli amici che mi hanno dato un segno di affetto e di solidarietà oggi.

P.S. NO PASARAN!

Enzitoriale, 8 dic. 2014. Per un Assolutismo illuminato

In morte della democrazia.

Per un AI, Assolutismo Illuminato

Podemos, volemos farci infinocchiare dall’ultimo populista ignorante e furbastro che passa per la via? Eh no, eh!

unclesamEssendo i liberismi, e soprattutto, miserabilmente, nell’ignominia i socialismi falliti ambedue (ovvio: eran gemelli monozigoti) in modo clamoroso. DEFINITIVO!

E non emergendo ancora sostanziali novità nel mercato politico (in quello delle idee e della ricerca si, eccome!), fioriscono i populismi più sciatti ed a contenuto 0. L’aveva detto SUBITO il più grande storico vivente, Wallerstein nel 2008: siamo in una nuova Grande Depressione  e si confronteranno di nuovo 2 famiglie di progetti politici per il consenso (come i Keynesismi Mussoliniani versus Roosveltiani tra le 2 guerre),

> i post-socialisti

> ed i neo – populisti.

E’ proprio così, se includiamo i fascismi (specie quello Jihadista, con una platea di 1 miliardo di stronzi) nei post-socialisti.

Ed escludiamo come irrilevanti i decotti liberismi (che la leggenda della Intelligentsia Stalin-Togliattiana EGEMONE nell’Accademia  globale, vorrebbe essere specularmente egemoni: ma il NEO-LIBBERISMO conta meno del 2 di cope con briscola a spade. L’Accademia KGB-PostStaliniana invece è inamovibile e controlla ovunque tutto nella produzione cul-turale. Non le sfugge nemmeno un posto di ricercatore a Jus, univr).

Il socialismo è morto già 3 volte: nella economia di cartone ben analizzata dagli studi comparati (e ricordo pure uno splendido libretto della compagna operaista Rita Di Leo), a Bad Godesberg (ove lo ha rigettato suo Padre stesso, il PSD tedesco che s’era inventato un Marx dal nulla) ed a Berlino – novembre 1989. Ma troppi sono gli intrecci e le irreversibilità che i post-socialisti hanno stretto con lo Stato Nazione in declino definitivo (Martin van Creveld 1989, The Rise and Decline of the State. Cambridge UP) ed il 66% della popolazione assistita. E’ DeadMovementWalking per qualche decennio ancora, poi basta socialismi, se Iddio vuole.

Evidentemente la crisi ha ottuso, rincoglionito le menti, se la gente (e pure brava gente! Anche amici cari …) da credito a questi arrivisti, mentecatti e sciamani di sest’ordine. Come il tragicomico genovese sgonfiato da Renzi, la putiniana Le Pen, Podemos, Renzi – CavBis (il più moderato della lista populista quindi il più pericoloso: fosse per lui rifarebbe la DC senonchè non può: non ci son risorse, siamo nell’era dei Trente Merdeuses e non c’è trippa per i gatti in siesta degli Stati Sociali), la puttana Salvini, Tsipras e UKIP.

La causa ultima di questa deriva populista?

E’ fallita\finita l’educazione, motore stesso del Moderno: la macchina a vapore che ha sollevato le menti.

Quindi la democrazia non esiste proprio più. Non è che sia in crisi: un c’è. Niente nostalgie: non c’è tempo da perdere! I populismi postmoderni, in collaborazione\conflitto e SIMBIOSI con merde secche del millennio passato:

– come il Cristianesimo Costantiniano (mi riferisco qui alla lezione di Simone Weil, specie quella della “Lettera ad un religioso” e di “Enracinement”),  

– Islam e Jihad,

potrebbero gareggiare col peggio della mostruosa Modernità, sinora il peggio di preistoria e storia: i 100 milioni di vittime dei democidi comunisti (Stalin e Mao), la Shoà.

Occorre lavorare sodo, ricostruire élites per ripristinare regimi assolutisti illuminati, fondati stavolta sulla Scienza  – anziché su Libri Sacri buoni solo a pulirsi l’ano, se la carta è Fabriano.

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PS Intanto rileggiamo La Repubblica di Platone (che NON era comunista), Giacomo Leopardi e (appena ripubblicate da Fede & Cultura www.fedecultura.com, casa editrice veronese sanamente catto-reazionaria) Le serate di San Pietroburgo di Joseph de Maistre, ispiratore del sublime a-moderno Charles Baudelaire – io li ho sur le chevet. Con le Oeuvres scelte di Simone Weil, i diari di Etty Hillesum ecc.

Very Bad #Keywords. Ragione neoliberale: va in mona de to Male

Parolacce: D****a, Liberismo, Ragione Neoliberale 

Come ha argomentato in modo chiarissimo e rigoroso Alberto Bisin nel suo recente libriccino, si può – qui solo indicativamente: è un lavoro importante DA FARE, che ci ripromettiamo di compiere qui – ampliare un ragionamento parralelo e talora simile, a tutte le sfere dello scibile disumano e dell’agire imPolitico.

Ad esempio, quelle bad keywords nel titolo. E’ il totalitarismo coi suoi scribacchini che instilla nei suoi sudditi:

2013_01_03_masanjia(1 dei + famosi)

1. Gombloddismi per il popolo bue. Qui gli specialisti di sempre resteranno quei paciocconi, simpaticoni del Kgb (a parte Carlos, sanguinario puro): non trassero vantaggio dalla loro totale sup. spionistica org., psy e persino tecnol. nel ramo, perché caddero nelle loro stesse trappole complottarde, ahah!
Imbecilli al cubo. Gli s’eran gramsci-togliattate le sinapsi.

2. nozioni confuse, ossessioni indefinite del Male come:

LIBERISMO, NEO- LIBERISMO EGEMONICO, RAGIONE NEOLIBERALE.

ll tutto instaurato da un attore ed una bottegaia: cavolo, Re&Th avevano poteri da SuperDio, SuperWoman?

L’intelligentsia scalda-cattedre social-Togliattiana ASSOLUTAMENTE EGEMONICA era in letargo? Per decenni?

In questo secondo ramo, abbondano gli specialisti – ad es.: Agamben, Alter Mondialisti, Civati e Cuperlo, critici della Tecnica, fenomeni da circo fenomenologico (Lévinas et al. ‘Continentali’ seri esclusi), Foucaultati di Khomeini innamorati, Leghisti Putiniani, Negri, PostModerni come gli ultimi mohicani, Trotskisti per morte dell’ultimo neurone (Stalinisti immemori, a loro insaputa), etc.

Infatti un MONA oggi sulla Boston Review, tale GP Balocchi, racconta che negli anni ’90 a Porto Alegre era tutto un fiorire di democrazia partecipativa. Dimentica che c’era il PT, Partito Trotskista di Lula in formazione. E buganse nel sarvèlo el gà.

Foto: il laogai di Masanja (Cina) mi ricorda molto Dachau. Campi di lavoro nazional-socialisti sono.

Theodore Maly (1894-1938), a Soviet Hero

MalyTheodore

UN EROE SOVIETICO.

Come gli ebrei (ben pochi si salvarono: erano stati la spina dorsale del Comunismo), all’approssimarsi del Grande Terrore aveva i mesi contati, essendo stato un prete da giovane, prima di bolscevico. Fu fucilato nel 1937/8.
Teodor Maly, uno dei più grandi dirigenti nella storia dei s. segreti russi (lui dirigeva in seconda istanza, poi anche controllò personalmente i leggendari“Cambridge 5”, che ucciso lui restarono per anni allo sbando), si consegnò volontariamente ai carnefici, scelse di andare in Russia (tanto mi uccidono lo stesso).
Confessò ad Aleksander Orlov (invece transfuga e poi A. di The Secret HIstory of Stalin’s Crimes, Random House, 1953):
“So che, come ex-sacerdote, non ho possibilità di salvarmi, ma ho deciso di andare perché nessuno possa dire ‘Forse quel prete era veramente una spia’.”
Prima che nei servizi (il futuro KGB) aveva combattutuo nella guerra civile e nel successivo democidio di ucraini (7 milioni asassinati da Stalin) e kulaki. In ambedue i casi, pur ossequiente era rimasto sconvolto dall’Orrore. Quando si ubriacava, gli ritornava tutto fuori, pertanto il Kgb gli affidò una moglie bruttina da badante.


Andrew e Gordievskij 1991, La storia segreta del KGB, Rizzoli pp. 242 et al. (fonte orale: Gordievskij)

Giovani inoccupati: quanti fancazzisti e mammoni?

DIARIO di un REAZIONARIO

(una nuova rubrica)
Sulla pagina di oggi:

Evidenze micro e macro su Unemployment 

e familismo -femminismo -mammismo.

1922andresimoneknokke-le-zoute

Il dato istat (impeccabile) del 46% dei giovani disoccupati in Italia, si accompagna alle mie evidenze micro-micro raccolte nelle Ostarie (sono cresciuto a pane e “Inchiesta”, l’insuperabile rivista di sociologia operaista e rivoluzionaria).
I giovani operai occupati dicono che sono RIVOLTATI contro i loro coetanei che fanno una breve prova in fabbrica, e ri-scappano veloci SOTTO LE COTOLE (gonne) DELLA MAMMA.
Se potessi generalizzare, direi:
1) una bella fetta di Unemployment è disoccupazione volontaria da ‘eccesso’ di benessere coccole reddito e ricchezza familiare (date le regole distributive nella istituzione Famiglia). I salari bassi ed ipertassati dalla Repubblica Comunista Italiana concorrono: basti pensare che ora dal Mezzogiorno vi siano i trasferimenti AL CONTRARIO; dalle famiglie al Sud, ai figli che guadagnano un cazzo lavorando al Nord (fonte: SVIMEZ).
2) Inoltre: il familismo amorale (tutt’altro che un fenomeno solo meridionale, lì solo prende la piega patriarcale – vedi anche Emanuele Felice) è anche quello, pro quota, qualcosa di più specifico.
MAMMISMO DI MERDA ove ambedue i poli della relazione innaturale, malata sono COLPEVOLI.
E i padri, dove cazzo sono? Che cazzo fanno: si faireyicahoperimettano i pantaloni ed a menar schiaffoni a piena forza, rincorsa e slancio.

Un grande merito del primo e migliore Obama, fino alla sua  prima campagna Presidenziale inclusa, è stata la nettezza del suo attacco frontale al Black Power, il ’68 e tutto l’irresponsabilismo connesso ai c.d. movimenti “libertari”. Ma era già stato tutto scritto, in proposito di doveri fondanti i diritti, da Simone Weil a Londra nel suo ultimo inverno 1942\3.

 

P.S: Una prima versione di questo post è stata pubblicata oggi nel “gruppo chiuso” di Facebook OSTERIA DEI  ‘CONOMISTI https://www.facebook.com/groups/OsteriaEconomia/759050460781741, dove ha dato luogo ad una viva discussione. Chiunque può chiedere – se interessato – di aderire a tale gruppo di discussione su temi sociali ed economici, poi saranno i suoi promotori a decidere in merito.

 

 

 

Ticket Giveaway: Orlando Bloom in Romeo and Juliet, Broadway Valentine’s Day Broadcast

enzofabioarcangeli:

RomeOrlando, and Condoleta Julieta – we love you in Verona! Sooo much.

Originally posted on New York Theater:

Win two tickets to see the Valentine’s Day broadcast of the Broadway production of “Romeo and Juliet,” starring Orlando Bloom and Condola Rashad.  The film will run in movie theaters nation-wide from February 13-19. (To find where it will be playing near you, click here.)

To enter the contest, please answer the following two questions:

What play, or scene in a play, has most defined love for you, and why?

1. Please put your answer in the comments at the bottom of this blog post, because the winner will be chosen through Random.org based on the order of your reply, not its content.

But you must answer the question fully or your entry will not be approved for submission. Describe the scene or play. Explain why it said love to you.

2. Please include your Twitter name, and follow me at @NewYorkTheater so that I can send you a direct…

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