LA PETITE DIFFERANZA TRA I E II REPUBBLICA

C’è solo une toute petite différance: nella I Repubblica, per la maggior  parte della sua durata il massimo uomo di potere DC, Andreotti, era contempraneamente  il Presidente di Cosa Nostra (al 3° e max  livello). Fece ammazzare prima Moro e poi il gen. Della Chiesa per questo, oltre ad un impavido giornalista.

Nella II Repubblica, la mafia ormai autonoma dal Politico, riorganizzata e stragista, mette avanti un suo prestanome di Arcore. Ma questo non conta un cazzo nella mafia – è solo un efficace esecutore; inoltre, non ha più i complessi legami andreottiani globali (dalla Casa Bianca ai più spietati terroristi; tramite ambedue col kremlino): è un dilettante che nella sua imbecillità congenita, crede di flirtare con Qaddafi e Putin; che manco se lo inkulano, il nanetto. C’est la decadence.

COMPRATE E LEGGETE L’ESPRESSO DI DOMANI, VENERDI 27 agosto.

DAL SITO DE L’ESPRESSO:

di Lirio Abbate
Il pentito Spatuzza lo indica come l’uomo che mise i Graviano in contatto con Berlusconi e Dell’Utri. E i pm adesso vogliono capire il ruolo del presidente del Senato. A partire dalla sua attività di avvocato civilista per alcuni boss
Video – Spatuzza parla di Dell’Utri e Berlusconi
Leggi – Il memoriale del pentito: “La mia verità”
Dall’archivio (30 giugno)  – Chi ha paura delle sue rivelazioni?

Giustizia & impunità | di Redazione Il Fatto Quotidiano

26 agosto 2010

Commenta (146) Condividi Stampa Ingrandisci il testo Rimpicciolisci il testo

Nei verbali di Spatuzza la storia di Schifani
che fece da tramite tra Berlusconi e i Graviano

La notizia sarà pubblicata sul numero dell’Espresso in edicola domani. Le dichiarazioni dell’ex killer di Brancaccio sono al vaglio della procura di Palermo. Il senatore non risulta indagato

Ci fu un tempo in cui il senatore Renato Schifani non si occupava di politica. Faceva l’avvocato, civilista, e in questo ruolo agganciò spregiudicate conoscenze con uomini vicini a Cosa nostra. Erano i tempi in cui esibiva con orgoglio l’ormai mitico riporto in testa. Anni Ottanta, inizi dei Novanta. Epoca in cui l’allora intraprendente legale, che da lì a poco sarà eletto nel collegio siciliano di Altofonte-Corleone, avrebbe ricoperto un ruolo di prestigio, mediando i rapporti tra i fratelli stragisti Filippo e Giuseppe Graviano, e il duo Berlusconi-Dell’Utri. La notizia viene riportata sul numero dell’Espresso in edicola domani. A firmare l’articolo è Lirio Abbate, ex cronista dell’Ansa che l’11 aprile 2006 fu il primo a dare la notizia dell’arresto di Bernardo Provenzano. Si parla di “ombre inquietanti” che emergono dal passato. Di “spettri” ripescati dentro a trent’anni di storia di un uomo che ha girato i tribunali di mezza Italia difendendo i patrimoni dei boss mafiosi.

Ombre e sospetti riportati a galla dalle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza. L’ex killer di Brancaccio, scrive l’Espresso, l’ottobre scorso davanti ai giudici di Firenze avrebbe parlato proprio di questo. Frasi messe subito a verbale e girate, per competenza, alla procura di Palermo. Documento top secret. Ma solo a metà. Una parte di queste pagine (le meno compromettenti) sono state messe agli atti del processo al senatore Marcello Dell’Utri (condannato a sette anni per concorso esterno).

Lo spunto, dunque, esiste. Saranno i magistrati a sviscerare il tema. Il procuratore Francesco Messineo ha già dato l’incarico agli aggiunti Antonio Ingroia e Ignazio De Francisci e ai sostituti Nino Di Matteo e Paolo Guido. Secondo quanto riporta l’Espresso, i magistrati hanno già messo a punto una strategia segnandosi le persone da sentire. Non c’è solo Spatuzza. Ma anche Francesco Campanella, ex segretario dei giovani dell’Udeur, già delfino di Mastella, ma soprattutto colletto bianco in nome e per conto della famiglia Mandalà. Quello stesso Campanella che grazie ai suoi appoggi nel comune di Villabate ha falsificato la carta d’identità con cui Provenzano è andato a Marsiglia per sottoporsi a esami clinici. L’elenco, però, prosegue e spunta il nome, al momento top secret, di un imprenditore condannato per riciclaggio che nominò lo stesso presidente del Senato socio in una sua impresa.

Insomma, l’ennesima gatta da pelare per Berlusconi e il suo stato maggiore. Nulla, ovviamente, è ancora stato scritto. Tantomeno Schifani risulta indagato. Ma su di lui pesa un’inchiesta (poi archiviata nel 2002) per associazione mafiosa. Indagato per tre volte, e per tre volte archiviato. Eppure le carte restano e come ha rivelato il Fatto, incastrano Schifani quantomeno a precise responsabilità politiche. A tirarlo in ballo è infatti il pentito Salvatore Lanzalaco per un appalto pilotato dalla mafia. Il sistema, come spiega Abbate, era semplice: “Lo studio di progettazione di Lanzalaco preparava gli elaborati per le gare, i politici mettevano a disposizione i finanziamenti, le imprese si accordavano, la mafia eseguiva i subappalti”.

Per Schifani, quindi, la situazione non è delle migliori. Con nuovi elementi d’accusa l’inchiesta potrebbe essere riaperta. E in questo caso gli elementi d’accusa pesano e non poco. Visto che Giuseppe Graviano è lo stesso che nel 1993 orgnizzò le stragi di Romna, Firenze e Milano e che subito dopo confidò a Spatuzza di essersi “messo il paese nelle mani” grazie alla colaborazione di Berlusconi e Dell’Utri.

La triangolazione Graviano-Schifani- Berlusconi, a quanto scrive l’Espresso, parte, poi, da molto lontanto. Dagli anni Ottanta. Periodo in cui il presidente del Senato tra i suoi assistiti aveva Giovanni Bontate, fratello di Stefano Bontate, il principe di Villagrazia ucciso a Palermo nel 1981 e che poco prima di morire era salito a Milano per investire 20 miliardi di lire. Denaro dei clan, di cui però si sono perse le tracce. E sotto la Madonnina, stando alla fonte anonima citata dal settimanale, Schifani ci veniva già a metà degli anni Ottanta per fare visita a Dell’Utri e al premier. Incontri cordiali in cui Berlusconi aveva il vezzo di chiamarlo “contabile”. Chissà perché?

fonte: Il fatto Q. – http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/26/nei-verbali-di-spatuzza-la-storia-di-schifani-che-fece-da-tramite-tra-berlusconi-e-i-graviano/53351/


onore delle armi al Nemico Late-Imperialist Kossiga

Assassinio Masi 1977: Kossiga pulotto en travesti, con la Beretta cal.9 d’ordinanza (FORATTINI)

Nando Della Chiesa:

Sarò onesto, Cossiga non mi mancherà

Il Battaglione Sassari renderà l’onore delle armi al “concittadino”. Ma, si chiede l’amico Michele Boldrin: di che si sta parlando? Chi è sto Uomo di Stato? I giornali di oggi, 18 agosto

titolano della scomparsa di un “grande uomo di stato”.
Mi devo esser perso qualcosa: di chi parlano?

Ed io su fb gli ho risposto in 4 e 4 8 , poi qui amplieremo la cosa presto  – dopo un pò di ripasso, nel senso del vino:

Parlano di:

1 Gladio (fascistelli di complemento, semmai Secchia…);

2 P2, di cui lui s’è sempre VANTATO ANCHE ORA;

3 la polizia di Roma che spara travestita da autonomi ed ammazza Giorgiana Masi il 12 maggio 1977, un giorno di raccolta firme per dei referendum a P. Navona; K prima dice che non c’erano agenti in borghese, poi incalzato dall’Espresso (e Forattini che lo dipinge Autonomo), si scusa al Parlamento; ma ovviamente l’obbediente poliziotto resta IGNOTO (alla sua morte avrà la Montagna BiancoFascista di P. Venezia tutta x lui; finché le Belle Arti, o i bei cinturati Pacifisti Islamici non la faranno implodere).

4 Soprattutto:  il regista dell’assassinio di Moro per conto delle Grandi Potenze (un capolavoro, ma lo aiutavano esperti seri; lui cmq OTTIMO coordinatore, sempre molto rilassato in quei 55 giorni di illegalità golpista – testimonia anche l’edito del Manifesto di oggi). Poi gli verranno capelli bianchi e le chiazze sulla pelle, per il rimosso di uno dei più vili assassinii politici contemporanei.

5 Sul conto positivo – dicono gli estimatori – il “discorso di Edinburgo” del 1990 in cui si accorse che era caduto il Muro e pare gli altri fossero invece distratti: veramente i nazisti di Pretoria avevano già liberato in fretta e furia Mandela!
Però lui fece un’apertura al pci, basta conventio ad excludendum (dopo che aveva strozzato Moro CON LE SUE MANI, DI FATTO; Andreotti è stato assai DEFILATO ed ambiguo nei 55 gg.), adesso Washington mi autorizza. Infatti lo autorizza qualche anno dopo, a cacciare i pacifisti e troppo pignoli Prodi e Bertinotti; metter D’Alema “Premier”, per il flusso di bombardieri su Belgrado (che ALLORA non faceva più nulla, si difendeva inerme), che il Pentagono e chi altro AVEVA GARANTITO ALLA MAFIA SERBO-KOSSOVARA (una delle più potenti al mondo: ora controlla la coca sull’Atlantico e la vende a camorra e ndrangheta, battendo sul prezzo gli spagnoli).
Una gran brutta storia kossogara e kossivara. E di “Late Victorian Imperialism” che si ripete 1 secolo dopo coi cuginetti d’Oltreoceano. Però, nel contesto, K ERA uno statista – aaah, su quello non c’è dubbio. Non una nullità alla Bisaglia De Mita Forlani o il Piccoli imbriago.

Foto: Teatro Sistina, febb. 1977. In questo momento, 1 anno prima, PER SICUREZZA  Kissinger e Gelli non gli hanno ancora comunicato che deve far fuori l’esimio collega A TUTI I COSTI, A CARTE FALSE, A SOSPENSIONE PER DECRETO DI TUTTA LA GIUSTIZIA ROMANA ecc. ecc.

oggi 19 agosto su il FAtto Q: un articolo “contro” di Massimo Fini ed ancora pro di LUCA TELESE:

Picconate al picconatore.

Mio commento ora:

Scusa Luca, d’accordissimo NON DEMONOLOGIA, ci mancherebbe!
Ma non ho capito la tua parentesi: non fu mai P2ista. Mi entra in opposizione con 2 evidenze Lapalisse:

1) l’ho appena risentito a Radio Radicale, nella loro notte celebrativa, rivendicare in pieno ed apertis verbis – nel 2000 in particolare – la P2 COME TALE, LA SUA AMICIZIA con Gelli (lui, ovvio, minimizzava che voleva il corriere a favore del suo governo e andò dal legittimo proprietario), e disse anche che quando incontrava un altro P2ista tra loro non sapevano di essere consoci; infine, di essere di famiglia massonico-risorgimentale. Più confessione di così! Davvero non era negli elenchi?

2) In ogni caso tuta la sue gestione CRIMINALE dell’Affaire Moro, LA COSA E’ PIU’ CHE ACCERTATA, fu in combutta anche con la P2 (ma io credo dal suo INTERNO), mirando che le BR lo ammazzassero. QUESTO è 1 fatto: anche se non decisivo al 100% sulla sua tessera.