Theodore Maly (1894-1938), a Soviet Hero

MalyTheodore

UN EROE SOVIETICO.

Come gli ebrei (ben pochi si salvarono: erano stati la spina dorsale del Comunismo), all’approssimarsi del Grande Terrore aveva i mesi contati, essendo stato un prete da giovane, prima di bolscevico. Fu fucilato nel 1937/8.
Teodor Maly, uno dei più grandi dirigenti nella storia dei s. segreti russi (lui dirigeva in seconda istanza, poi anche controllò personalmente i leggendari“Cambridge 5”, che ucciso lui restarono per anni allo sbando), si consegnò volontariamente ai carnefici, scelse di andare in Russia (tanto mi uccidono lo stesso).
Confessò ad Aleksander Orlov (invece transfuga e poi A. di The Secret HIstory of Stalin’s Crimes, Random House, 1953):
“So che, come ex-sacerdote, non ho possibilità di salvarmi, ma ho deciso di andare perché nessuno possa dire ‘Forse quel prete era veramente una spia’.”
Prima che nei servizi (il futuro KGB) aveva combattutuo nella guerra civile e nel successivo democidio di ucraini (7 milioni asassinati da Stalin) e kulaki. In ambedue i casi, pur ossequiente era rimasto sconvolto dall’Orrore. Quando si ubriacava, gli ritornava tutto fuori, pertanto il Kgb gli affidò una moglie bruttina da badante.


Andrew e Gordievskij 1991, La storia segreta del KGB, Rizzoli pp. 242 et al. (fonte orale: Gordievskij)