3 Consigli per l’estate: Grossman Guimaraes R. e Leopardi

 

Le mie preferenze di lettura IN ASSOLUTO.

Capita che ne siano rimasti fuori – di poco – i voli Pindarici, Omero Lucrezio Dante Cervantes Galileo padre Ricci Hume Smith Kant Hoelderlin la Achmatova e Yves Bonnefoy.

Ecco il podio della contemporaneità, filosofia poesia racconti-romanzi saggi e scienza.
Un unico moderno non contemp.: Giacomo. Ma poi ho aggiunto il suo maestro di italiano e letteratura Galileo.

1 Joao Guimaraes Rosa 1908-67, Grande Sertao. Veredas (intraducibile: solo per questo, vale la pena imparare il bras.-port.; anche per mulatt* o minute bellezze caboclo di Belem e Sertao)
2 Tutto Giacomo Leopardi 1798-1837 letto in tanti modi (non da E. Severino!), ma l’introduzione classica è il libro di P. Citati che ti porta dentro la mente di Giacomo in ogni stagione
3 Vassilij S. Grossman 1905-64, vita e destino. Lo scoprii negli anni ‘90 perché era il romanzo di rif. del mio filosofo personale, Emmanuel Levinas 1906-95. Di EL i 2 più grandi essays di sempre (Totalité et Infini 1961, Autrement qu’être ou au-delà de l’essence 1974): rifondazione di una filosofia non-classica, extra Cartesiana, dopo Heidegger e Shoah. Partendo dalla visione originaria, prima del determinismo linguistico, del volto di Autrui

 

Sotto al podio:
4 Thomas S Eliot 1888-1965, The Waste Land. Locus classicus per noi Sussex pupils: il weekend di sesso in albergo a Brighton, al v. …
5 Horcynus Orca, di Stefano D’Arrigo 1919-92 (il più giovane dei qui nominati, della gen. di mio papà). Anche, un parco di Messina; e la comprensione dell’umanità, intelligenza e gran cattiveria dei delfini

6 Galileo Galilei 1564- 1642, Il Saggiatore del 1623 e Dialogo … 1632,

 

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Ciao, Marco!

In morte di Marco Pannella (1930 – 2016)

 

Dalai_Lama_with_Marco_Pannella

Marco Pannella ed il Dalai Lama, da https://www.wikiwand.com/it/Marco_Pannella

 

“Tu sei un rivoluzionario. Io amo invece gli obiettori, i fuori-legge del matrimonio, i capelloni sottoproletari anfetaminizzati, i cecoslovacchi della primavera, i nonviolenti, i libertari, i veri credenti, le femministe, gli omosessuali, i borghesi come me, la gente con il suo intelligente qualunquismo e la sua triste disperazione. Amo speranze antiche, come la donna e l’uomo; ideali politici vecchi quanto il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della Destra storica. Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se “rivoluzionario”. Credo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuol essere onesti ed essere davvero capiti, più che ai saggi o alle invettive, ai testi più o meno sacri ed alle ideologie. Credo sopra ad ogni altra cosa al dialogo, e non solo a quello “spirituale”: alle carezze, agli amplessi, alla conoscenza come a fatti non necessariamente d’evasione o individualistici – e tanto più “privati” mi appaiono, tanto più pubblici e politici, quali sono, m’ingegno che siano riconosciuti. (…)
Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia d’occuparlo.”

~ Marco Pannella. 1973

 

Marco, lo incontrai per la prima volta nel giugno 1967, quando passò da Verona con la Marcia della Pace (Milano – Friuli) e parlò in Valverde. Un Walter Peruzzi già in via di maionese cinese impazzita, gli rispose con garbo che non tutti gli eserciti erano cattivi: quelli Popolari, no (sic).

Poi Marco, i suoi Marchi (Boato et al.) e le sue combattive donne fecero esplodere tutta la stagione liberatoria dei diritti civili e dell’anti-integralismo cattolico finalmente all’offensiva, e vincente; un fruttuosissimo innesto sul ceppo AZIONISTA, LIBERAL-SOCIALISTA (P. d’Azione, Giustizia e Libertà, il primo L’Espresso) di origine; comune anche con me e quindi questo blog: Hannah Arendt, Massimo Cacciari, Albert Camus, Nicola Chiaromonte, Vittorio Foa, Ettore Gallo, George Orwell, Simone Weil, ecc.

Il PR di Marco, Emma e la loro pattuglia, con tanti dirigenti di vario livello e la “scuola quadri” (de facto) per tutti i partiti attorno al centro, è stata QUASI L’UNICA VOCE LIBERALE coerente di questa maledetta, retrocedente e  retrograda Italia sempre socialfascista (fin dal fascismo Risorgimentale in nuce). Che ha consciuto solo il liberalismo con Cavour e poi pochi casi di una vox clamans, da Vilfredo Pareto a Bruno Leoni.

Il riferimento a maggioranze sino allora silenziose di società civile coartata dallo Stato, assieme con la solidità di un radicamento nel pensiero liberale e lib-soc, fece sì che i “4 gatti” radicali esercitassero una enorme, spropositata e positiva influenza sul panorama devastato e “POST – NUCLEARE” del politicame  cristiano-integralista (sinistra e dx DC, gli infami di CL), ignorante, populista o totalitario italico.

Speriamo che almeno questa fiammella resti accesa dopo Pannella!

 

 

Letture liberali o no di Marco P.

Adriano Sofri: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10153445434136879&id=86556801878

 

Federico Punzi, sui funerali laici del 21 maggio:

Ha fatto bene Emma Bonino dal palco di Piazza Navona a ricordare che “Pannella nella sua vita è stato soprattutto irriso e deriso, quando non vilipeso” e che “alcuni omaggi postumi puzzano di ipocrisia”.

E Pannella in questi giorni ha dovuto subire da morto la banalizzazione e l’omologazione che aveva sempre strenuamente combattuto in vita. Lo scandalo inintegrabile è stato, da morto, integrato e normalizzato… Un sacrilegio…

@MarcoValerioLp Lo Prete
Il liberismo fiducioso di ‪#‎Pannella‬ https://t.co/kFKfVfUqjQ

@marcovaleriolp via @ilfoglio_it

Mario Sechi: Pannella l’amerikano, http://www.mariosechi.it/blog/2016/05/21/pannella-lamerikano/

 

 

Piercamillo Falasca:  https://www.facebook.com/piercamillo.falasca > https://www.facebook.com/piercamillo.falasca/posts/10153498737830966?pnref=story

A me piace ricordare tutte le cose per cui Marco ‪#‎Pannella‬ NON era amato dalla sinistra di un tempo (e da molta di quella attuale): era filo-israeliano, era filo-americano, era europeista quando la sinistra non lo era, era liberale in economia (ricordate i referendum liberisti degli Anni Novanta?), era per la separazione delle carriere della magistratura, era per la responsabilità civile dei magistrati. Pannella aveva parlato della necessità di costituire un “Partito Democratico” quando a sinistra c’era ancora il dissidio tra socialisti e comunisti. Pannella sdoganò Berlusconi quando in troppi parlavano semplicisticamente del fenomeno Berlusconi come di “fascismo” (senza sapere che, a passare anni a parlare di fascismo, poi quello arriva davvero). Pannella attaccava il consociativismo, i sindacati di lotta ma di governo, la pubblica amministrazione politicizzata. Ricordiamo soprattutto per questo, non solo per i diritti civili, perché queste sono battaglie da combattere ancora.

Giovani inoccupati: quanti fancazzisti e mammoni?

DIARIO di un REAZIONARIO

(una nuova rubrica)
Sulla pagina di oggi:

Evidenze micro e macro su Unemployment 

e familismo -femminismo -mammismo.

1922andresimoneknokke-le-zoute

Il dato istat (impeccabile) del 46% dei giovani disoccupati in Italia, si accompagna alle mie evidenze micro-micro raccolte nelle Ostarie (sono cresciuto a pane e “Inchiesta”, l’insuperabile rivista di sociologia operaista e rivoluzionaria).
I giovani operai occupati dicono che sono RIVOLTATI contro i loro coetanei che fanno una breve prova in fabbrica, e ri-scappano veloci SOTTO LE COTOLE (gonne) DELLA MAMMA.
Se potessi generalizzare, direi:
1) una bella fetta di Unemployment è disoccupazione volontaria da ‘eccesso’ di benessere coccole reddito e ricchezza familiare (date le regole distributive nella istituzione Famiglia). I salari bassi ed ipertassati dalla Repubblica Comunista Italiana concorrono: basti pensare che ora dal Mezzogiorno vi siano i trasferimenti AL CONTRARIO; dalle famiglie al Sud, ai figli che guadagnano un cazzo lavorando al Nord (fonte: SVIMEZ).
2) Inoltre: il familismo amorale (tutt’altro che un fenomeno solo meridionale, lì solo prende la piega patriarcale – vedi anche Emanuele Felice) è anche quello, pro quota, qualcosa di più specifico.
MAMMISMO DI MERDA ove ambedue i poli della relazione innaturale, malata sono COLPEVOLI.
E i padri, dove cazzo sono? Che cazzo fanno: si faireyicahoperimettano i pantaloni ed a menar schiaffoni a piena forza, rincorsa e slancio.

Un grande merito del primo e migliore Obama, fino alla sua  prima campagna Presidenziale inclusa, è stata la nettezza del suo attacco frontale al Black Power, il ’68 e tutto l’irresponsabilismo connesso ai c.d. movimenti “libertari”. Ma era già stato tutto scritto, in proposito di doveri fondanti i diritti, da Simone Weil a Londra nel suo ultimo inverno 1942\3.

 

P.S: Una prima versione di questo post è stata pubblicata oggi nel “gruppo chiuso” di Facebook OSTERIA DEI  ‘CONOMISTI https://www.facebook.com/groups/OsteriaEconomia/759050460781741, dove ha dato luogo ad una viva discussione. Chiunque può chiedere – se interessato – di aderire a tale gruppo di discussione su temi sociali ed economici, poi saranno i suoi promotori a decidere in merito.

 

 

 

love is a losing game

Music Videos by VideoCure
For you I was a flame 

Love is a losing game

Five story fire as you came

Love is a losing game

Why do I wish I never played

Oh, what a mess we made

And now the final frame

Love is a losing game

Played out by the band

Love is a losing hand

More than I could stand

Love is a losing hand

Self professed, profound

Till the chips were down

Know you’re a gambling man

Love is a losing hand

Though I?m rather blind

Love is a fate resigned

Memories mar my mind

Love is a fate resigned

Over futile odds

And laughed at by the gods

And now the final frame

Love is a losing game

Atene e l’orrore del Nichilismo

The heart of darkness of Euro, son of Europa and grandchild of God


From the wsj pictures gallery:

1 Iakovos Hatzivastravou \ AP – A bank employee rescued

2 Louisa Gouliamaki – AFP\ Getty Images – The Martin Egnatia Bank where 3 people were burnt yesterday, during the general strike

English Summary

1. wsj today

Witnesses said hooded protesters smashed the front window of Marfin Bank in central Athens and hurled a Molotov cocktail inside. The three victims died from asphyxiation from smoke inhalation, the Athens coroner’s office said. Four others were seriously injured there, fire department officials said.

2. Dostoevskij

3. Coetzee:

Per il nascituro di Atene, morto prima di vivere

il mio cuore sanguina di oscurità, un sangue nero come il petrolio della costa sud che sgorga dalla vena aperta dell’AMERICA QUASI LATINA. Non ho nemmeno lacrime, per come sono sconvolto dai morti di Atene.

Perché da sindacalista ho fatto tanti picchetti a Schio, e c’erano padroncini con lo schioppo (ne ricordo uno a Marano V.no, ed un giorno del 1967\8 fu ferito il sindacalista uil).

Perché sono morti doppiam. nostri: i morti sono dei nostri, ed ammazzati dai “nostri!” – si: i nostri nichilisti.

Quando si farà luce nelle strade, ma ancora non nel mio cuore di oscurità, scriverò qui un pezzo sul nichilismo da Dostojevski a Coetzee. Per trarne la morale su Atene qui, ed oggi. Il terribile giorno dopo la sbornia di Nichilismo. Che uno non vorrebbe svegliarsi.

IL FATTO

La Stampa:

L’incendio
È il palazzo della banca Marfin Egnatia, di proprietà di uno dei più discussi magnati dell’Ellade, Andreas Vgenopoulos. Qualcuno è riuscito a spaccare il vetro di protezione e a tirare dentro una molotov, meglio allontanarsi. Passa un’ora e mezza, un’ora e mezza di selvaggio corpo a corpo tra la polizia e gli anarchici «ufficiali» davanti al Parlamento. Una nuvola bianca di lacrimogeno qui a Syntagma, ma c’è una nuvola nera che si vede salire da Panepistimiou. Solo allora sappiamo che i pompieri, disturbati nel loro lavoro da pazzi che lanciano sassi e bastoni, hanno trovato tre corpi esanimi dentro l’edificio della banca. Un uomo e due donne, tra i 35 e i 37 anni. Una aspettava un bambino. Tre disgraziati bancari rimasti inchiodati dalle fiamme e dal fumo su per le scale dentro l’edificio. Altri cinque dipendenti della banca, rimasti al lavoro, si sono salvati per miracolo affacciandosi ai balconi dei piani superiori.

Gli anarchici sui loro siti, peraltro, negano ogni responsabilità per l’attacco omicida alla Marfin Bank. Non c’è modo di sapere se sia vero o meno, certo è che anche i responsabili di Syriza, la coalizione di sinistra radicale, puntano il dito contro un piccolo gruppo neonazista, “Chrissi Avri” (Alba radiosa) che anche in altre occasioni era riuscito ad infiltrarsi nelle manifestazioni.

Il giorno dopo: http://tv.repubblica.it/dossier/grecia-crisi-economica/mazzi-di-fiori-davanti-al-portone-bruciato/46670?video=&pagefrom=1

IL COMMENTO

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La presentazione al campione

Oggi, alla partenza del Giro d’Emilia, Danilo D’Elia  è stato presentato dal babbo ad Ivan Basso (foto di Rocco D’Elia, da facebook)

rocco_d'elia_presenta_danilo_a_ivan

Una normale, straordinaria giornata al Lido; ivan ritorna e mark in rosa

DSCF1609_ivan4-58-_particolareUna giornata tranquilla al Lido
Con l’emozione unica di Ivan che ritorna 3 anni dopo, e l’inatteso regalo di Mark rosa

A photo-diary of today

Saturday May 11, 2009. Except this cut on the left, every quoted picture is published @ http://twitpic.com/photos/nonnoenzo

I spent  the afternoon at Lido di Venezia, watching the Giro and all the human world turning around this sport event and mediatic circus. In the morning, it was Nathalie that, with a facebook reply to a twitter message of mines, signalled that there was nothing normal today, everything was gonna out of the ordinary (time is out of joint– Hamlet, and http://books.google.it/books?id=sEENbAP5FZsC&printsec=frontcover&dq=derrida&hl=en&source=gbs_book_other_versions_r&cad=1_2#PPA3,M1). That was an important message for me, since it prepared my mind to the  special events of the day.
Let us say that the cyclists I most  like after Ivan & the Pirate, are the two new generation ones, that stimulate father sentiments in me since when I first saw them in action, years ago: Andy Schleck and Mark Cavendish. Last of my thoughta was that the latter would have been, at end of the day,  the first to wear legitimately (as a cadeau, the Sindaco, my friend  Massimo Cacciari had already got one) Dolce & Gabbana’s pink jersey.

I come down from the vaporetto at Lido, just in time for a lucky first shot (photo: GIRO 1; 3:55 pm – http://twitpic.com/4vmzi ) of Mark and the Columbia boyz marching to their triumph, almost no one had betted upon. A couple of minutes before their arrival. Then I met Ivan twice, at very short distance:
– in the middle of a bit of crowd, just before departure (photos – GIRO 6 to 12, 4:25 to 4:30 – twitpic);
– 2nd time, more intimate  – GIRO 19; 4:58, http://twitpic.com/4vu0v/full see also a reproduction below  – in a narrow street, almost the two of us and no one else, when from the arrival he was getting to Liquigas meeting place, at trattoria Favorita, via Duodo 33. I knew in advance it was him (no adivination, except being there at the right time right place, walking through streets I’d never been before; but all the Liquigas team had passed by, so last he came  – no surprise; his nice wool hat was a further, unnecessary  element), but the shot came too much at a distance, no good. Finally he might have been in one of the Liquigas cars leaving  the Lido’s trattoria Favorita for  the special ferryboat (reserved to il Giro) to Punta Sabbioni on the way to Jesolo, but can’t tell (see: GIRO 23 & 24).

e per finire …

GIRO (photos no. 28 to 35). Nice dinner at the Gran Via Restaurant, Great Street (Gran Via itself), Lido. The owners showed me proofs that at lunch Moser, Fondriest and Motta had been there: GIRO 32 = http://twitpic.com/4w1fg

http://beta.velonews.com/article/91849/tech-feature—time-trial-technology-at-the-giro explains the technology implications (and constraints) of today’s Lido-TTT  (team time trial).

AFTER THE  TT TRIAL, THE CALM RETURNED UPON HIM. BUT HE’S ALWAYS ISOLATED in his own world, in a bubble: “Per tutta la corsa, vivo come in una bolla di vetro” (Today’s Gazzetta, p. 5: “Meglio di così non posso stare”)

IVAN IS BACK! (in so many senses…) IL SIGNORE DEL CILISMO E’ RITORNATO

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bigger version – http://twitpic.com/4vu0v/full

JUST BEFORE THE TTT: like a lion in the cage, tension is electric at 1000W – http://twitpic.com/4vps8/full

DSCF1609_ivan-is-back-cazzo!