Vinicius Pradella 1979, La Papessa Giovanna

olio su tela, cm 50×70. Collezione privata

Vinicius 2017/8 al 133 Art Club

ABSTRACT. 133, Agamben, #archetipi, Brasil, Calasso, Cacciari, #cardinalesse, Candelaria, Catari, Mirco Cittadini, Dalì, Dante, De Chirico, Delvaux, Dioniso, Eickhart, Fatima, Freud, Furet, Roberta Gardinî Garcia Marquez, Giovanna, Girard, Gnosi – iniziazione, Jaspers, Jo -Johanna, Jung, Yves Lambert, Macondo, Mary Stuart, Muse, #papesse,

Vinicius Pradella,

Realismo magico, Mauro Rostagno, Shoah, Spiritualità, Beppe Stoppiglia, sushi, Tantra, Tempo, Verona e Weil.

Cit. dal catalogo 133 Art Gallery di Roberta Gardini, della mostra 2017/8 di Vinicius Pradella a Desenzano, https://www.facebook.com/133ArtGallery/

Cit. da Moli Nero, Scemma, Massella, Bissoli e Gonzato – interpolate da Enzo F. Arcangeli.


Dante inizia la Comedia con un appello alla Memoria a garanzia della veracità dei suoi in-credibili o almeno duri da digerire fantaviaggi, le sue visioni realiste magiche pre Tutto, pre Colombiane e pre Marqueziane. Pre fattuali.

«O muse, o alto ingegno, or m’aiutate; o mente che scrivesti ciò ch’io vidi, qui si parrà la tua nobilitate.»

Dante Alighieri, Inferno, II: 7-9

V. Pradella 1992, Piazza Dante, olio su tela 120×80. Collezione privata

Prof. Josefa Ramno Moli Nero – Yogakrisnanda

“Vinicius Pradella e’ un pittore accademico per professione, surrealista per devozione e mago per spiritualità. Vinicius dipinge un mondo differente, più reale per essere fantastico, più puro per essere simbolico, più intellettuale e più onirico che il proprio sogno, dove si svolge un risveglio di passioni, visioni, illusioni e realtà cosmiche. C’è un lirismo erotico nella sua pittura spoglia di lussuria, però dotata della più alta sessualità tantrica. Lui doveva aver studiato ai tempi di Dioniso, di Silvia e di Karnac. Però il suo pennello ha viaggiato per il mondo dell’ispirazione iniziatica e ha saputo ritrarre il nascosto e portarlo alla luce.”

Quindi subito i PIEDI NEL PIATTO di

  • Gnosi, e.g., cara al fondatore della filosofia ecologica Hans Jonas, a Simone Weil (cfr. il notissimo art. francese di M Cacciari sul tema, che fu allora stroncato da uno dei soliti coglionazzi presuntuosi e pezzenti della rivista monopolistica, AUTISTICA ed autocratica Cahiers Simone Weil) e la sua amica-biografa Simone Petremont
  • il Dionisiaco, come ce lo ha inculcato nelle anime femminili più recondite il sommo, unico pensatore autentico. antiaccademico Roberto Calasso (DA NON LEGGERE il suo ultimo libro: conserviamo i buoni ricordi ed aspettiamo con pazienza che torni sulle sue vette)
  • il “confucianesimo occitano”, gnostico ed iniziatico, dei nostri amatissimi Antenati Catari. Innocenti vittime della prima di varie Shoah commesse dalla vile canaglia dello #PseudoCristianesimo (l’accozzaglia di palesi contraddizioni, l’OUTLET RELIGIOSO di colossali stronzate egizio-ellenistico farisaiche mitra-persiane e stoico-neoplatoniche messe assieme per ragioni di marketing dall’Ego criminale, Hybris democida del Figlio ed Incarnazione del Demonio, tale Saul di Tarso. La D R A M M’A T I C A irruzione del Male Assoluto nell’evoluzione del Sapiens, il balzo involutivo che chiuse in un miserabile disastro la gloriosa Axial Age descritta da Karl Jaspers e del magnifico sociologo CNRS Yves Lambert, il piu’ Grande di tutti).

E Realismo magico o fantastico, da autentico Latino nelle ‘Meriche, ovvero le 3 Macondo di “Gabo” Garcia Marquez (con radici nel Delta Mississippi dei vecchi bluesmen, e la Memphis della saga dei cavalli nella Trilogia dal villaggio alla città, di Willam Faulkner), di Mauro Rostagno arancione, e Don Giuseppe Stoppiglia prete Carnitiano arrabbiato, lottatore e poi addolorato (una “Figura della Madonna”, e della ex prostituta moglie di un Messiah gnostico, Maddalena).

La magnifica coppia iper rappresentata (cmq censurando Maddalena, anche fuori dagli orrendi romanzi storici copiati di sana pianta da coglioni complottisti e falsari) di M&M Addolorate. Perché lo squadrone della morte ha ucciso 25 anni fa un innocente di strada di nome Jesus nella Strage della Candelaria. La Dea Madre, ieratica e non più maternità-Natura culo e tette come nei culti Fenici, e’ convocata ripetutamente nel Mondo dalle aporie del Moderno.

A Fatima la profetica Dea Madre dice (con parole mie):

“voi Chiesa divisa, scandalosamente complice della oppressione dei popoli Russi, responsabile col vostro dividervi delle immani catastrofi umane ed ecologiche che incombono, così agendo rimettete in crisi il Regno di mio Figlio. Come gia’ faceste nel 1789 nella sciagurata caduta, anziché le più opportune graduali riforme dell’Ancien Régime.”

(Faq. La Madonna di Fatima ha preveggenza di ciò che poi scriverà il grande storico socialista e conservatore François Furet, all’EHESS?)

Scemma, A.

“Il realismo fantastico di Vinicius Pradella è un panorama completo dell’attività di questo artista serio e lineare, sempre fedele ad una tematica ricca di soluzioni imprevedibili e proprio per questo difficile da sviscerare. L’artista veronese ha una sua personalità ben precisa, affinata attraverso il contatto con le magie e le credenze brasiliane. Non a caso, parlando della sua pittura, si fa spesso il nome del “tantrismo”, una religione, più che una filosofia.

Licia Massella

“La Bellezza Invisibile” – Licia Massella, dal catalogo 2004 Palazzo Birolli, ex Macello, Verona (la penultinma Personale del grande Maestro):

Vinicius Pradella, il pittore veronese ispirato alla grande lezione del surrealismo europeo di Magritte e Delvaux. Nelle opere di questo singolare pittore veronese, che vive a Pescantina dopo aver vissuto una lunga esperienza sudamericana fra Argentina e Brasile,

gli archetipi classici e rinascimentali e la figura femminile giocano sempre un ruolo di primo piano.

La figura femminile è caratterizzata dalla sua bellezza che non è solo ideale, ma anche corporea ed allusiva. Con sguardi invitanti o falsamente pudici le piccole e grandi donne, sapientemente dipinte dall’artista, si presentano in pose ardite o misurate, provocanti o pudiche, naturali o maliziose sempre però con quello sguardo che invita ad abbandonarsi. (…) E’ in un ricettacolo di emozioni e sentimenti, di ricordi e curiosità che l’artista Pradella vede l’essenza della vita e nessuno più dell’essere femminile naturalmente lo custodisce, lo manifesta e rappresenta attraverso l’immagine di bellezza. Per questo la donna per Pradella diventa reale ministro della fede come la Papessa o Cadinalessa Giovanna e della difesa come Lady Hebling di Innsbruck. Un messaggio significativo e stimolante che invita lo spettatore ad un dialogo con se stesso, oggi più che mai.

Con quale “se” (di Descartes, …, Lacan?) o, piuttosto, un ascoltare Altrui con Levinas?

Ascoltare il proprio interiore, profondo Femminino; il Nucleo di Adorazione per imitazione del Padre (la nuova psicanalisi aFreudiana che Rene’ Girard legge lungo il Romanzo Moderno), scoprire se risieda proprio lì dormiente la scheggia del nostro folle disegno “deicida” di divinizzarci, mangiare Dioniso.

Quando Pradella popola i suoi quadri, persino una eccezionale Giulietta e Romeo del 1995 (http://www.133sushiclub.it/133/wp-content/gallery/vinicius_pradella/webgiulietta-e-romeo-100×80-1995.jpg) di manichini ciechi, proprio come le Muse inquietanti di De Chirico (1917/18), il riferimento archetipico e’ per def. unico e Junghiano tra i due artisti metafisici.

Secondo quanto scritto da Mario Penelope (Pittura fantastica, oggi, Ed. Dedalo, 1979, p. 14):

« La memoria assume nell’opera di de Chirico il ruolo di ritorno del rimosso sia ancestrale che personale, spiazzando le usuali nozioni di spazio e tempo, oltreché di realtà quotidiana, fino a impregnare di attualità l’archeologia, intricandola nella quotidianità del pittore, per cui i manichini, molto usati nel passato dai pittori come modelli per le proporzioni e le posture delle loro figure, diventano Muse inquietanti. »

Maurizio Calvesi sostiene che la mancanza di occhi dei manichini sia un riferimento ai poeti dell’antichità che, secondo l’archetipo tragico del poeta cieco, del veggente che non vede materialmente, e la Tradizione dell’antica Grecia eroica (Nietzsche, Heidegger), soffrivano di cecità. Secondo il critico, la “disumanità” delle Muse rimanda ad una “umanità arcaica e originaria, veggente, eroica, abitatrice di tempi lontani e misteriosi e in questo senso, certo, disumana” (La metafisica schiarita – da de Chirico a Carrà, da Morandi a Savinio, Feltrinelli, 1982, pp. 93-94).

Dunque ecco che il tempo NON SOLO perde la connotazione elastica, Meccanica (ad orologeria, ergo senza freccia del tempo in avanti o indietro) e reversibile che la Fisica gli dava nella meccanica newtoniana (Ilya Prigogine e Isabelle Stengers), ma moltissimo di più: in un movimento quantistico che allontana drasticamente Scienza e {appercezione, buon senso, linguaggio naturale, senso comune} il Tempo di un tempo arriva ad essere persino abolito, soppresso come un inutile flogisto, un orpello dalla Scienza stessa (Carlo Rovelli).

Per riassumere le vesti logore, rattoppate e “slise”, vecchie dell’Homo Sacer (Agamben) che lo vede, il Tempo, proprio perché è cieco e vede l’Indicibile, il non deducibile da assiomi o dal noto, il non proposizionale e non visibile.

I manichini Metafisici annuciano l’Avvento millenarista delle Papesse.

Figure di Cristi femminei, Maddalene femministe impenitenti ed impunite, e Madonne Fatimite inimiche del Modernismo sedicente cristiano, ossia ateo al cubo.

Tempo è attesa, è assieme “già” ma anche “non ancora”, nel giuoco delle due Civitas di Agostino ed Altichieri.

Proprio come nelle teologie delle Scritture e quelle Agostiniane – Silane (Gioacchino da Fiore) della Storia di varie religioni e ideologie salvifiche, in una gamma da iniziatiche a via via universaliste “assiali” (Karl Jaspers; Lambert, Yves 2007, La naissance des religions. Paris: Colin).

Se il Moderno impacciato non sa ancora bene come gestire (ma lo imparerà nei millenni) la propria Rivoluzione Scientifica e desacralita’, ecco Anguane pedemontane di Chiampo e Malo, Bestiari, Bisi galeti, Muse veggenti, Madonne parlanti a veggenti, e Cardinalesse discinte sorgere e ripopolarlo. Di questi movimenti caotici di (de) sacralità, Vinicius è un protagonista comprimario, con gli amici e colleghi pittori del ‘900 sino all’alchemista del 2000

Anselm Kiefer,

il pittore supremo, il Levinas del pennello, della Qabbalah (poco amata da Levinas! Intuita da Simone Weil con la decreazione) e della Shoah, della Religione Laica ai tempi neo-confuciani, neo Tao e post-catari della Rivoluzione Scientifica 1500-100.000.

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3 Consigli per l’estate: Grossman Guimaraes R. e Leopardi

 

Le mie preferenze di lettura IN ASSOLUTO.

Capita che ne siano rimasti fuori – di poco – i voli Pindarici, Omero Lucrezio Dante Cervantes Galileo padre Ricci Hume Smith Kant Hoelderlin la Achmatova e Yves Bonnefoy.

Ecco il podio della contemporaneità, filosofia poesia racconti-romanzi saggi e scienza.
Un unico moderno non contemp.: Giacomo. Ma poi ho aggiunto il suo maestro di italiano e letteratura Galileo.

1 Joao Guimaraes Rosa 1908-67, Grande Sertao. Veredas (intraducibile: solo per questo, vale la pena imparare il bras.-port.; anche per mulatt* o minute bellezze caboclo di Belem e Sertao)
2 Tutto Giacomo Leopardi 1798-1837 letto in tanti modi (non da E. Severino!), ma l’introduzione classica è il libro di P. Citati che ti porta dentro la mente di Giacomo in ogni stagione
3 Vassilij S. Grossman 1905-64, vita e destino. Lo scoprii negli anni ‘90 perché era il romanzo di rif. del mio filosofo personale, Emmanuel Levinas 1906-95. Di EL i 2 più grandi essays di sempre (Totalité et Infini 1961, Autrement qu’être ou au-delà de l’essence 1974): rifondazione di una filosofia non-classica, extra Cartesiana, dopo Heidegger e Shoah. Partendo dalla visione originaria, prima del determinismo linguistico, del volto di Autrui

 

Sotto al podio:
4 Thomas S Eliot 1888-1965, The Waste Land. Locus classicus per noi Sussex pupils: il weekend di sesso in albergo a Brighton, al v. …
5 Horcynus Orca, di Stefano D’Arrigo 1919-92 (il più giovane dei qui nominati, della gen. di mio papà). Anche, un parco di Messina; e la comprensione dell’umanità, intelligenza e gran cattiveria dei delfini

6 Galileo Galilei 1564- 1642, Il Saggiatore del 1623 e Dialogo … 1632,

 

Ciao, Marco!

In morte di Marco Pannella (1930 – 2016)

 

Dalai_Lama_with_Marco_Pannella

Marco Pannella ed il Dalai Lama, da https://www.wikiwand.com/it/Marco_Pannella

 

“Tu sei un rivoluzionario. Io amo invece gli obiettori, i fuori-legge del matrimonio, i capelloni sottoproletari anfetaminizzati, i cecoslovacchi della primavera, i nonviolenti, i libertari, i veri credenti, le femministe, gli omosessuali, i borghesi come me, la gente con il suo intelligente qualunquismo e la sua triste disperazione. Amo speranze antiche, come la donna e l’uomo; ideali politici vecchi quanto il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della Destra storica. Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se “rivoluzionario”. Credo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuol essere onesti ed essere davvero capiti, più che ai saggi o alle invettive, ai testi più o meno sacri ed alle ideologie. Credo sopra ad ogni altra cosa al dialogo, e non solo a quello “spirituale”: alle carezze, agli amplessi, alla conoscenza come a fatti non necessariamente d’evasione o individualistici – e tanto più “privati” mi appaiono, tanto più pubblici e politici, quali sono, m’ingegno che siano riconosciuti. (…)
Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia d’occuparlo.”

~ Marco Pannella. 1973

 

Marco, lo incontrai per la prima volta nel giugno 1967, quando passò da Verona con la Marcia della Pace (Milano – Friuli) e parlò in Valverde. Un Walter Peruzzi già in via di maionese cinese impazzita, gli rispose con garbo che non tutti gli eserciti erano cattivi: quelli Popolari, no (sic).

Poi Marco, i suoi Marchi (Boato et al.) e le sue combattive donne fecero esplodere tutta la stagione liberatoria dei diritti civili e dell’anti-integralismo cattolico finalmente all’offensiva, e vincente; un fruttuosissimo innesto sul ceppo AZIONISTA, LIBERAL-SOCIALISTA (P. d’Azione, Giustizia e Libertà, il primo L’Espresso) di origine; comune anche con me e quindi questo blog: Hannah Arendt, Massimo Cacciari, Albert Camus, Nicola Chiaromonte, Vittorio Foa, Ettore Gallo, George Orwell, Simone Weil, ecc.

Il PR di Marco, Emma e la loro pattuglia, con tanti dirigenti di vario livello e la “scuola quadri” (de facto) per tutti i partiti attorno al centro, è stata QUASI L’UNICA VOCE LIBERALE coerente di questa maledetta, retrocedente e  retrograda Italia sempre socialfascista (fin dal fascismo Risorgimentale in nuce). Che ha consciuto solo il liberalismo con Cavour e poi pochi casi di una vox clamans, da Vilfredo Pareto a Bruno Leoni.

Il riferimento a maggioranze sino allora silenziose di società civile coartata dallo Stato, assieme con la solidità di un radicamento nel pensiero liberale e lib-soc, fece sì che i “4 gatti” radicali esercitassero una enorme, spropositata e positiva influenza sul panorama devastato e “POST – NUCLEARE” del politicame  cristiano-integralista (sinistra e dx DC, gli infami di CL), ignorante, populista o totalitario italico.

Speriamo che almeno questa fiammella resti accesa dopo Pannella!

 

 

Letture liberali o no di Marco P.

Adriano Sofri: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10153445434136879&id=86556801878

 

Federico Punzi, sui funerali laici del 21 maggio:

Ha fatto bene Emma Bonino dal palco di Piazza Navona a ricordare che “Pannella nella sua vita è stato soprattutto irriso e deriso, quando non vilipeso” e che “alcuni omaggi postumi puzzano di ipocrisia”.

E Pannella in questi giorni ha dovuto subire da morto la banalizzazione e l’omologazione che aveva sempre strenuamente combattuto in vita. Lo scandalo inintegrabile è stato, da morto, integrato e normalizzato… Un sacrilegio…

@MarcoValerioLp Lo Prete
Il liberismo fiducioso di ‪#‎Pannella‬ https://t.co/kFKfVfUqjQ

@marcovaleriolp via @ilfoglio_it

Mario Sechi: Pannella l’amerikano, http://www.mariosechi.it/blog/2016/05/21/pannella-lamerikano/

 

 

Piercamillo Falasca:  https://www.facebook.com/piercamillo.falasca > https://www.facebook.com/piercamillo.falasca/posts/10153498737830966?pnref=story

A me piace ricordare tutte le cose per cui Marco ‪#‎Pannella‬ NON era amato dalla sinistra di un tempo (e da molta di quella attuale): era filo-israeliano, era filo-americano, era europeista quando la sinistra non lo era, era liberale in economia (ricordate i referendum liberisti degli Anni Novanta?), era per la separazione delle carriere della magistratura, era per la responsabilità civile dei magistrati. Pannella aveva parlato della necessità di costituire un “Partito Democratico” quando a sinistra c’era ancora il dissidio tra socialisti e comunisti. Pannella sdoganò Berlusconi quando in troppi parlavano semplicisticamente del fenomeno Berlusconi come di “fascismo” (senza sapere che, a passare anni a parlare di fascismo, poi quello arriva davvero). Pannella attaccava il consociativismo, i sindacati di lotta ma di governo, la pubblica amministrazione politicizzata. Ricordiamo soprattutto per questo, non solo per i diritti civili, perché queste sono battaglie da combattere ancora.

Giovani inoccupati: quanti fancazzisti e mammoni?

DIARIO di un REAZIONARIO

(una nuova rubrica)
Sulla pagina di oggi:

Evidenze micro e macro su Unemployment 

e familismo -femminismo -mammismo.

1922andresimoneknokke-le-zoute

Il dato istat (impeccabile) del 46% dei giovani disoccupati in Italia, si accompagna alle mie evidenze micro-micro raccolte nelle Ostarie (sono cresciuto a pane e “Inchiesta”, l’insuperabile rivista di sociologia operaista e rivoluzionaria).
I giovani operai occupati dicono che sono RIVOLTATI contro i loro coetanei che fanno una breve prova in fabbrica, e ri-scappano veloci SOTTO LE COTOLE (gonne) DELLA MAMMA.
Se potessi generalizzare, direi:
1) una bella fetta di Unemployment è disoccupazione volontaria da ‘eccesso’ di benessere coccole reddito e ricchezza familiare (date le regole distributive nella istituzione Famiglia). I salari bassi ed ipertassati dalla Repubblica Comunista Italiana concorrono: basti pensare che ora dal Mezzogiorno vi siano i trasferimenti AL CONTRARIO; dalle famiglie al Sud, ai figli che guadagnano un cazzo lavorando al Nord (fonte: SVIMEZ).
2) Inoltre: il familismo amorale (tutt’altro che un fenomeno solo meridionale, lì solo prende la piega patriarcale – vedi anche Emanuele Felice) è anche quello, pro quota, qualcosa di più specifico.
MAMMISMO DI MERDA ove ambedue i poli della relazione innaturale, malata sono COLPEVOLI.
E i padri, dove cazzo sono? Che cazzo fanno: si faireyicahoperimettano i pantaloni ed a menar schiaffoni a piena forza, rincorsa e slancio.

Un grande merito del primo e migliore Obama, fino alla sua  prima campagna Presidenziale inclusa, è stata la nettezza del suo attacco frontale al Black Power, il ’68 e tutto l’irresponsabilismo connesso ai c.d. movimenti “libertari”. Ma era già stato tutto scritto, in proposito di doveri fondanti i diritti, da Simone Weil a Londra nel suo ultimo inverno 1942\3.

 

P.S: Una prima versione di questo post è stata pubblicata oggi nel “gruppo chiuso” di Facebook OSTERIA DEI  ‘CONOMISTI https://www.facebook.com/groups/OsteriaEconomia/759050460781741, dove ha dato luogo ad una viva discussione. Chiunque può chiedere – se interessato – di aderire a tale gruppo di discussione su temi sociali ed economici, poi saranno i suoi promotori a decidere in merito.

 

 

 

love is a losing game

Music Videos by VideoCure
For you I was a flame 

Love is a losing game

Five story fire as you came

Love is a losing game

Why do I wish I never played

Oh, what a mess we made

And now the final frame

Love is a losing game

Played out by the band

Love is a losing hand

More than I could stand

Love is a losing hand

Self professed, profound

Till the chips were down

Know you’re a gambling man

Love is a losing hand

Though I?m rather blind

Love is a fate resigned

Memories mar my mind

Love is a fate resigned

Over futile odds

And laughed at by the gods

And now the final frame

Love is a losing game

Atene e l’orrore del Nichilismo

The heart of darkness of Euro, son of Europa and grandchild of God


From the wsj pictures gallery:

1 Iakovos Hatzivastravou \ AP – A bank employee rescued

2 Louisa Gouliamaki – AFP\ Getty Images – The Martin Egnatia Bank where 3 people were burnt yesterday, during the general strike

English Summary

1. wsj today

Witnesses said hooded protesters smashed the front window of Marfin Bank in central Athens and hurled a Molotov cocktail inside. The three victims died from asphyxiation from smoke inhalation, the Athens coroner’s office said. Four others were seriously injured there, fire department officials said.

2. Dostoevskij

3. Coetzee:

Per il nascituro di Atene, morto prima di vivere

il mio cuore sanguina di oscurità, un sangue nero come il petrolio della costa sud che sgorga dalla vena aperta dell’AMERICA QUASI LATINA. Non ho nemmeno lacrime, per come sono sconvolto dai morti di Atene.

Perché da sindacalista ho fatto tanti picchetti a Schio, e c’erano padroncini con lo schioppo (ne ricordo uno a Marano V.no, ed un giorno del 1967\8 fu ferito il sindacalista uil).

Perché sono morti doppiam. nostri: i morti sono dei nostri, ed ammazzati dai “nostri!” – si: i nostri nichilisti.

Quando si farà luce nelle strade, ma ancora non nel mio cuore di oscurità, scriverò qui un pezzo sul nichilismo da Dostojevski a Coetzee. Per trarne la morale su Atene qui, ed oggi. Il terribile giorno dopo la sbornia di Nichilismo. Che uno non vorrebbe svegliarsi.

IL FATTO

La Stampa:

L’incendio
È il palazzo della banca Marfin Egnatia, di proprietà di uno dei più discussi magnati dell’Ellade, Andreas Vgenopoulos. Qualcuno è riuscito a spaccare il vetro di protezione e a tirare dentro una molotov, meglio allontanarsi. Passa un’ora e mezza, un’ora e mezza di selvaggio corpo a corpo tra la polizia e gli anarchici «ufficiali» davanti al Parlamento. Una nuvola bianca di lacrimogeno qui a Syntagma, ma c’è una nuvola nera che si vede salire da Panepistimiou. Solo allora sappiamo che i pompieri, disturbati nel loro lavoro da pazzi che lanciano sassi e bastoni, hanno trovato tre corpi esanimi dentro l’edificio della banca. Un uomo e due donne, tra i 35 e i 37 anni. Una aspettava un bambino. Tre disgraziati bancari rimasti inchiodati dalle fiamme e dal fumo su per le scale dentro l’edificio. Altri cinque dipendenti della banca, rimasti al lavoro, si sono salvati per miracolo affacciandosi ai balconi dei piani superiori.

Gli anarchici sui loro siti, peraltro, negano ogni responsabilità per l’attacco omicida alla Marfin Bank. Non c’è modo di sapere se sia vero o meno, certo è che anche i responsabili di Syriza, la coalizione di sinistra radicale, puntano il dito contro un piccolo gruppo neonazista, “Chrissi Avri” (Alba radiosa) che anche in altre occasioni era riuscito ad infiltrarsi nelle manifestazioni.

Il giorno dopo: http://tv.repubblica.it/dossier/grecia-crisi-economica/mazzi-di-fiori-davanti-al-portone-bruciato/46670?video=&pagefrom=1

IL COMMENTO

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La presentazione al campione

Oggi, alla partenza del Giro d’Emilia, Danilo D’Elia  è stato presentato dal babbo ad Ivan Basso (foto di Rocco D’Elia, da facebook)

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