Vinicius Pradella 1979, La Papessa Giovanna

olio su tela, cm 50×70. Collezione privata

Vinicius 2017/8 al 133 Art Club

ABSTRACT. 133, Agamben, #archetipi, Brasil, Calasso, Cacciari, #cardinalesse, Candelaria, Catari, Mirco Cittadini, Dalì, Dante, De Chirico, Delvaux, Dioniso, Eickhart, Fatima, Freud, Furet, Roberta Gardinî Garcia Marquez, Giovanna, Girard, Gnosi – iniziazione, Jaspers, Jo -Johanna, Jung, Yves Lambert, Macondo, Mary Stuart, Muse, #papesse,

Vinicius Pradella,

Realismo magico, Mauro Rostagno, Shoah, Spiritualità, Beppe Stoppiglia, sushi, Tantra, Tempo, Verona e Weil.

Cit. dal catalogo 133 Art Gallery di Roberta Gardini, della mostra 2017/8 di Vinicius Pradella a Desenzano, https://www.facebook.com/133ArtGallery/

Cit. da Moli Nero, Scemma, Massella, Bissoli e Gonzato – interpolate da Enzo F. Arcangeli.


Dante inizia la Comedia con un appello alla Memoria a garanzia della veracità dei suoi in-credibili o almeno duri da digerire fantaviaggi, le sue visioni realiste magiche pre Tutto, pre Colombiane e pre Marqueziane. Pre fattuali.

«O muse, o alto ingegno, or m’aiutate; o mente che scrivesti ciò ch’io vidi, qui si parrà la tua nobilitate.»

Dante Alighieri, Inferno, II: 7-9

V. Pradella 1992, Piazza Dante, olio su tela 120×80. Collezione privata

Prof. Josefa Ramno Moli Nero – Yogakrisnanda

“Vinicius Pradella e’ un pittore accademico per professione, surrealista per devozione e mago per spiritualità. Vinicius dipinge un mondo differente, più reale per essere fantastico, più puro per essere simbolico, più intellettuale e più onirico che il proprio sogno, dove si svolge un risveglio di passioni, visioni, illusioni e realtà cosmiche. C’è un lirismo erotico nella sua pittura spoglia di lussuria, però dotata della più alta sessualità tantrica. Lui doveva aver studiato ai tempi di Dioniso, di Silvia e di Karnac. Però il suo pennello ha viaggiato per il mondo dell’ispirazione iniziatica e ha saputo ritrarre il nascosto e portarlo alla luce.”

Quindi subito i PIEDI NEL PIATTO di

  • Gnosi, e.g., cara al fondatore della filosofia ecologica Hans Jonas, a Simone Weil (cfr. il notissimo art. francese di M Cacciari sul tema, che fu allora stroncato da uno dei soliti coglionazzi presuntuosi e pezzenti della rivista monopolistica, AUTISTICA ed autocratica Cahiers Simone Weil) e la sua amica-biografa Simone Petremont
  • il Dionisiaco, come ce lo ha inculcato nelle anime femminili più recondite il sommo, unico pensatore autentico. antiaccademico Roberto Calasso (DA NON LEGGERE il suo ultimo libro: conserviamo i buoni ricordi ed aspettiamo con pazienza che torni sulle sue vette)
  • il “confucianesimo occitano”, gnostico ed iniziatico, dei nostri amatissimi Antenati Catari. Innocenti vittime della prima di varie Shoah commesse dalla vile canaglia dello #PseudoCristianesimo (l’accozzaglia di palesi contraddizioni, l’OUTLET RELIGIOSO di colossali stronzate egizio-ellenistico farisaiche mitra-persiane e stoico-neoplatoniche messe assieme per ragioni di marketing dall’Ego criminale, Hybris democida del Figlio ed Incarnazione del Demonio, tale Saul di Tarso. La D R A M M’A T I C A irruzione del Male Assoluto nell’evoluzione del Sapiens, il balzo involutivo che chiuse in un miserabile disastro la gloriosa Axial Age descritta da Karl Jaspers e del magnifico sociologo CNRS Yves Lambert, il piu’ Grande di tutti).

E Realismo magico o fantastico, da autentico Latino nelle ‘Meriche, ovvero le 3 Macondo di “Gabo” Garcia Marquez (con radici nel Delta Mississippi dei vecchi bluesmen, e la Memphis della saga dei cavalli nella Trilogia dal villaggio alla città, di Willam Faulkner), di Mauro Rostagno arancione, e Don Giuseppe Stoppiglia prete Carnitiano arrabbiato, lottatore e poi addolorato (una “Figura della Madonna”, e della ex prostituta moglie di un Messiah gnostico, Maddalena).

La magnifica coppia iper rappresentata (cmq censurando Maddalena, anche fuori dagli orrendi romanzi storici copiati di sana pianta da coglioni complottisti e falsari) di M&M Addolorate. Perché lo squadrone della morte ha ucciso 25 anni fa un innocente di strada di nome Jesus nella Strage della Candelaria. La Dea Madre, ieratica e non più maternità-Natura culo e tette come nei culti Fenici, e’ convocata ripetutamente nel Mondo dalle aporie del Moderno.

A Fatima la profetica Dea Madre dice (con parole mie):

“voi Chiesa divisa, scandalosamente complice della oppressione dei popoli Russi, responsabile col vostro dividervi delle immani catastrofi umane ed ecologiche che incombono, così agendo rimettete in crisi il Regno di mio Figlio. Come gia’ faceste nel 1789 nella sciagurata caduta, anziché le più opportune graduali riforme dell’Ancien Régime.”

(Faq. La Madonna di Fatima ha preveggenza di ciò che poi scriverà il grande storico socialista e conservatore François Furet, all’EHESS?)

Scemma, A.

“Il realismo fantastico di Vinicius Pradella è un panorama completo dell’attività di questo artista serio e lineare, sempre fedele ad una tematica ricca di soluzioni imprevedibili e proprio per questo difficile da sviscerare. L’artista veronese ha una sua personalità ben precisa, affinata attraverso il contatto con le magie e le credenze brasiliane. Non a caso, parlando della sua pittura, si fa spesso il nome del “tantrismo”, una religione, più che una filosofia.

Licia Massella

“La Bellezza Invisibile” – Licia Massella, dal catalogo 2004 Palazzo Birolli, ex Macello, Verona (la penultinma Personale del grande Maestro):

Vinicius Pradella, il pittore veronese ispirato alla grande lezione del surrealismo europeo di Magritte e Delvaux. Nelle opere di questo singolare pittore veronese, che vive a Pescantina dopo aver vissuto una lunga esperienza sudamericana fra Argentina e Brasile,

gli archetipi classici e rinascimentali e la figura femminile giocano sempre un ruolo di primo piano.

La figura femminile è caratterizzata dalla sua bellezza che non è solo ideale, ma anche corporea ed allusiva. Con sguardi invitanti o falsamente pudici le piccole e grandi donne, sapientemente dipinte dall’artista, si presentano in pose ardite o misurate, provocanti o pudiche, naturali o maliziose sempre però con quello sguardo che invita ad abbandonarsi. (…) E’ in un ricettacolo di emozioni e sentimenti, di ricordi e curiosità che l’artista Pradella vede l’essenza della vita e nessuno più dell’essere femminile naturalmente lo custodisce, lo manifesta e rappresenta attraverso l’immagine di bellezza. Per questo la donna per Pradella diventa reale ministro della fede come la Papessa o Cadinalessa Giovanna e della difesa come Lady Hebling di Innsbruck. Un messaggio significativo e stimolante che invita lo spettatore ad un dialogo con se stesso, oggi più che mai.

Con quale “se” (di Descartes, …, Lacan?) o, piuttosto, un ascoltare Altrui con Levinas?

Ascoltare il proprio interiore, profondo Femminino; il Nucleo di Adorazione per imitazione del Padre (la nuova psicanalisi aFreudiana che Rene’ Girard legge lungo il Romanzo Moderno), scoprire se risieda proprio lì dormiente la scheggia del nostro folle disegno “deicida” di divinizzarci, mangiare Dioniso.

Quando Pradella popola i suoi quadri, persino una eccezionale Giulietta e Romeo del 1995 (http://www.133sushiclub.it/133/wp-content/gallery/vinicius_pradella/webgiulietta-e-romeo-100×80-1995.jpg) di manichini ciechi, proprio come le Muse inquietanti di De Chirico (1917/18), il riferimento archetipico e’ per def. unico e Junghiano tra i due artisti metafisici.

Secondo quanto scritto da Mario Penelope (Pittura fantastica, oggi, Ed. Dedalo, 1979, p. 14):

« La memoria assume nell’opera di de Chirico il ruolo di ritorno del rimosso sia ancestrale che personale, spiazzando le usuali nozioni di spazio e tempo, oltreché di realtà quotidiana, fino a impregnare di attualità l’archeologia, intricandola nella quotidianità del pittore, per cui i manichini, molto usati nel passato dai pittori come modelli per le proporzioni e le posture delle loro figure, diventano Muse inquietanti. »

Maurizio Calvesi sostiene che la mancanza di occhi dei manichini sia un riferimento ai poeti dell’antichità che, secondo l’archetipo tragico del poeta cieco, del veggente che non vede materialmente, e la Tradizione dell’antica Grecia eroica (Nietzsche, Heidegger), soffrivano di cecità. Secondo il critico, la “disumanità” delle Muse rimanda ad una “umanità arcaica e originaria, veggente, eroica, abitatrice di tempi lontani e misteriosi e in questo senso, certo, disumana” (La metafisica schiarita – da de Chirico a Carrà, da Morandi a Savinio, Feltrinelli, 1982, pp. 93-94).

Dunque ecco che il tempo NON SOLO perde la connotazione elastica, Meccanica (ad orologeria, ergo senza freccia del tempo in avanti o indietro) e reversibile che la Fisica gli dava nella meccanica newtoniana (Ilya Prigogine e Isabelle Stengers), ma moltissimo di più: in un movimento quantistico che allontana drasticamente Scienza e {appercezione, buon senso, linguaggio naturale, senso comune} il Tempo di un tempo arriva ad essere persino abolito, soppresso come un inutile flogisto, un orpello dalla Scienza stessa (Carlo Rovelli).

Per riassumere le vesti logore, rattoppate e “slise”, vecchie dell’Homo Sacer (Agamben) che lo vede, il Tempo, proprio perché è cieco e vede l’Indicibile, il non deducibile da assiomi o dal noto, il non proposizionale e non visibile.

I manichini Metafisici annuciano l’Avvento millenarista delle Papesse.

Figure di Cristi femminei, Maddalene femministe impenitenti ed impunite, e Madonne Fatimite inimiche del Modernismo sedicente cristiano, ossia ateo al cubo.

Tempo è attesa, è assieme “già” ma anche “non ancora”, nel giuoco delle due Civitas di Agostino ed Altichieri.

Proprio come nelle teologie delle Scritture e quelle Agostiniane – Silane (Gioacchino da Fiore) della Storia di varie religioni e ideologie salvifiche, in una gamma da iniziatiche a via via universaliste “assiali” (Karl Jaspers; Lambert, Yves 2007, La naissance des religions. Paris: Colin).

Se il Moderno impacciato non sa ancora bene come gestire (ma lo imparerà nei millenni) la propria Rivoluzione Scientifica e desacralita’, ecco Anguane pedemontane di Chiampo e Malo, Bestiari, Bisi galeti, Muse veggenti, Madonne parlanti a veggenti, e Cardinalesse discinte sorgere e ripopolarlo. Di questi movimenti caotici di (de) sacralità, Vinicius è un protagonista comprimario, con gli amici e colleghi pittori del ‘900 sino all’alchemista del 2000

Anselm Kiefer,

il pittore supremo, il Levinas del pennello, della Qabbalah (poco amata da Levinas! Intuita da Simone Weil con la decreazione) e della Shoah, della Religione Laica ai tempi neo-confuciani, neo Tao e post-catari della Rivoluzione Scientifica 1500-100.000.

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Ratto di Aleppo: inizia un secolo lungo che apre il Millennio?

WONDERFUL BREAKING NEWS this early morning, Monday Dec. 19.

Bana is safe 

Bana è salva!!! H 10.00 am it. di lunedi 19 dic 2016:  https://twitter.com/HadiAlabdallah/status/810766348011917313

Bana and her mother Fatemah’s tweet: https://twitter.com/AlabedBana. From last Sept.

Hi I’m Bana I’m 7 years old girl. I and my mom are tweeting live from East Aleppo. Account managed by mom.

alabedbana-salvaaaa-2016-1219-h10

 

 

 

***

Di cronaca di Aleppo ne leggiamo tutti i mesi. Ma adesso una giornalista arabo-israeliana dice: “Olocausto”.

http://www.lastampa.it/2016/12/17/multimedia/esteri/ad-aleppo-c-lolocausto-e-io-provo-vergogno-lo-sfogo-della-giornalista-tv-EUa70cEkM1bVVKZre4vvpL/pagina.html

Le cose col loro nome, che le determina: “il ratto di Aleppo.”

Determinismo linguisitico: filosofia del’900. Che penserà quella del xxi?


Olocausto non è il nome giusto nemmeno per la Shoah: cfr Giorgio Agamben (il suo libro sulla Shoah, ed i corsi a Verona).

Prove di genocidio a fondazione Schmittiana dei nuovi assetti mediorientali multipolari senz’America. Se Dubrovnic e Serajevo era la iii guerra mondiale (e lo è stata, ancora con lo schieramento obsoleto da guerra fredda, ma il fascista Mitterrand, l’assassino dei F.lli Rosselli, saltafossi con Milosevic ad Est)…

Qui invece è iii Millennio, comincia la IV WWWar – stavolta l’Europa non c’entra più se non come refugium peccatorum; e (cari cani, cagne di Goro e di un abbruttito Veneto dei distretti falliti) identità:

> Rifugiati=Autrui (Emmanuel Levinas); 

pietra di paragone (nella neo-periferia geopolitica della nano – europa piena d’armi del tutto inutili, perché prive di una Hybris che abbonda in ChinAmerika) della NUOVA LOTTA-NON-DI-CLASSE:

– DEGLI OPEN CONTRO I CLOSED,

– liberali et al. contro populisti ed i loro lacchè post-commies (capito mi avete, compagni non solo di scuola sociologi trentini?).

LA LOTTA INTRA-CLASSE MEDIA, che vede finalmente tornare a spaccarsi per passio politica le famiglie come ai miei tempi, 1960s, dividersi drammaticamente il popolo borghese-massa che sinora, dal pre- al post-Fordismo, si era omogeneizzato nell’Orgia Mimetica (cfr da Jung e Ortega y Gasset, a René Girard).

Fine della filippica, che esula come avete letto, prende solo lo spunto dallo STUPRO DI ALEPPO (in scala diversa e minore, ma fa pensare a quello di Nanchino, uno degli orrori assoluri del Sapiens). Tutta la vicenda Siriana poi, non è certo a scala minore di Nanchino.

… e poi c’è Aleppo in carne ed ossa, con la sua Anna Frank (se quel diario di Bana  – FOTO SOPRA –  e sua madre su CNN e twitter è vero come credo ed alla canaglia su twitter interessa negare), i suoi eroici, umili caschi bianchi, la imperfezione umana troppo umana della opposizione non terrorista, quelli della Rivoluzione democratica. 

 Bana Alabed, il suo appello a Michelle Obama  venerdi 16 dic. u.s., mentre la tregua per l’esodo era saltata:

– il 16 dic. parla anche lei, dopo la mamma Fatemah nell’appello-video a Michelle O.: https://twitter.com/RichardEngel/status/809770797640384512

– un articolo precedente che parla di Bana, ha ricevuto l’ultimo libro di Harry Potter dalla autrice  –  http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/28/news/aleppo_sotto_i_bombardamenti_ultimo_tweet_di_bana_alabed-152990563/

La n.ma vittoria tattica dell’Iran nazista degli Ayatollah (premiati dalla sequenza di stupidaggini occidentali da Ground 0 ad oggi), ed i distinti ruoli di Israele (costretta, per sopravvivere all’accerchiamento, a bombardare sino a Damasco, dopo il rafforzamento della d’Alemiana Hezbollah ed il reclutamento persiano di un enorme esercito di ventura da tutto l’Islam in Siria), il popolo senza patria Kurdo, Russia, Turchia, e … US (sic).

Trumputin

ALL’ARMI son FASCISTI

 

faireyicahope
Cara Consuelo Trevisan e cari amici,
ieri io non sapevo ancora che una narrativa dominante del fascista prossimamente alla Casa Bianca Steve Bannon (come spiega sul New Yorker Ryan Lizza in modo chiaro e convincente, https://www.newyorker.com/news/news-desk/steve-bannon-will-lead-trumps-white-house) è la congiura dei banchieri ebrei globalisti, nottetempo alleati ad Obama:

Bannon injected Trump’s speeches with language about global élites and bankers. Clinton “meets in secret with international banks to plot the destruction of U.S. sovereignty,” Trump said in an October speech that was so disturbing in its coded anti-Semitism that the Anti-Defamation League spoke out against it. Trump’s final TV ad of the campaign combined excerpts from the speech, decrying “those who control the levers of power in Washington,” with images of George Soros, Janet Yellen, and Lloyd Blankfein, all of whom are Jewish. “This needs to stop,” Jonathan Greenblatt, the head of the A.D.L., said in a statement.

Qui siamo all’Hitlerismo docg da discorso alla birreria di Munich. Al confronto, l’antisemitismo della Jihad  sarebbe all’acqua di rose, se non andasse oltre il discorso, alle armi.

Anch’ió chiamo alle armi le persone conservatrici o liberali, populiste, socialiste o altro di buona volontà. FERMIAMO TRUMPUTIN, ricacciamolo nel suo grattacielo – fogna. Facciamogli guerra con ogni mezzo lecito, anche un impeachment al mese.

 
A questo punto io cambio completamente il mio sistema di alleanze politiche “dal Centro”, non per mio ghiribizzo (ero ben contento di seguire i cari FHC e Vargas Llosa verso una buona Destra) perché è la realtà a cambiare a 180° con le elezioni a sorpresa e – molto peggio, ad un N.mo populista moderat0 avremmo riso in faccia  – una Casa Bianca neofascista, mica solo un suó consulente, con possibile deriva NAZISTA.
Come lib-soc, i miei primi alleati da oggi sono sempre Obama, la Merkel e Juppé come prima; e ora, quando passo in Italia, anche quello scemo di guerra di Renzi (il Cav ha pure licenziato il bravo Parisi…).
La brutta nana Brunetta
ha chiuso il duello a Sky comtro Giachetti con:
“Basta essere. politicamente corretti, basta disquisizioni sul merito, votiamo tutti NO per cacciare Renzi.”  E quanti coglioni, anche cari amici van dietro al pifferaio nano.
Io voglio che Renzi resti. Non voglio né il Trumputinian9 Salvini, nè una marionetta   Orwelliana di Casaleggio Jr o Di Maio – Grillo – Raggi. Altri nani da giardino.

Non rifaccio Stalin che divide la sinistra per mandare su Hitler: quello era proprio l’obiettivo primario di Stalin, FOTTERE la Repubblica di WEIMAR, mica un suo errore!

 

Ciao, Marco!

In morte di Marco Pannella (1930 – 2016)

 

Dalai_Lama_with_Marco_Pannella

Marco Pannella ed il Dalai Lama, da https://www.wikiwand.com/it/Marco_Pannella

 

“Tu sei un rivoluzionario. Io amo invece gli obiettori, i fuori-legge del matrimonio, i capelloni sottoproletari anfetaminizzati, i cecoslovacchi della primavera, i nonviolenti, i libertari, i veri credenti, le femministe, gli omosessuali, i borghesi come me, la gente con il suo intelligente qualunquismo e la sua triste disperazione. Amo speranze antiche, come la donna e l’uomo; ideali politici vecchi quanto il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della Destra storica. Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se “rivoluzionario”. Credo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuol essere onesti ed essere davvero capiti, più che ai saggi o alle invettive, ai testi più o meno sacri ed alle ideologie. Credo sopra ad ogni altra cosa al dialogo, e non solo a quello “spirituale”: alle carezze, agli amplessi, alla conoscenza come a fatti non necessariamente d’evasione o individualistici – e tanto più “privati” mi appaiono, tanto più pubblici e politici, quali sono, m’ingegno che siano riconosciuti. (…)
Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia d’occuparlo.”

~ Marco Pannella. 1973

 

Marco, lo incontrai per la prima volta nel giugno 1967, quando passò da Verona con la Marcia della Pace (Milano – Friuli) e parlò in Valverde. Un Walter Peruzzi già in via di maionese cinese impazzita, gli rispose con garbo che non tutti gli eserciti erano cattivi: quelli Popolari, no (sic).

Poi Marco, i suoi Marchi (Boato et al.) e le sue combattive donne fecero esplodere tutta la stagione liberatoria dei diritti civili e dell’anti-integralismo cattolico finalmente all’offensiva, e vincente; un fruttuosissimo innesto sul ceppo AZIONISTA, LIBERAL-SOCIALISTA (P. d’Azione, Giustizia e Libertà, il primo L’Espresso) di origine; comune anche con me e quindi questo blog: Hannah Arendt, Massimo Cacciari, Albert Camus, Nicola Chiaromonte, Vittorio Foa, Ettore Gallo, George Orwell, Simone Weil, ecc.

Il PR di Marco, Emma e la loro pattuglia, con tanti dirigenti di vario livello e la “scuola quadri” (de facto) per tutti i partiti attorno al centro, è stata QUASI L’UNICA VOCE LIBERALE coerente di questa maledetta, retrocedente e  retrograda Italia sempre socialfascista (fin dal fascismo Risorgimentale in nuce). Che ha consciuto solo il liberalismo con Cavour e poi pochi casi di una vox clamans, da Vilfredo Pareto a Bruno Leoni.

Il riferimento a maggioranze sino allora silenziose di società civile coartata dallo Stato, assieme con la solidità di un radicamento nel pensiero liberale e lib-soc, fece sì che i “4 gatti” radicali esercitassero una enorme, spropositata e positiva influenza sul panorama devastato e “POST – NUCLEARE” del politicame  cristiano-integralista (sinistra e dx DC, gli infami di CL), ignorante, populista o totalitario italico.

Speriamo che almeno questa fiammella resti accesa dopo Pannella!

 

 

Letture liberali o no di Marco P.

Adriano Sofri: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10153445434136879&id=86556801878

 

Federico Punzi, sui funerali laici del 21 maggio:

Ha fatto bene Emma Bonino dal palco di Piazza Navona a ricordare che “Pannella nella sua vita è stato soprattutto irriso e deriso, quando non vilipeso” e che “alcuni omaggi postumi puzzano di ipocrisia”.

E Pannella in questi giorni ha dovuto subire da morto la banalizzazione e l’omologazione che aveva sempre strenuamente combattuto in vita. Lo scandalo inintegrabile è stato, da morto, integrato e normalizzato… Un sacrilegio…

@MarcoValerioLp Lo Prete
Il liberismo fiducioso di ‪#‎Pannella‬ https://t.co/kFKfVfUqjQ

@marcovaleriolp via @ilfoglio_it

Mario Sechi: Pannella l’amerikano, http://www.mariosechi.it/blog/2016/05/21/pannella-lamerikano/

 

 

Piercamillo Falasca:  https://www.facebook.com/piercamillo.falasca > https://www.facebook.com/piercamillo.falasca/posts/10153498737830966?pnref=story

A me piace ricordare tutte le cose per cui Marco ‪#‎Pannella‬ NON era amato dalla sinistra di un tempo (e da molta di quella attuale): era filo-israeliano, era filo-americano, era europeista quando la sinistra non lo era, era liberale in economia (ricordate i referendum liberisti degli Anni Novanta?), era per la separazione delle carriere della magistratura, era per la responsabilità civile dei magistrati. Pannella aveva parlato della necessità di costituire un “Partito Democratico” quando a sinistra c’era ancora il dissidio tra socialisti e comunisti. Pannella sdoganò Berlusconi quando in troppi parlavano semplicisticamente del fenomeno Berlusconi come di “fascismo” (senza sapere che, a passare anni a parlare di fascismo, poi quello arriva davvero). Pannella attaccava il consociativismo, i sindacati di lotta ma di governo, la pubblica amministrazione politicizzata. Ricordiamo soprattutto per questo, non solo per i diritti civili, perché queste sono battaglie da combattere ancora.

Top 5 April faqs

 

Top 5 faqs

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  1. ATTUALITA’. Ha ragione o torto il PierCa Falasca, secondo il quale pur in sè ininfluente, il voto ASSURDO sul rinnovo delle licenze di trivellazione entro le 12 miglia del 17, può segnare una milestone IDEOLOGICA: come quel voto su una quisquiglia burocratica, che poi DE FACTO bandì il nucleare e ci escluse per sempre dalla frontiera NRJ, spegnendo la luce nella tecnopoli genovese? Cosa cambia dopo l’abominevole referendum del 17 da diritti di passaggio feudali- mafioso- pseudo-ecologico, pugliesEmiliano Y regionalistico del cazzo?
  2.  Domandona del secolo: qual’è stato il miglior tiranno recente bolivarista – populista in America Latina? E.g., Chavez, Fujimori, Cretina Kirschner, Lula, Peron, Vargas (non Llosa), … . NON BARARE: i colonnelli non valgono come risposta: rileggi BENE la faq!
  3. #ArchiStar: per caso, serendipity, talora, a loro insaputa migliorano pure qualcosa nelle città, nonostante tutto?!? CAUTION: Non vale rispondere Abbas Gharib, lui è una perona seria …
  4. #MarxieStar. Dimmene 1 solo, ma dimmelo: chi salveresti di loro?
    1. NOTA. I Marxie tipicamente, se non sono dei mona accademici di cattiva fama solo locale e tra i loro studenti, sono spesso
      1. AA. di paper su Historical Materialism (l’unica rivista accademica IgNobel con tema e titolo: il Nulla in quanto tale; infatti: la storia antropica è marcatamente spiritualista, mossa da belief idee e simboli che consentano la cooperazione a larga scala:  Yuval Noah Harari 2014, Sapiens. London, Vintage Books; il materialismo è un set di  importanti teorie filosofiche, che però poco o nulla hanno a che vedere con la Storia – semmai con la fisica).
      2. Oppure – addirittura, il max dello snobismo – oggetto essi stessi di suoi N. tematici. Come l’autorevole GrouchoMarZiano postMo post-se stesso e slandrone David Harvey. Che ha vissuto ben 3 vite: i) ottimo geografo quantitativo; ii) ancora tale ma confuso ed auto-critico nel suo masterpiece ‘Social Justice and the City’, non un granché; iii) infine globetrotter a parlar di Marx CHE SPERIAMO NON ABBIA MAI LETTO, sennò sarebbe una nullità, da cancellare qui. La sua intuizione-leitmotiv principale (che fa alzare le folte sopracciglia ai redattori di Hist. Mat.), “surplus appropriato col furto”, è Proudhoniana e non Marxiana.
  1. Talking socialisms, nella gamma dei soc-dem (1 democidi o c.d. comunismi, socialismi reali; 2 democratici: Germania SOLO dopo Bad Godesberg, e N. Europa prima della sua svolta a c-dx) a chi dare – guardando anche in prospettiva – il premio di MIGLIOR TIRANNIA SOCIALISTA degli anni 2010?
    1. Angola
    2. Cina
    3. Corea N.
    4. Cuba
    5. Francia
    6. Italia con Renzi
    7. Italia dopo Renzi
    8. Italia ultimoCav-Montiana
    9. Panama, il marxismo realizzato: a ciascuno secondo i suoi bisogni, NO LIMIT
    10. Siria
    11. Sud Africa e MOCAMBIQUE  – Zimbabwe
    12. Svezia (o Finlandia, Norvegia, decenni fa pure DK)
    13. UK, dopo #brexit & Cameron
    14. US, nel caso sciagurato ma impossibile di Sanders
    15. altro: specificare _______________

 

Bibliografia. Di tutto un po’, vedete voi. Arrangiatevi con www.econlib.org/library/Enc/Marxism.html, Google, Instagram, marxists.org e YouPorn.

Valeria Solesin, sociologa

MARTEDI  14 Nov. 2o15, h 11 funerali civici e di Stato a Piazza SAN MARCO

Per i suoi affascinanti genitori: degnissimi rappresentanti del meglio della cultura aperta dei #BabyBoomer nella Civilizzazione Nord-Atlantica (uno dei punti più alti, sinora, nella evoluzione materiale, culturale e Spirituale – nonostante alcuni problemi su quest’ultimo aspetto, nobodysperfect – del Sapiens.

Per Valeria Solesin:
la laguna ti sia lieve, amata collega ed allieva di sociologi della nostra generazone come Enzo Rutigliano.
______________________

 

 

valeria.jpg… e una donna che aveva al seno un
bambino disse: parlaci dei figli. Ed egli rispose:

I vostri figli non sono figli vostri…
sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.
(Kahlil Gibran 1923, Il Profeta. Knopf, New York)

Kahlil Gibran (1883 – 1931) fu poeta, scrittore e filosofo libanese, emigrato negli Stati Uniti. Conterraneo di Ibrahim Khachab, amico di Poetria e co-fondatore dello speziato ristorante Tabulè, univr – https://www.facebook.com/tabuleverona/

Domattina ci sarà anche il Patriarca di Venezia – ma fuori Basilica: nella Agorà del funerale civile e CIVICO (inter-culturale) voluto dalla famiglia (commossa dal lutto di tutta la Sorbona per la propria dottoranda, e l’intensa veglia DI SILENZIO a Piazza S.Marco), ora anche funerali di Stato.
Valeria continua così a fare del Bene, anche senza più poterlo volere: ora, lo fa grazie alla schiena dritta e grandissima saggezza, tolleranza, laicità non astiosa di chi l’ha generata, ben educata e poi lanciata LIBERA LIBERA nel mondo: come la freccia di Gibran.
Libertà scritta così dai Sumeri, che primi (per quanto ci è dato sapere) la misero nero su bianco nel 2350 aC:
“AMAGI”,
scritta con una freccia rivolta verso l’Altro, Autrui (Lévinas), Hic sunt leones, Ignoto.
Vedi, per quel contesto di emergenza del concetto: https://books.google.it/books?isbn=8864401776

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Enzo Arcangeli
Enzo Arcangeli Non so se si è capito qui sopra l’equilibrio delicato e non diplomatico-contrattuale, ma in spirito di Verità (la mia, i miei belief e punti di vitsa, in rete con chi me li modifica ogni giorno, ad ogni novità) tra:
1) FIEREZZA per la mia Civilization, l’Europa-Mediterraneo e NordAmerica-Carybe;
2) Openness e osmosi con tutte le altre, della dozzina di Grandi Civiltà presenti oggi nel mondo.
Informo i neo-nazisti di complemento e gli ‘esperti’  istruiti invano (tipo gli ultimi mohicani #Huntigtoniani) che: NON ESISTE OGGI SOLO UNA CIVILTA’ correlata alla religione islamica, ma almeno 2 Macro-Civiltà del tutto diverse tra loro e quasi OPPOSTE:
A) la laica e multi-religiosa Civiltà Indo-centrica (anche Indonesia e Paki, ossia LA MAGGIORANZA DEI MUSSULMANI);
B) il meno laico e meno non-integrista, fatte poche eccezioni, e con arretramenti (la DRAMMATICA tragedia Algerina!!!) MENA (Middle East, N. Africa), talora anche un po’ MONA (M. Oriente, N.A.).

 

  •   *   *   *

 

UNA FONDAZIONE VALERIA SOLESIN?

 

Solo un primo abbozzo d’ idea, per la discussione tra noi sociologi trentini

Enzo Arcangeli Il nostro còmpito, diverso da ciò di cui parlano le Istituzioni ed i media (borsa di studio, ecc.), potrebbe esser in àmbito culturale, ad es. una Fondazione ben disegnata. Con sede a Trento e Venezia, livello scientifico molto alto garantito da un Comitato scientifico italiano ed internazionale, una gamma su tutte le scienze sociali ma anche la scelta di 2-3 filoni caratterizzanti (e.g., demografia in omaggio al suo PhD; qualcosa sulle Civilizzazioni-Civiltà ed inoltre sulle Scienze del Conflitto-Pace (Walter Isard), per ricordare il suo sacrificio – quest’ultimo tema implica anche riferimenti a Langer e Rostagno, il che non guasta pur trattandosi di una Fondazione Valeria Soresin). Io penso che se si fanno le cose sul serio i fondi arrivano: li si va a prendere nelle gare internazionali (e bandi delle pseudo-fondazioni bancarie) per i progetti, mentre la main (o a pari merito con Venezia) location a Trento garantirebbe una copertura istituzionale di una quota se non tutti i costi fissi (contenibili con una gestione snella, di “organizzaizone a progetto” o virtuale – almeno in larga parte; oltre a connessioni accademiche non solo locali, col mondo intero). Qualcun altro che ci crede dovrà anche cacciare del capitale iniziale e forse successivo, ed i conti tornerebbero. … un gruppo di 3-4 potrebbe compilare una prima bozza da sottoporre ai familari.

 

MORE: https://enzofabioarcangeli.wordpress.com/2015/11/18/1813/

Enzitoriale, 8 dic. 2014. Per un Assolutismo illuminato

In morte della democrazia.

Per un AI, Assolutismo Illuminato

Podemos, volemos farci infinocchiare dall’ultimo populista ignorante e furbastro che passa per la via? Eh no, eh!

unclesamEssendo i liberismi, e soprattutto, miserabilmente, nell’ignominia i socialismi falliti ambedue (ovvio: eran gemelli monozigoti) in modo clamoroso. DEFINITIVO!

E non emergendo ancora sostanziali novità nel mercato politico (in quello delle idee e della ricerca si, eccome!), fioriscono i populismi più sciatti ed a contenuto 0. L’aveva detto SUBITO il più grande storico vivente, Wallerstein nel 2008: siamo in una nuova Grande Depressione  e si confronteranno di nuovo 2 famiglie di progetti politici per il consenso (come i Keynesismi Mussoliniani versus Roosveltiani tra le 2 guerre),

> i post-socialisti

> ed i neo – populisti.

E’ proprio così, se includiamo i fascismi (specie quello Jihadista, con una platea di 1 miliardo di stronzi) nei post-socialisti.

Ed escludiamo come irrilevanti i decotti liberismi (che la leggenda della Intelligentsia Stalin-Togliattiana EGEMONE nell’Accademia  globale, vorrebbe essere specularmente egemoni: ma il NEO-LIBBERISMO conta meno del 2 di cope con briscola a spade. L’Accademia KGB-PostStaliniana invece è inamovibile e controlla ovunque tutto nella produzione cul-turale. Non le sfugge nemmeno un posto di ricercatore a Jus, univr).

Il socialismo è morto già 3 volte: nella economia di cartone ben analizzata dagli studi comparati (e ricordo pure uno splendido libretto della compagna operaista Rita Di Leo), a Bad Godesberg (ove lo ha rigettato suo Padre stesso, il PSD tedesco che s’era inventato un Marx dal nulla) ed a Berlino – novembre 1989. Ma troppi sono gli intrecci e le irreversibilità che i post-socialisti hanno stretto con lo Stato Nazione in declino definitivo (Martin van Creveld 1989, The Rise and Decline of the State. Cambridge UP) ed il 66% della popolazione assistita. E’ DeadMovementWalking per qualche decennio ancora, poi basta socialismi, se Iddio vuole.

Evidentemente la crisi ha ottuso, rincoglionito le menti, se la gente (e pure brava gente! Anche amici cari …) da credito a questi arrivisti, mentecatti e sciamani di sest’ordine. Come il tragicomico genovese sgonfiato da Renzi, la putiniana Le Pen, Podemos, Renzi – CavBis (il più moderato della lista populista quindi il più pericoloso: fosse per lui rifarebbe la DC senonchè non può: non ci son risorse, siamo nell’era dei Trente Merdeuses e non c’è trippa per i gatti in siesta degli Stati Sociali), la puttana Salvini, Tsipras e UKIP.

La causa ultima di questa deriva populista?

E’ fallita\finita l’educazione, motore stesso del Moderno: la macchina a vapore che ha sollevato le menti.

Quindi la democrazia non esiste proprio più. Non è che sia in crisi: un c’è. Niente nostalgie: non c’è tempo da perdere! I populismi postmoderni, in collaborazione\conflitto e SIMBIOSI con merde secche del millennio passato:

– come il Cristianesimo Costantiniano (mi riferisco qui alla lezione di Simone Weil, specie quella della “Lettera ad un religioso” e di “Enracinement”),  

– Islam e Jihad,

potrebbero gareggiare col peggio della mostruosa Modernità, sinora il peggio di preistoria e storia: i 100 milioni di vittime dei democidi comunisti (Stalin e Mao), la Shoà.

Occorre lavorare sodo, ricostruire élites per ripristinare regimi assolutisti illuminati, fondati stavolta sulla Scienza  – anziché su Libri Sacri buoni solo a pulirsi l’ano, se la carta è Fabriano.

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PS Intanto rileggiamo La Repubblica di Platone (che NON era comunista), Giacomo Leopardi e (appena ripubblicate da Fede & Cultura www.fedecultura.com, casa editrice veronese sanamente catto-reazionaria) Le serate di San Pietroburgo di Joseph de Maistre, ispiratore del sublime a-moderno Charles Baudelaire – io li ho sur le chevet. Con le Oeuvres scelte di Simone Weil, i diari di Etty Hillesum ecc.