Michele contro i padroncini

All’amico ormai quasi da mezzo secolo Michele Boldrin, hanno scassato la m…, perché ha detto la cosa scontata in 50 anni di letterature di ricerca sul tema, che la #nanoimpresa vada scremata, decimata (distruzione creatrice), perché si possa avere Crescita.

Che poi la pars destruens di JA Schumpeter è esattamente – morfologicamente –  la nozione  di filosofia (ed anche teologia: il precursore Meister Eckhart, un contemporaneo di Dante) negativa-nichilista di “Morte di Dio” (i.e., di Lui e degli Assoluti metafisici teo-riflettenti, teo-simili in genere) in Hegel -Nietzsche -Heidegger. Ce la spiegò bene Emanuele Severino a Verona dalle Suore Campostrini. A centinaia di liceali che finalmente, come me, capirono!

Se un garage è tutto pieno, stipato, non ci puoi metter dentro niente di nuovo: occorre prima liberarlo dalle cose morte.

 

Ah, e visto che ci siamo, celebriamo la vittoria del Belgio a modo mio.

Mi son stancato di persone che si riempiono la bocca con frasi come “i professoroni sanno solo la teoria, vengano in azienda” o “i professoroni sanno solo parlare, ma quante aziende di successo hanno creato?” e loro varianti.

Son frasi da falliti e frustrati.

Sono migliaia le imprese create da “professori” (senza l’offensivo “oni”). Valgono migliaia di miliardi e danno occupazione a milioni di persone. Fra le altre cose permettono di comunicare via internet, di curarsi e sopravvivere gravi malattie, di alimentarsi in maniera sana eliminando la fame nel mondo, di viaggiare, di acquistare e vendere titoli … e persino di controllare le nostre performance atletiche. Avete presente Strava? L’ha creata un (ex) professore di Stanford. Allievo mio, guarda caso.

Voi, rane ignoranti con la bocca gonfia, cosa avete creato?

Science rules, vi piaccia o meno.

 

And that’s all, folks, for today.

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Bangladesh: to boycott or not to. A LIBERTARIAN DILEMMA.

BANGLADESH

Here is some follow up from last month’s collapse of a garment factory building in Bangladesh, which left more than 1,200 people dead. Namely: the US- Europe MNE divergence about safety policies, and the libertarian philosophy divided camp. A tale of two diasporas.

MIN wage per month for some Asian countries: $138 China, $66 circa India and Vietnam, $38 BANGLADESH: see Fig.from the WSJ  in my facebook timeline, may 13 here.

May 14, WSJ

By SHELLY BANJO And CHRISTINA PASSARIELLO:  Review & Outlook: A Do-Over in Pakistan page A14

Wal-Mart and Gap Hold Off on Legally Binding Pact to Improve Worker Safety

“This is the first serious step by the Bangladesh government taken over the last 10 years and the most important step by the brands and retailers to pay the real cost of production and ensure workers are safe,” said Dara O’Rourke, professor of environmental and labor policy at the University of California at Berkeley. But, he added, “Wal-Mart, Gap and other U.S. brands are glaringly absent and unless they step up, the agreement will have limited effect.”

May 15, ft:

Rift opens over textile worker safety in Bangladesh

By Louise Lucas and Barney Jopson

May 17, bleedingheartlibertarians.com

The ongoing debate in the libertarian camp, in a BHL post:

Should You Buy a T-Shirt Made in Bangladesh?

by Matt Zwolinski

Recent events in Bangladesh have brought moral questions surrounding sweatshops into the spotlight again. And many consumers are wondering whether they might be doing something wrong by purchasing goods that are made in Bangladeshi textile firms. Some are calling for a boycott of clothing companies like Joe Fresh that outsource production there.

In response, people like Matt Yglesias and Richard Epstein have argued that a boycott is exactly the wrong idea, and have defended the lower labor standards employed by Bangladeshi firms. Others are not convinced.

Given the high heat and low light these debates often generate, this NPR Planet Money podcast is a nicely balanced look at the issue. It discusses the opportunities sweatshop jobs provide to Bangladeshi women, the reasons why Bangladesh seems to be stuck in the “t-shirt phase” of development, and how it might get itself out. And there’s more to come. Thanks to Jonathan Anomaly for the pointer.

More BHL on sweatshops:

  • A summary of work on my sweatshops here.
  • Roderick Long’s left-libertarian critique here.
  • My critique of the left-libertarian postion here and here.
Matt Zwolinski | May 17, 2013 at 11:13 am | Tags: sweatshops | Categories: Uncategorized | URL: http://wp.me/p1xtUY-1vu

La mia ratio pro i 10 punti di @FermareDeclino

‘STI POST  LIBERALI, ma che vonno mai?

Come molti di voi ormai sapranno: si sta formando proprio in queste settimane in Italia tutto un nuovissimo raggruppamento politico dal basso, direi più post-liberale che neo-lib (certo: almeno non nel senso che a quest’ultima etichetta di fantasia dà un marxista, un negriano o un alter-globalista col “culo in pista” – citazione di Mauro Rostagno), attorno ad Italia Futura “di” Luca C. di Montezemolo e Nicola Rossi, e “Fermare il declino” promosso tra gli altri 250 da Oscar Giannino e noi di Noise from Amerika; ed arrivato a 20.000 firmatari in un attimo. Talmente “post” da non ricadere più nelle dimensioni tassonomiche 1789 “dx-c-sin”, ma semmai in quelle “merito-rendita” “sviluppo-ristagno infelice” etc. Per questo tutti i politologi e commentatori che ci collocano al Centro (con Cacciari Casini Fini Passera e Rutelli), resteranno sorpresi (o almeno: LO SPERO  PROPRIO!).

Ecco un mio primo ragionamento, e sotto i link ad alcuni siti rilevanti in questo dibattito in vista delle elezioni 2013 e del post-berlusconismo.

3 teoremi empirici economico-civici

1 L’italia ha bisogno impellente di crescita; non ha altra via CONCRETA per ridurre il NON SOSTENIBILE rapporto D/PIL pari ad 1,2, che CRESCERE. Se escludiamo idee argentine peregrine, con costi mostruosi di affamamento e morti per inedia, ad es. quelle proposte dal mio carissimo, fraterno amico François Chesnais, o dal coerente anti-€ Paolo Savona.

2 Vi è però tutto un concorso sistemico, precisi INTERESSI DELLE CLASSI redditiere (la gran maggioranza dei ricchi, specie i non meritevoli; i ceti medi parassitari e poco o del tutto non-lavoratori; moltissimi: quasi tutti i poveri e lumpen, con le loro note asimmetrie regionali nella nota e studiata geografia dell’assistenza), a tenere l’italia fuori dal concerto mondiale della crescita.

3 L’unica soluzione che liberi i mai sopiti Spiriti Animali del capitalismo italico e consenta – lottando contro le Rendite anzidette – la ripresa (entrare nella prossima “Onda Lunga di Kondratiev”, dopo che abbiano perso quella della microelettronica ca. 1970-2010), è dimezzare nel giro di 1 o max 2 generazioni, il peso dello Stato sulla società. Dall’attuale 60% ad un 30% fisiologico nel modello franco-padano-renano. Togli l’osso ai cani, e li affami.

In più non liberi SOLO gli “Spiriti Animali”. Chi critica x economicismo i 10 punti di Fermare il Declino è un MONA CROCIANO, ha fatto il Liceo ed ha la testa-da-c°°°o ormai formata per tutta la vita, almeno finché non va a depurarsi a fondo nella meditazione.
Abbassare lo Stato da 60 al 30% comporta liberare:

a) tutti gli individui-sudditi (creare basi materiali dei “diritti” che secondo i Crociani non ci sarebbero nei 10 punti: analfabeti!); e

b) le loro reti, la Società Civile che può farsi gli asili (vedi ad es.  il caso di Bolzano, dove c’è la max natalità in Italia seguita da Trento; ed anche questo è invertire i declini: quello civico-urbano, comunitario e demografico) senza stato né sussidi: solo cooperazione e mercato. Supportate da solidi servizi di volta in volta, per principio di auto-organizzazione e sussidiarietà (non fare in alto ciò che puoi fare in basso): beni privati, Commons (alpini civici o digitali),  socializzati o prodotti dal pubblico.

LETTURE, LUOGHI della rinascita di Animal Spirits civici, sociali, imprenditoriali e cooperativisti nel BruttoPaese.

Per cominciare i 10 punti programmatici qui discussi: 10 proposte.

Sudditi” eBook (o anche nelle librerie) a cura di Nicola Rossi, la miglior introduzione a tutto il discorso liberale – post-lib nel contesto storico-istituzionale italiano.

Fermare proprio, chiudere il Liceo Classico: https://www.facebook.com/groups/principedanimarca/ ed il libro omonimo di Carla&Cesare, sulla max entropia del Liceo Classico ed il suo CONTRARIO nella pedagogia di strada

Fermare il Declino:

– la conversazione su Twitter: @FermareDeclino e la mia  lista https://twitter.com/#!/nonnoenzo/fermiamo-il-declino

– su facebook: https://www.facebook.com/fermareildeclino

– g+ (ma esiste ancora?) https://plus.google.com/110629899602005681059/posts

– linkedin: http://it.linkedin.com/pub/fermare-il-declino/57/51/5ab

– Oscar G. ed il principio di sussidiarietà: una-macroregione-nord-perche-rinasca-dal-basso-uno-stato-sussidiario

– http://noisefromamerika.org/

Keep cool, in between an avoidable GREXITragedy and related over-pessimism

“Expecting SYRIZA to fight the good fight against austerity and for a more prosperous Europe is a bit like asking Al Gore to front an advert for 4x4s.” (B. O’Neill)

GREXIT without regret? Not exactly.

But, 1st of all: fuckoff pessimism.

A couple of interesting Credit Suisse research reports: from today and April 13.

In this  post:

  1. populists & socialists united for growth against austerity? Come on: how does it fit with the IDEOLOGICAL, BOBO FASHIONABLE antigrowth sentiments of Greek SYRIZA and Italian M5S? Hollande is alone.
  2. Credit Suisse summary 1: “the € cannot be saved by austerity alone. Or by abandoning it altogether”.
  3. IDEM Summary 2: “In contrast to the large output gap evident in the North Atlantic, at a global level economic activity has returned to the long-run trend”. Therefore, primary markets will heat during 2012.

The Media are becoming, from just noise, an unbearable Gutenberg complex just telling nonsense, even a possible katastrophè catalyser, as far as they disseminate disinformation, lack of any analysis (all available, mostly free, as we show in this post) and terror –  in front of quite ordinary change factors and challenges. Adding cognitive dissonance and further uncertainty, to its structural and policies-induced components.

Yes, there is too much emphasis (and “terror”, fearful extrapolations) about scarcely effective elections: Sarkozy committed suicide, so what? This is recently typical of the FRENCH RIGHT, and no merit to the ABnormal Socialist ENArques. At the moment Angela is well alive, and how would you command the Greek people not to commit a collective suicide if they want to? Allez y. But we’ll not allow you to destabilise the entire European economy, and procrastinate the #GreatOEC∆epression (#GOD) for, e.g., another 5 years (2007- 2017). No Grexit, if possible: but the populist take on Greek voters is a problem.

The supposed populist turn (ALMOST nothing at all, until now) would revive “growth” (note 1) versus the aust(e)rian oppression upon bobo élites and the mass-bourgeoisie (Ortega y Gasset, Tronti)?  Well, this does not fit such a  fashionable anti-growth anti-Marxist anti-Reason anti-Technical Change Greeny “neo-commies” (???) spreading in the #GOD turbulence undergrounds (Dostojevsky). Like the forthcoming Greek Premier (after a 2nd election) from SYRIZA. Brendan O’Neill, Sorry, but SYRIZA won’t save Europe (today):

Expecting SYRIZA to fight the good fight against austerity and for a more prosperous Europe is a bit like asking Al Gore to front an advert for 4x4s.

As for the silly pseudo-growth versus austerity dialectics, here are useful lines from a Credit Suisse summary report:

Not by Austerity Alone

Europe is always complicated and never quite what it seems. Which is why investors are so easily infected by fears of euro zone disaster or break-up. It’s starting to happen again but one should always distrust the press hype.

Viewed more calmly, last weekend’s election results simply reinforce a message that was already developing beforehand: namely, that the euro cannot be saved by austerity alone. Or indeed by abandoning it altogether.

So the new European debate was already about how, not whether, to combine some form of growth agenda with medium-term and enforceable fiscal discipline. And naturally enough, there are plenty of different visions to reconcile and haggle over before real progress can be made.

Obviously, Europe remains a key element in the wider story of global growth and risk appetite. Less obviously, improving production momentum in Europe (and China) could provide the main upside surprises to our global industrial production (IP) forecast going forward. Indeed, provided that aggregate demand in the euro zone (including export demand) remains only roughly stable, Europe might be the main driver of faster global IP growth in the second half.

As we see it, more “risk off” now will likely set up an even bigger rebound later (in Q3?), featuring outperformance by European equities relative to the US, as well as Spanish and Italian bonds, and probably equities as well. We think G3 bonds can rally a bit further but offer no long-run value. In the bigger scheme of things, risk appetite and global IP are still tracking past deep panic recoveries.

Source: Credit Suisse, quoted by Paul Murhpy in  http://discussions.ft.com/longroom/tables/equity-strategy/credit-suisse-not-by-austerity-alone

This is coherent with the 183 pp. also somehow “bullish” 2012 commodities scenario (Commodities Forecast Update: The Pause that Refreshes … ) that Credit Suisse analysts produced one month ago, on April 13: no Chinese hard landing but, instead, a global rebound (although WITHOUT MOST OF EUROPE, OF COURSE) hitting more and more against scarcity walls. With a consequent selective, fundamentals-driven re-heating of primary markets in 12S2, under certain average macro-scenario facts and assumptions (namely: “In contrast to the large output gap evident in the North Atlantic, at a global level economic activity has returned to the long-run trend”). Summary again:

Will China give the West space to recover?

After the turmoil of 2011, the first few months of this year have been relatively uneventful, with global growth proving more resilient than many had feared – it is now clear that the slowdown in H2 2011 was minor, and that Q4 was the low point in the cycle. As predicted (“From Fear Flows Opportunity”), as the tail risks have faded, the prices of many risk assets have rebounded, with the next big move in prices likely to be more dependent on individual commodity
“fundamentals” than has been the case for much of the past year.
 
Despite the market obsession with the prospects for QE etc, we note that prices in early Q2 are consistent with the LEVEL of global demand, which is much higher than many realize. In contrast to the large output gap evident in the North Atlantic, at a global level economic activity has returned to the long-run trend, with the EM countries having effectively “borrowed” the spare capacity released
by the West during the “Great Recession.”
 
With global growth likely to move above average over coming months, we think that markets will tighten further over the course of 2012, with the rebound led by the US and China. Rather than a Chinese “hard landing,” to us the
greater risk is that Chinese growth rebounds more than currently anticipated. That would see markets tighten substantially (given the limited spare capacity the world needs below average Chinese growth to allow the US to close its output gap) and lead to another significant bout of commodity price inflation – commodities are currently the effective speed limit for global growth.
 
After rallying significantly over recent months, we believe the price of Brent oil is likely to creep up further in H2, with the risks firmly to the upside (supply disruptions). Many industrial metals are also likely to continue to rally over the
course of the year, with palladium having the largest upside potential. Gold should continue to trend higher for a time, but may start to peak around the middle of 2013.

Source: quoted CS report for clients,  http://www.credit-suisse.com/researchandanalytics.

NOTE (1)

Namely, popu-socia-list growth is currently interpreted by its proposers mainly and regrettably as a mix of:

  1. further violence to the already brutalised Lord Keynes body (ohh, poor!);
  2. and violence to the citizens. That is, a top-down Power exercise; but everyone is informed,  knows that the exact Hayek – Schumpeterian opposite is true: at least as far as development is concerned.

Growth alone (without some good mix of:  choice, free competition,  culture and arts, true democracy, economic and human development, education in a meaningful sense, individual-centered dynamics, informal knowledge richness, innovation, justice, knowledge diffusion, variety, etc. and other tangible or intangible welfare factors relevant for citizens) is an aggregate ambiguous – dubious  – spurious – statistical – sometimes just artificial phenomenon typical of latecomer countries. E.g., Cristina Kirchner the populist Casa Rosada tyrant is hiding the current 9% infation rate (imf est.), therefore their growth is in large part just undeclared inflation. And Mercantilism often rules: the Far East might have slightly inflated their bubble growth in the pre-China age, but certainly not in the  proportion Paul Krugman told us in the 1990s. The Nobel laureate was  just expressing an extreme wing of the Washington consensus, when denying their insolent growth rates, with no supporting research.

E la crisi, Maremma Majala? Ndè in mona…

TREMONTI LA RIPASSA LISCIA ANCHE IERI ALLA CAMERA: MA VAFFA! La politica è morta.

Ho sempre pensato a questo problema: che persino Trani (pur con tutto lo spaccato gustoso del potere che offre), nel TRITACARNE dei MEDIA BORGHESI (di dx o sin) diventava 1 altro alibi, persino con possibilità di portar voti al tragicomico aspirante dittatore – il bilancio è dubbio, si vedrà. Il Cav. prova e riprova a stracciarsi le vesti – stavolta però perde voti di brutto verso l’astensionismo, è la sensazione pure sua. Ma occorrerebbe simulare AS IF:  se, non bollettini delle Procure, ma bollettini delle Camere di Commercio e del Lavoro, avessero parlato di, e messo al centro, l’imprenditore di Vicenza che s’è suicidato. Ed altre storie vere come questa. Andé tuti in mona, giornaisti pajasi\ andate affankulo, giornalisti pagliacci – né più né meno dei vostri consoci, gli osceni politicanti!

E TEMEVO assai, COL MIO STESSO BLOG-POST linkato sopra DI PARTECIPARE A QUESTO GIOCO AL NASCONDINO DELLA CRISI: solo in questo blog, perché l’altro (DEEPRECESSION) è sempre stato, da gennaio 2008 ad oggi all’avanguardia mondiale delle analisi  sulla crisi; l’ha anticipata di interi semestri – ad es. dicendo PER TEMPO che Lehman Bros era morta ed “inventando”, coniando Financial Socialism, poi imitati al Senato US.

Isola dei politici VS isola dei Cassaintegrati.

Infatti:  Tremonti incula ancora tutti (i vacui politicanti) col suo sgattaiolare via, ha usato ieri la parabola alla Camera “Potete dire che ho fatto poco, non che ho fatto nulla“, mentre lui ha fatto MOLTISSIMO: x AGGRAVARE LA CRISI, di anti-keynesiano per deprimere la domanda effettiva in piena crisi mondiale GRAVISSIMA. Il – 6% del PIL anziché  -3% è assolutamente un SUO MERITO PERSONALISSMO, per il quale è – avrebbe detto il più grande uomo di teatro italiano, dopo Pirandello – già passato alla Storia. Ma, più grave, la industria manifatturiera naviga a solo 2\3 della sua capacità TUTTORA, e tra 10 anni non si sa dove sarà:  forse, non in ogni settore sarà tornata al 2008. Solo nel made in Italy ed altri punti di forza, mentre la chimica già al lumicino scompare, ecc. ecc.

Se politiche keynesiane standard in Italia (e SOLO IN ITALIA, nel mondo intero) non si conoscono, figuriamoci POLITICHE INDUSTRIALI, che non necessariamente sconfinano nel gollismo protezionistico. Di quelle  è scomparso. assorbito dal Reagansmo subliminale della ex-Sinistra, il lessico stesso, come osserva Sergio Bologna nel suo ultimo libro.
NON CI SON CAZZI: qui la colpa è tutta della ASSOLUTA MISERIA della sinistra, ridotta all’ombra di se stessa. MAI scomparsa così, nella sua stesa sostanza Tomistica. Voglio dire, quando il PSF era nella merda dopo la buccia di banana di Jospin (da cui il Partito è rinato domenica, MA SON PASSATI ANNI DURI), uno straccio di programma l’ha sempre avuto: magari sbagliato, vetero-socialista. L’analisi della crisi l’ha certamente TOPPATA: ma esistevano dei documenti criticabili, pubblicati dal PSF. Nulla di tutto ciò in Italia, e da nessuna componente della sinistra.  SOPRATTUTTO, mai dalle componenti più IMBECILLI e VACUE dei Grillini-IdV, che purtroppo (spacciando per novità il loro populismo marcio e finto-verdismo) sono di riferimento pure per i Viola – il che non va certo a merito di questi ultimi.

In Italia, no: nemmeno l’ultimo governo Prodi aveva un programma – e come poteva?
E Prodi resta l’unico politico degno che s’è visto sinora, nel secolo Berlusconiano testé iniziato.

Aldo Garzia:

Tutta l’attenzione su Trani e Talk show. E la crisi economica scompare

Nel pieno delle polemiche istituzionali, dalle 16 alle 19 di ieri si è svolto il dibattito in Aula a Montecitorio sulla crisi economica (presente Tremonti, assente Berlusconi). L’iniziativa, proposta dal Pd, si sarebbe dovuta svolgere la scorsa settimana ma i tesi rapporti tra maggioranza e opposizione che hanno allungato i tempi di discussione su altre questioni l’hanno spostata di giorno in giorno. Ciò che in altri Paesi europei di solito si chiama “solenne seduta parlamentare sulla politica economica” si è trasformato in uno stanco dibattito di fine giornata, alla vigilia della sospensione dei lavori della Camera fino a dopo Pasqua per via della campagna elettorale per le regionali. Chi se ne frega, infatti, se il Pil italiano è crollato del 6% (a fronte della riduzione del 3,8% della Germania e del 2% della Francia) e tutti i numeri economici sono in rosso. – http://www.gliitaliani.it/?p=2426

Mail del PD, che si accontenta di poco

dopo 22 mesi di sforzi e districandoci tra processi brevi, medi e lunghi siamo riusciti a far parlare per ben 3 ore Berlusconi e Tremonti di crisi economica e sociale in Parlamento. Lo abbiamo chiesto con insistenza ma come ha detto Bersani “il governo si è presentato solo con parole, senza proposte. Invece senza lavoro non c’è Italia. Noi stiamo con chi non ce la fa”.

Su www.partitodemocratico.it trovi l’articolo, il video e il discorso integrale di Bersani.

MORE:

i terribili enfants (cresciutelli, ma sempre metà dell’età media degli Ordinari in Italia, che all’estero non vorrebbero come bidelli: 5o versus 100) di Noise from Amerika (più kattivi dei bobobo bokkoniani de La Voce, e pure dei Kalecki – keynesian -marchesisti -lieninisti) mettono a nudo Tremonti. Cercasi foglie di fico e mutande per il ministro s-mutandato! (NB: bobobo=versione meneghina del BOBO international: Bohemien Bourgeois e pure Bocconien – proprio tutte le sfighe possibili! Se erano normali, stavano al Poli)

a) il sito dei sovversivi economisti extra-comunitari “a rovescio”: NfA – www.noisefromamerika.org/  e http://www.noisefromamerika.org/index.php/base/tremonti

b) su facebook:

Tremonti: istruzioni per il disuso

c) in libreria – Collettivo noiseFromAmeriKa: Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, e Giulio Zanella (2010), Tremonti: istruzion per l’uso. Edizioni Ancora del Mediterraneo

Nicholas Kristoff and Sheryl WuDunn: The Women’s Crusade

NYT Magazine, http://tinyurl.com/vaw21

The Women’s Crusade

By NICHOLAS D. KRISTOF and SHERYL WUDUNN
The liberation of women could help solve many of the world’s problems, from poverty to child mortality to terrorism.
August 23, 2009 on paper (oL since August 19)

INCIPIT of a long essay (7 pp. online):

IN THE 19TH CENTURY, the paramount moral challenge was slavery. In the 20th century, it was totalitarianism. In this century, it is the brutality inflicted on so many women and girls around the globe: sex trafficking, acid attacks, bride burnings and mass rape.

Yet if the injustices that women in poor countries suffer are of paramount importance, in an economic and geopolitical sense the opportunity they represent is even greater. “Women hold up half the sky,” in the words of a Chinese saying, yet that’s mostly an aspiration: in a large slice of the world, girls are uneducated and women marginalized, and it’s not an accident that those same countries are disproportionately mired in poverty and riven by fundamentalism and chaos. There’s a growing recognition among everyone from the World Bank to the U.S. military’s Joint Chiefs of Staff to aid organizations like CARE that focusing on women and girls is the most effective way to fight global poverty and extremism. That’s why foreign aid is increasingly directed to women. The world is awakening to a powerful truth: Women and girls aren’t the problem; they’re the solution.

Nicholas D. Kristof is a New York Times Op-Ed columnist and Sheryl WuDunn is a former Times correspondent who works in finance and philanthropy. This essay is adapted from their book Half the Sky: Turning Oppression Into Opportunity for Women Worldwide,” which will be published next month by Alfred A. Knopf. You can learn more about “Half the Sky” at nytimes.com/ontheground.

NB. Under WB, instead of the original internal NYTimes  link, I’ve linked to the last, June 2009 WB-PREM (the World Bank research Dept. directed by VicePresident Otaviano Canuto)  report on gender strategy.

Da Oscar W a Roberto B: Sanremo s’avvia alla grande

Scene dal film neorealistico:

un miracolo a Sanremo.

Un gesto di Amore, un atto di Diotima:

nel luogo più impensabile… Un non-luogo

come il Teatro delle Vittorie, riportato da Oscar\Roberto al Princpio di Realtà, che l’Arcigay (una volta una cosa seria) in mano allo sciagurato Grillini non conosce.

Una Sinistra Dem, che il PD di WV &C ha toppato male, è anche questo; gerarchizzare, selezionare obiettivi e princìpi: Benigni SI, Grillini NO (vada da un’altra parte, si cerchi un’italia dei disvalori). Tenere assieme tutti e 2 alla Buonista peggio ancora: io piuttosto voto la  compagna Mussolini.

Live blogging. S.Remo mercoledi 18, da h. 9:45 pm.

Gialappa’s: oggi sembravi un po più allegro, hai cambiato un arrangiamento?

Povia: no, stasera stavo meglio; i pensieri che espongo li preparo prima, lo confesso.

G: 6 riuscito a far pace con Grillini, Arcigay?

P: NO, non ancora, ma Grillini mi sta simpatico, penso che la faremo.

P, ADR: tanto, mi ha fatto molta pubblicità.

G: solo il tuo testo non è uscito su Sorrisi e Canzoni, per evitare polemiche? Eri d’accordo?

P: l’ho deciso io, per evitare uteriori spaccamenti di palle.

G: le polemiche religiose, ecc. si fanno sempre prima di vedere un film; non era meglio aspettare a sentire la tua canzone?

P: l’ho fatto apposta. La canzone  l’ho cambiata non 1, ma 10.000 volte. Poi c’è un testo dal notaio. “Nessuna guarigione” c’era già da prima, ma si può sempre cambiare.

G: Hai visto su uTube Elio che ti fa il verso? [ndr: il 13 dalla Dandini a ‘Parla con me’: http://www.youtube.com/watch?v=dSWa9PB6Iic]

P: SI, a parte quella polemica.  La beneficenza [del piccione] per il Darfur era …. (snocciola delle cifre che sgonfiano la polemica di Elio). Sono indietro solo di 1400 €. Mica potevo versare i diritti d’autore degli altri.

G: polemiche infondate, o hai un ufficio stampa che inventa polemiche?

P: ci gestiamo tutto noi 4. Questo mese abbiamo deciso di tacere.. (ndr – la pubblcità gliela facevano gli altri).

(…)

Pupo ariporta, come ieri NIENTEPOPODIMENOCHE’  Youssou N’Ddour, ma non lo fa cantare proprio.

G: è sempre My Way. Canzone da oratorio. Veramente brutta.

Pupo: sono emozionato, stasera  Y. N’dour ha fatto un finale straordinario.

NOSTRE CONCLUSIONI: ASSUMETE I 4 DI POVIA IN UFFICIO MARKETING. IN ITALIA NON HANNO EGUALI, e se fate presto sono pure low cost: un must. Ongoing web2.0 dialogues, tra i 1000+ che giustamente esplodono: sotto i video

http://www.youtube.com/watch?v=yPfyNCMirh0&feature=related

il video-autore: “dopo aver sentito Povia: sono gli italiani omofobi e razzisti che non hanno capito. GRANDE BENIGNI!”

http://www.youtube.com/watch?v=dSWa9PB6Iic

Torniamo a bomba, al FATIDICO 17.

Bob Benigni IN ALTICHIERI (ormai l’erede del Vate? Ne chiederò conferma agli amici eredi) si fa carico del popolo omo sfruttato non solo da Marketing&Moda, ma persino e più vigliaccamente (TU QUOQUE?) da Arcigay e Grillini, parassiti e  sindacalisti Bonzi auto-nominatisi nel suo seno ma mai eletti, né scelti da nessuno.

E LO LIBERA, QUESTO POPOLO OPPRESSO NOSTRO FRATELLO, LO SDOGANA COME NESSUNO AVEVA AVUTO IL CORAGGIO DI, NE’ AVEVA FATTO PRIMA IN ITALIA. Nessuno, mai! Contro i sindacalisti arcigay che (udite udite) fanno il loro mestiere di Bonzi (l’etichetta attaccata per sempre ai sindacalisti pasticcioni ed intrallazzoni, dai movimenti degli anni ’60): negano l’oppressione stessa, il problema.

Il povero Povia (ed il Direttore del SuperShow  che lo ha voluto) fa un’operazione persino,   forse inconsapevolmente intelligente; ma comunque più che dignitosa, con più spunti analitici che vanno davvero a fondo (per questo fanno male a quelli dell’orgoglio?), mantenendo la semplicità richiesta dal prodotto commerciale.

In una parola: un testo BIOPOLITICO (vorrà dire ormai tutto e niente, da quando Foucault fa tanto chic, ma: uno spunto biografico per fare analisi, discussione e politica; parlare del socialmente rimosso, della polvere sotto il tappeto): sulla stessa base musicale invariata di tutti i suoi pezzi (sic, e non occorrevano i cattivissimi Gialappa’s per accorgersene), ci mette del testo tutt’altro che banale, raccontando Obama-like la storia di un suo amico (cito a memoria):

“Luca era gay, e adesso sta con lei … . Non sono andato da psicologi e psichiatri, preti o scienziati. Sono andato nel mio passato … . Mio padre non decideva niente” e non era mai in casa. Non andavo con le donne per non tradire mia madre

[NdR = frase-chiave sul Mammismo, che è l’inconfessabile zavorra dellitalico MM, Maschietto Matriarcale: il punto più convincente di tutta la canzonetta; mette il dito nella piaga: il tipo di Familismo Amorale che perdura nei secoli dei secoli Amen. Il potere delle mamme da cui non basterebbe un Obama per liberarci, se non ci liberiamo noi ad uno ad uno, con un’auto-analisi impietosa; se non fa male, non serve all’uopo.]

I Gialappa’s la sera dopo, il 18, al bis di Povia: “L’amplesso tra 2 uomini viene cantato da una donna” – la corista coi capelli a caschetto, davvero MOLTO BRAVA. “Sarebbe stata una bellissima canzone al contrario: l’oppressione del matrimonio, e la svolta omo”. “Il titolo originale era: Rudy era gay”.

Ma prima di lui, calcando la stessa pedana di S.Remo, IL VATE  in persona ha letto una lettera struggente di Oscar Wilde, e dinnanzi a 15 MILIONI (61% AUDIENCE) ha cambiato in un istante la biopolitica, e la vita vissuta giorno per giorno da  tutti gli omo italiani, di oggi e domani; ed anche delle sorelle lesbiche, pur senza nominarle. Con il dramma umano  e la Tragedia Moderna di Oscar W., ha introdotto il sacrosanto Principio di Realtà, il Realismo  Antropologico negato proprio dai Grillini Parlanti, che ignorano la disambiguation di wikipedia: GAY non vuol dire Gaio! Ci vorrebbe la Maestra Unica che glielo fa scrivere alla lavagna 100 volte.

Che squallore da quella parte … Grillini  era lì pronto a far sciacallaggio, col previlegio del microfono a spese di noi contribuenti,  ma ha dovuto tacere e mettersela via. LA SCENA ERA GIA’ STATA PRESA. Taccia per sempre.

QUELLA DI BENIGNI, AL TEATRO DELLE VITTORIE di martedi 17 (numero che da oggi in poi porta bene), E’ STORIA CULTURALE ed ETICA, RELAZIONALE e SOCIALE in the making, RAGAZZI! Quante mamme-e-papà? Quanti loro figli non soffriranno inutili sofferenze auto-inflitte da Morali bacchettone pre-Moderne, o soffriranno di meno, da oggi in poi? Tanti, davvero tanti, e speriamo davvero tutti!

Oggi l’eterno bambino-poeta ha liberato un bambino prigioniero e silente dentro di noi, ha cambiato (per sempre?) la nostra storia: culturale, e  non solo.

Un uso rivoluzionario della piattaforma di comunicazione di massa, che sarà studiato per decenni negli Atenei di tutto il mondo. Dopo Marshall Mc Luhan: Bob Benigni in Altichieri fa scuola.

Mai fu speso meglio €1 mn dalla Rai. Far storia costa, low cost è solo banalità, chiacchiera, cronaca ed opinione. MORE.