Veneto più libero

IL POPOLO CHE INNOVA, LAVORA E RISCHIA HA DETTO SI.

Il popolo ha votato, appropriandosi dei ref. TACCIANO 1 mese x vergogna: liberali autoritari@vongole, giornalisti venduti a

 

san marco.jpg

1- i fatti

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-10-22/referendum-lombardia-19-affluenza-oltre-30percento-veneto-quorum-superato-519percento-195216.shtml

 

“ORA AVANTI VERSO IL FEDERALISMO (CATTANEO, MANIN, TOMMASEO, STURZO, E TANTI ALTRI CI HANNO INDICATO LA STRADA)
E’ andato a votare circa il 60% dei veneti, sul 92% degli aventi diritto (l’8% risiede all’estero e non poteva votare da lì). Sono oltre 2 milioni, quasi il doppio degli elettori di Zaia del 2015.”  ~ Michele Boato su Facebook.

 

2- l’analisi

#Enzitoriale del 22 ottobre 2017

DATA IMPORTANTE PER IL VENETO, LA MEGALOPOLI PADANA E L’ITALIA preda di sanguisughe e medici più mortali della malattia.
Contrariamente all’opinione corrente di politicanti e Giornalisti di Sistema (bancario), IERI HA VINTO 1 solo Soggetto; proprio il FISICO, Foucaultiano corpo biopolitico elettorale che ha deciso, con l’integrale delle sue strategie individuali, di votare.

In uno slogan antimarxista, interclassista e di libertà:

 

Veneto avanguardia EUROPEA col 55% aventi diritto che dice: si cambia! Leadership di QUEL Veneto di popolo della prima, bella Liga Veneta, del mio bellissimo Sindaco Mario Rigo, e di Giorgio Lago.

La Asinistra SENZA POPOLO (delle grida manzoniane dei Renzi, dei bancheri Atlanti del Demonio come il politicante Franco Bassanini, della élite selezionata a rovescio e chiusa su se stessa come la Stupidentsia definitivamente rincojonita, ferma ancora al 1968 -MA BASTAAA clero peder…-  e pre-1989) prende la batosta CHE SI MERITA! Ben vi sta.
Poi la Sicilia la ucciderà, farà più strage di asini dei Pink Floyd a Berlino.
Compagni, quello di oggi Domenica 22 ottobre NON E’ in prima istanza il Popolo raccolto dalle brave giunte di Lega e Cdx; è il #PopoloImprendiLavoratore PUNTO.

La novità del momento politico è davvero grande, e molto positiva almeno potenzialmente.
Questi 2 referendum operano una faglia “giusta” (con una chirurgica, meticolosa separazione Dantesca proprio di classi buone e cattive, Mirco Cittadini) nel Sistema, proprio come analizza, argomenta (riportato qui sotto) un secondo Michele, Boldrin.
Io – diversamente da lui – votai si al referendum costituzionale piangendo come una fontana che si lasciassero le Regioni del 1970 come sono, senza un profondo ridisegno e risanamento.  Allo scopo farne alla Jordi Pujol (nella parte migliore di questo leader, a parte le miserie di noi umani) i Lego o meglio i pilastri di uno Stato nuovo.

 

3- la citazione

 

Michele Boldrin

4 hrs ·

Fra chi paga per tutti la domanda di federalismo fiscale e’ oggi piu’ forte che mai. Son certo che un simile referendum in Emilia-Romagna o Piemonte darebbe gli stessi risultati.

Che e’ una delle ragioni per cui ho votato NO il 4 dicembre, forse la principale. Pinocchio ed il suo PD non hanno proprio capito un piffero di dove vada e cosa voglia sul piano economico e fiscale quella fetta (minoritaria ma cruciale) di Italia che lavora e produce. Anche per questo e’ giusto che vengano spazzati via.
Notoriamente ho zero simpatie per la LN, specialmente nella versione Salvini ma anche in quella Zaia. Il mix di razzismo, populismo, statalismo ed ignoranza che esprimono mi provoca un senso di rigetto antropologico.

Ma sul referendum sono stato zitto per la semplice ragione che, seppur in maniera strumentale e puramente propagandistica, la mossa e’ quella giusta e la rivendicazione di autonomia fiscale legittima. Viene da un partito e da persone di cui non ci si puo’ fidare ma e’ una richiesta giusta. Anzi, ancora troppo debole rispetto a quanto sarebbe necessario e legittimo chiedere.

Ora sarebbe il caso che qualcuno che vuole far politica in Italia e vuole essere il “meno peggio” si ponesse seriamente il problema di rappresentare l’Italia che lavora e produce. Rimettendo con forza sul tavolo la questione del federalismo fiscale, senza le mediazioni ed i squallidi compromessi che l’ignoranza e la pavidita’ di Bossi accettarono per compiacere BS, Fini ed il loro elettorato parassitico e centralista.

L’alternativa sara’ Salvini a Palazzo Chigi, niente federalismo, politiche economico-sociali degne del peggior corporativismo e tante belle prese in giro di chi lavora e produce, come succede dai tempi dalla scesa in campo di BS.

Dopo qualche ora, si fa mattina.

 

Michele Boldrin

1 hr ·

Pensiero sincero del mattino: i piu’ deludenti stamattina sono quelli che, pur essendo favorevoli a federalismo e tutto il resto, ironizzano sul risultato referendario perche’ porta acqua al mulino di Maroni e Zaia.

Se non vi piace il mulino non criticate il fiume, costruite un mulino migliore piu’ a monte … o deviate il fiume.

I piu’ ridicoli, invece, sono i “sinistri razionali” che continuano a negare, con le scuse piu’ incredibili, che la % di si (anche in Lombardia, si’ anche in Lombardia) sia semplicemente enorme.

E’ lunedi e ieri, evidentemente, il campionato non deve aver offerto sufficienti emozioni.

4- il votante SI mediano (si scherza)

Il sinistrume che ieri abbiamo asfaltato in Veneto (ora passiamo il testimone ai picciotti Siciliani perché polverizzino ed incementino il cadavere), si consola e lecca le ferite che Zaia qua e là. Zaia un cacchio, scimuniti dalle bolle mediatiche di poche ore.
Lui ha un potere, limitato (per ora Salvini gli sta sopra, e se comanda il Veneto è solo perché Galan era un verme schifoso e s’è abbruciato: Tosi è stato cacciato dalla politica dai veronesi che aveva brutalizzato dimenticando la vaselina), ma quando parla rappresenta:
i) per somiglianza, pienamente una scarso 1% dei votanti, i quadri e base leghisti storici non (ancora) Salvinizzati
ii) per delega politica, meno della metà dei 2 milioni di INSORTI NELL’URNA ieri, in questa data Storica.

22 0ttobre 2017


Facciamo mica come il Pinocchio che s’è rincitrullito per mesi come avesse LUI il 40%, eh? (leggi ieri M. Sechi, List)
Se invece volete un elettore MEDIANO con 1 milione davanti ed 1 dietro, quello sono IO assieme a tanti miei simili.
_
Il veneto autonomista mediano della classe media = Def
Credente non più frequentante laico-bestemmiatore (solo per Amor di D*o ahimè non abbastanza temperato dal Timor di D*o. Qui, nella dizione del Padre, influssi Gheto Venexian e Paradiso Perduto del me amigo Adamo, no Adamo Lubrico, st’altro), buon bevitore ma solo vino buono (fav il Prosecco biologico e Vini Natural©, e.g., Enoteca Vapoliterra di SM di Negrar), no grappini all’alba non siamo trentini … tòi; ex classe operaia poi risalito Mediano sgomitando e facendosi il mazzo: azienda propria come Bepi, carriera dirigenziale pubblica o privata; spesso ex ’68 ma cmq ora conservatore, libertario solo cum juicio.
Vota più autonomia non certo per separatismo mongoloide, mangime Veronesi© per broledari. Ma perché ha ben in mente, dai suoi studi ad ingegneria gestionale (e, se ricercatore i suoi paper: ne ho sul tema) dei modelli organizzativi, un paradigma decentrato-ed-assieme-integrato, e.g., reti neurali, reti di sistemi digitali, Internet.”

 

La Repubblica – art. di Francesco Gilioli

Referendum Veneto, Rubinato (Pd) vota come i leghisti: “La base la pensa come me, vertici si adeguino”

Simonetta Rubinato è una deputata veneta del Pd. Il suo bacino elettorale è Roncade, in provincia di Treviso. Si è convintamente recata a votare al Referendum per l’autonomia del Veneto, proposto dal governatore leghista Luca Zaia.

“La maggioranza degli elettori del Pd la pensa come me. I dirigenti invece sono subalterni alle gerarchie nazionali”. “Io eversiva? Applico solo la Costituzione. Non sto dando una mano a Zaia: rispetto ai voti con i quali ha vinto le elezioni regionali del 2015, per raggiungere il quorum in questo Referendum, servono un milione e duecento mila voti in più. Non sarà la sua vittoria”.

 

Una domanda a me e Michele.

La parola agli amici Enzo Arcangeli e Michele Boldrin.

Chissà se il treno di Renzi stanotte è deragliato; e chissà se Di Maio vorrà cavalcare le autonomie.

Ottimo segnale l’esito dei referendum del Lombardo-Veneto. Ma senza maturazione di adeguate élites, anche l’autonomia rischia di entrare in un vicolo cieco. Per dire, un Veneto autonomo guidato da un novax fa caxare come l’Italia di Berlusconi Renzi e Gentiloni.
A dire il vero, mi pare che in fondo il dividendo più sostanzioso dei referendum rischia di incassarlo proprio Berlusconi!

Comments
Enzo Arcangeli
Enzo Arcangeli Aah certo, non c’è l’offerta nuova per questa domanda politica nuova e molto matura; quindi nessuno è in grado di contrastare Salvini nella Lega che si spaccherà forse (no voice: exit), ed alle prossime elezioni potrebbe incassare il Cav. Non so fare ora tutti gli scenari, ma può essere.
Enzo Arcangeli
Enzo Arcangeli Ma adesso, e non per molto il ferro è caldo perché la gente comune sa che atto ha commesso, la sua forza intrinseca ed il sasso nello stagno; e sta in campana a vedere come l’offerta risponde.

 

Enzo Arcangeli

Enzo Arcangeli e come dice Michele, i sentiments in molte regioni sono simili, quindi anche là si sa di aver vinto. Non a caso la put*ana impestata marcia de Il Mattino di Napoli (da dove proviene l’imbecille del Sole 24) oggi titola: i veneti vogliono rubare soldi al Sud. Per evitare il contagio catalanooccitanoveneto a Sud.

Michele Boldrin
Michele Boldrin Siam d’accordo, Biagio. Il problema delle elite politico-sociali e’ il problema vero, quello che alla fine ponemmo (fallendo) con Fermare il Declino. Ma che noi si abbia fallito non elimina il problema che e’ plateale e sempre piu’ grave: esiste, solida, una domanda sociale di cambiamento nella direzione allora indicata. Ma e’ completamente assente la forza politica capace di incanalarla in una direzione positiva e quella domanda si disperde in follie indipendentiste, libbberismi da strapazzo, doppie monete, dagli all’immigrante e via dicendo …

 

 

Advertisements

Who does remember the Armenian democide? Not Er Do(g) Can

 

 

Adolf Hitler, Chancellor of Nazi Germany (1933-45)


“Who, after all, speaks today of the annihilation of the Armenians?”


[August 22, 1939]

My decision to attack Poland was arrived at last spring. Originally, I feared that the political constellation would compel me to strike simultaneously at England, Russia, France, and Poland. Even this risk would have had to be taken.

Ever since the autumn of 1938, and because I realized that Japan would not join us unconditionally and that Mussolini is threatened by that nit-wit of a king and the treasonable scoundrel of a crown prince, I decided to go with Stalin.

In the last analysis, there are only three great statesmen in the world, Stalin, I, and Mussolini. Mussolini is the weakest, for he has been unable to break the power of either the crown or the church. Stalin and I are the only ones who envisage the future and nothing but the future. Accordingly, I shall in a few weeks stretch out my hand to Stalin at the common German-Russian frontier and undertake the redistribution of the world with him.

Our strength consists in our speed and in our brutality. Genghis Khan led millions of women and children to slaughter — with premeditation and a happy heart. History sees in him solely the founder of a state. It’s a matter of indifference to me what a weak western European civilization will say about me.

I have issued the command — and I’ll have anybody who utters but one word of criticism executed by a firing squad — that our war aim does not consist in reaching certain lines, but in the physical destruction of the enemy. Accordingly, I have placed my death-head formations in readiness — for the present only in the East — with orders to them to send to death mercilessly and without compassion, men, women, and children of Polish derivation and language. Only thus shall we gain the living space (Lebensraum) which we need.

Who, after all, speaks today of the annihilation of the Armenians?

___

Kevork B. Bardakjian, Hitler and the Armenian Genocide (Cambridge, Massachusetts: The Zoryan Institute, 1985).

The text above is the English version of the German document handed to Louis P. Lochner in Berlin. It first appeared in Lochner’s What About Germany? (New York: Dodd, Mead & Co., 1942), pp. 1-4. The Nuremberg Tribunal later identified the document as L-3 or Exhibit USA-28. Two other versions of the same document appear in Appendices II and III. For the German original cf. Akten zur Deutschen Auswartigen Politik 1918-1945, Serie D, Band VII, (Baden-Baden, 1956), pp. 171-172.

 

Source: http://www.armenian-genocide.org/hitler.html 

HT to my beloved  friend  Andrea Zanardo for this superb link!

Nobel Fisica: ora il Quantum Computing è più vicino

En attendant la Quantum Revolution.

Sarà la nuova Rivoluzione Industriale dopo il sorgere, da alcune comunità di  cacciatori-pescatori-raccoglitori, di agricoltura ed allevamento-pastorizia specie nei continenti e regioni ben dotate di specie animali adatte alla domesticazione (Jared Diamond). Il sorgere di tecnologie ed industrie premoderne nella Cina imperiale sino al suo apogeo nel 15°secolo. E la  sequenza moderna: 1 Riv. Ind. settecentesca; 2 la Elettricità-Fordismo dal 1880; e 3 la microelettroncia-postfordismo, a partire dalla discontinuità della invenzione del MPU ad opera del vicentino Federico Faggin, nel 1971.

Genererà – tra grosso modo un decennio o poco più, non so bene: specificare questo intervallo, richiede una stima fattibile, ma per la quale mi mancano alcuni elementi – una ONDA LUNGA DI SVILUPPO GLOBALE (circa 2020- 2070) centrata su Brasile, Cina, India ed altri paesi. E 3 sistemi interconnessi:

1) DOMINANT SUPPLY  SIDE; una serie di Nuove Generazioni di apparati quantum-ICT, probabilmente anche via via più biotech e nanotech, per prosecuzione delle attuali traiettorie tecnologiche e delle loro parziali convergenze, cross-fertilizzazioni;

2) il connesso (dal lato domanda indotta spontaneamente dalla spinta del tutto autonoma del PT: keynesiani andate a farvi fottere) consumismo e sfruttamento di masse “infinite” di dati: nelle arti, business, complessità, cultura, finanza (verranno fuori dei derivati pazzeschi), gioco, organizzazioni (sempre più à la Simon-Marengo: decomponibili, decentrate, integrate; con il superamento degli Stati, ma anche forti discontinuità nelle MNC, NGO, ecc.), scienze, sport, tempo libero e viaggi (questi ultimi saranno programmati\improvvisati con la compulsazione ed elaborazione di DB  mostruosi, i cui output saranno accessibili su mobile: un TripAdvisor infinito, e depurato dai trucchi via via identificati).

3) E le analisi di questi “DB infiniti”con discipline, paradigmi e tecniche (quantum humanities, q-using sciences, q statistics, q apps) ancora tutte da sviluppare: bisogna prima formare – con curricula del tutto inediti, trasversali nelle vecchie discipline che cambieranno o spariranno – gli esperti in grado di concepirle e svilupparle. Su questi aspetti di transizione quantistica delle scienze, vi era stato un utilissimo speciale di Science anni fa, che ripescherò per citarlo qui. Ad es., è facile prevedere che tutta la Organisation Science sarà rivoltata come un calzino, pur preservando alcune intuizioni di pionieri come Coase e Simon.

In culo ai climate allarmisti, decrescenti felici, eco-catastrofici ed altre api maya. Da Serge Latouche a Guido Viale.

Presumibilmente, infatti, sarà PROPRIO QUESTA (assieme e congiunta con altri sistemi tecnologici in agricoltura, energie, materiali e TransUmanismo: per quest’ultimo, cfr il Nobel in Medicina sulle cellule) la onda lunga successiva a quella passata (micro-elettronica &biotech), che ci porterà davvero fuori dalla Grande Depressione 2007-2020 circa.

WaPo

American, Frenchman share Nobel physics prize

Frenchman Serge Haroche and American David Wineland have won the 2012 Nobel Prize in physics.

The Royal Swedish Academy of Sciences cited the two scientists Tuesday “for ground-breaking experimental methods that enable measuring and manipulation of individual quantum systems.”   http://www.washingtonpost.com/world/europe/nobel-prize-in-physics-to-be-announced-by-award-panel-in-

www.washingtonpost.com

ft

Stem-cell duo wins Nobel medicine prize

Discoveries by Sir John Gurdon and Shinya Yamanaka ‘revolutionised our understanding of how cells and organisms develop’, said Stockholm assembly

http://link.ft.com/r/TWK799/308EW9/TU7NW/PF740L/A553S1/B7/h?a1=2012&a2=10&a3=9

Nick, the “cafone lucano” that gave self-assurance to Liberals

Here’s a letter to Michelle Obama.

IN THIS FILE: monte-chiaro_bio_090211 >>> MORE ON THE LETTER ISSUE: A SUGGESTED INTERPRETATION OF THE CHIAROMONTE-LIBERALS-OBAMA GENEALOGY.

Nick Chiaromonte played a bridge role, in the 1940s, between the new lib-soc interwar European culture, and East Coast Liberal, anti-Stalinist intellectuals. That was a cross-Ocean dissemination of New Left seeds; after the Columbus interchange of genes (F. Fernandez Armesto, various books) that shaped our Present, the Chiaromonte one of cultural genes that might re-open our Future.

to  MICHELLE OBAMA <info@barackobama.com>
date    12 February 2009 04:57
subject    Re: Your call to service (2009/1/12)

Dear Michelle,
I might have found something important, a hidden Italian contribution (in the 1940s, when so many Europeans had to escape to NY) to the birth, growth and emergence of a liberal culture, that is now fully deploying, for the first time ever, in your beloved husband as a President; that we feel as Our President in Italy as well, as everywhere in this cosmopolitan world (and this is another first time in History, I must say). I am about to post this idea, and this is an excerpt from the English Abstract of my post. It will appear on all 3 my blogs which are named below, with my signature. When my hypothesis will be a bit more robust, I might send an op-ed to the NYT on the subject, eventually.

ENGLISH ABSTRACT
the Secret Magister of the Novecento
the hidden roots in Lucania (Italy) of Obama’s way of thinking


NICOLA “NICK” CHIAROMONTE (1903 – 1972). Born in Rapolla, Lucania, Italia. He died in Rome.
A unique figure of a coherent,  self made and – hiddenly, behind the scenes – highly influential anti-totalitarian intellectual, with many curiosities in philosophy, a pioneering critique of Historicism and a great passion for theatre (where he believed Brecht was by far overvalued).
A pioneer of lib-socialism (although he early split in 1935, in Paris from the Rosselli brothers GL, Justice and Liberty group, for not paying lipservice to Italian nationalism and Risorgimento),  in the company of Arendt, Camus, Orwell and Weil. He fought in Spain with André Malraux’s aviation team: a real legend.
When in New York (Summer 1941-47), he played a  widely recognised Magister role in the liberal, anti-stalinist intelligentsia of the Partisan Review and Macdonald’s Politics, although he had to fight hard against a well alive marxism, yet. He was the best friend of Mary McCarthy (…).

A Maestro of the Novecento, he  found  his own Maestri in Andrea Caffi, Gaetano Salvemini and someone younger than him: Simone Weil. While he despised Gramsci as a cattivo maestro of generations.

The man with the energy and innovation, as  not only to stop the Reagan-Clinton decadence, but to establish a Liberal cultural and political “hegemony” (NOT in the awful, collectivist and retro Gramsci sense!), without antecedents in US history. It is impossible to understand where all this comes from, unless you dig deep, and also in the legacy of a man who literally came from the Nothing:  il “cafone lucano”. Point is: of the  two Nothings (Emanuele Severino), he was just coming from the Future (on a Time Machine). Thanks, Nick!
It is time to make Justice triumph. Time is ripe for the world, from Mumbai to LA to  know whom we have also to reward for the ongoing change.

The truth about such a despised and forgotten man, whose imagination, fed by Simone’s fertile one, created an Impossible Thought Experiment  – a libertarian socialism freed by Marxism – that we can now translate into a Real Experiment.

I follow every day the political battle in the US, and I am deeply engaged in doing the same in Italy. We can’t  believe yet all this is true, and all our destinies changed 180° in less than one year!
Thank you from the deep of my heart.
enzo fabio

Antikythera. UN CALCOLATORE NON PROGRAMMABILE ELLENISTICO

L’orologio di Antikythera al Museo Arch.  Naz. di Atene, nostro grab da video

antik-athinai_museum

Michael Brown sul solco di Derek de Solla Price

Google video: http://video.google.com/videosearch?q=antikythera&emb=0#

video da uTube su Antikythera http://www.youtube.com/results?search_query=Antikythera&search_type=&aq=f

una mia selezione dei video più interessanti su questo mistero.

LA SCOPERTA E LA  AFFASCINANTE STORIA DI ANTIKYTHERA, clip da History Channel: http://www.youtube.com/watch?v=1YuXjg41UwY

An amazing example of the ancient Greek tradition of complex mechanical technology (about 150-100 BC), found by Greek sponge diver Elias Stadiatos in the wreck of a cargo ship off the tiny island of Antikythera in 1900. Devices of this complexity were not attained again until the 15th century.

go to link below to see fascinating clip of the first fully functional working model of the Antikythera Mechanism in the World: http://www.youtube.com/watch?v=4eUibFQKJqI

The Antikythera Mechanism Research Project reported in the science journal “Nature” a year ago that that the mechanism is an astronomical computer or orrery used to predict the positions of heavenly bodies in the sky.

clips of interviews with Michael Wright, formerly Curator of Mechanical Engineering at The London Science Museum, and now of Imperial College, London.

then Prof. Andre Sleeswyk demonstrates how his analysis of The Antikythera mechanism helped him solve the puzzle Leonardo da Vinci couldn’t–the Roman odometer of Vitruvius.

This documentary clip is from an episode of “Ancient Discoveries” from the History Channel

http://www.dvdtalk.com/reviews/29380/ancient-discoveries/

09:54 – Nov 2, 2007 – 1 year ago –

SCHEMA 3D DELLA RICOSTRUZIONE DI DE SOLLA PRICE:

http://www.youtube.com/watch?v=qsr62p4h4Y8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=NkhodouiiCE&feature=related

L’ULTIMO VIDEO CHE FA SCALPORE: Michael Brown, Imperial College, London, mostra come funziona la “sua” Antikythera.

http://www.youtube.com/watch?v=4eUibFQKJqI

Sul lungo lavoro ed i risultati di Michael T. Brown, DA VEDERE il blog (ringrazio l’Autore per avermelo suggerito):

http://fsoso.free.fr/antikythera/

IL GRUPPO DI RICERCA AMRP (T. Freeth et al.) DELLA RIVISTA NATURE aggiorna allo stato dell’arte sul mistero storico:

http://www.antikythera-mechanism.gr/

http://www.nature.com/nature/journal/v454/n7204/full/nature07130.html

http://www.youtube.com/watch?v=DiQSHiAYt98 

http://www.youtube.com/watch?v=znM0-arQvHc&feature=related

A new paper from the Antikythera Mechanism Research Project (AMRP) is published in the prestige science journal Nature on July 31st 2008. It reveals surprising results on the back dials of the Antikythera Mechanism – including a dial dedicated to the four-year Olympiad Cycle of athletic games in ancient Greece.

The research team has also deciphered all the months on the Mechanism’s 19-year calendar, revealing month names that are of Corinthian origin, probably from a Corinthian colony of the western Hellenic world – overturning the previous idea that the Mechanism was from the eastern part of the Mediterranean. For the first time we have direct evidence of its cultural origins.

 

L’orologio-calcolatore ellenistico                

Il computer    Il computer    Il computer    Il computer    Il computer    Il computer    Il computer

Il reperto di un complesso, sofisticatissimo orologio astronomico di epoca  ellenistica di cui qui parliamo (ALTRE FOTO DEL REPERTO ORIGINALE: CorSera), calibrato nel suo ciclo più lungo sulle eclissi (76 anni), fu ritrovato presso l’isolotto di Antikythera, come spiega sopra il commento al  clip History Channel.

Esso era già stato accuratamente ricostruito nella sua interezza, dopo anni di lavoro da certosino, nel 1974 dal massimo storico della scienza contemporaneo, Derek J. de Solla Price (1922-83), che fu a lungo nel Board della “nostra” rivista Research Policy.

 Tale lavoro  artigianale di ricostruzione materiale dei pezzi mancanti e dell’intero orologio complesso, compiuto PER LA PRIMA VOLTA ASSOLUTA da questa bella figura intellettuale a tutto tondo, che fu  De Solla Price, portò  – nell’insieme degli studi – ad  una rivoluzione copernicana nella nostra idea e visione della Cultura-Madre greca e dei suoi sviluppi ellenistici. IN SOSTANZA AD UNA RIVALTAZIONE DEL LATO (in ombra: abbastanza ignoto in precedenza, o preso sottogamba)  TECNOLOGICO DELLA CULTURA E RICERCA GRECO-ELLENISTICA.

In ambienti alessandrini ed ellenistici, ora sappiamo che vi furono molti sviluppi sistematici in campo ingegneristico, specie meccanico: i nomi dei grandi tecnologi dell’epoca abbondano. La cultura tardo-ellenistica pare fosse già in procinto di evolvere dalla scienza-filosofia, verso un salto nei mondi  tecnologci virtuali, prima che il processo si  interrompesse  (mentre il cammino indipendente proseguì nell’altra regione-leader globale, la Cina – studiata a Cambridge da Joseph Needham).

Insomma l’orologiaio Alessandrino-Ellenistico (secondo Nature, di una colonia occidentale, Magna Grecia o altrove, della città di Corinto), che ha fatto il prodigio di Antikythera, e’ un po’ più avanti di Leonardo, per dirla grossolanamente (e Leonardo c’entra:  vedi sopra la citaz. di History Channel). Gli manca un Pascal alessandrino, e l’orologio potrebbe cominciare  a  diventare programmabile? Perche’ allora la grande cultura Araba attorno all’anno Mille non e’ ripartita da lì? Lo ha fatto in campo matematico, medico, ecc., ma non che io sappia nella orologeria analogico-meccanica “pre-elettronica”. WHY NOT?

FAQ. Non e’ che qui ci siano le radici comuni di 2 mancate (ellenista ed islamica) RIVOLUZIONI SCIENTIFICHE (alla Galileo-Newton) E POI TECNOLOGICO – INDUSTRIALI as well (alla Newcomen-Smith)? Altrimenti, oggi sarebbero i “nostri” fondamentalisti (Comunione e Liberazione, focolarini, Opus Dei, Parrocchie terroriste e PPP – pazzi predicatori puritani), a suicidarsi contro l’imperialismo incompassionevole del Califfato…

In ogni caso, nel 1600 Padre Ricci ci farà la sua bella figura portando (con le mappe post-Colombiane ed Euclide) gli orologi europei alla corte imperiale di Beijing: in quanto questi erano di concezione assai diversa dai pur evoluti meccanismi segna-tempo di  tecnologia endogena all’Impero di Mezzo. Forse qualche traccia di Antikythera era rimasta, dopo tutto ,  nelle civiltà sulle sponde del Mediterraneo dove la nave affondò?

Ora, un tecnologo britannico ha ripetuto – come si suol fare nelle scienze – l’esperimeno reale di de Solla Price,  anche lui con un lavoro di decenni: ma l’ha fatto nell’era uTube in cui i tempi di diffusione s’accorciano. I tempi cambiano. Ma i meriti di Derek restano a Derek! Che diamine. Del reverse engineering dell’orologiaio Alessandrino-Corinthiano, il pioniere e’ lui. Una inammissibile dimenticanza nell’articolo che segue – che noi correggiamo. NB: I Corinthians sono la squadra di football per cui tifano tutti i brasiliani di ceppo italiano, e’ il loro status symbol, identità, far tifo per i Corintihans.

Avendo già visto nei Musei copie del lavoro di Derek, vedo subito dal video che M Brown al “core” delle rotelle ha aggiunto il packaging, la scatola di legno con le manopole. 

Ii titolisti di CorSera (vedi sotto) non vanno tanto  per il sottile, e forse non sanno – non avendo letto il Genthon – che non puoi chiamare  IN ITALIANO “COMPUTER” (semmai “calcolatrice analogica non programmabile”, per distinguerla da un calcolatore elettronico analogico), una macchina che non sia programmabile – questo per convenzione e definizione. Abbiamo scoperto che chi ha caricato  a fine novembre il video  di M Brown che mostra la sua macchinetta su uT, e’  una tale Jo Marchant,  che ha appena pubblicato la sua ricerca di storia tecnologica sul tema medesimo (London: Heinemann).

Decoding the Heavens: Solving the Mystery of the World’s First Computer.

Dove (non l’abbiamo ancora letto) potrebbero esserci alcune risposte ai nostri quesiti sopra: si parla inatti di preti-astronomi babilonesi studiosi delle eclissi, che precedettero Antikythera, e di Arabi che la seguirono. Il libro, ci dicono su Amazon, e’ scritto per biografie vive; un lettore afferma:

This is not so much a book about the device, but the story of its discovery and recognition. 

The story is told as a series of biographies of the people who have helped to bring the device to light. I found the story increasingly compelling as each of the characters was brought to life.

Nello strillo di copertina si promette di più: a book that challenges our assumptions about technology transfer over the ages.

51rv3wn3ogl

BREAKING VIEW:

UN RICERCATORE BRITANNICO HA RICOSTRUITO FEDELMENTE IL MECCANISMO DI ANTIKYTHERA

Uno scienziato accende il “computer” 
inventato dai greci 2mila anni fa

L’apparecchio effettua complicati calcoli astronomici 
e mostra le posizioni dei vari corpi celesti

MILANO – Un misterioso congegno meccanico simile ad un orologio. Venne scoperto nel 1901 da alcuni pescatori nelle acque vicino a Antikythera, un’isolotto sperduto nel Mar Ionio della Grecia. Sembrava soltanto un blocco di ruggine agli occhi degli archeologi, che non diedero tanta importanza allo strano reperto ripescato da un veliero affondato. Quando però lo strano oggetto si ruppe nelle stanze degli archivi del Museo di Atene dov’era custodito vennero alla luce delle ruote dentate – gli scienziati si accorsero subito di essere di fronte a qualcosa di molto particolare. Era stato trovato il più vecchio “elaboratore” del mondo. Secondo gli scienziati del tempo il meccanismo di Antikythera era stato costruito per effettuare complicati calcoli astronomici: dal moto del Sole e della Luna nello Zodiaco a quello dei pianeti, ma anche per determinare le eclissi.

COPIA ESATTA – Si calcola che il meccanismo sia stato costruito 150 anni prima della nascita di Cristo. E’ composto da una trentina di ingranaggi in bronzo con una sottile dentatura. Gli archeologi parlarono di un capolavoro dell’ingegneria, uno straordinario reperto di tecnologia antica. Poi per un secolo più nulla (ndr – TOTALMENTE FALSO, E SCIOCCO.  Del resto si smentisce lui stesso nell’ultimo capoverso). Ora, Michael Wright, ex curatore della sezione di Ingegneria Meccanica del Museo delle Scienze di Londra, ha ricostruito l’antico apparecchio. Una copia esatta: con le stesse dimensioni, gli stessi materiali riciclati. Insomma, quasi come l’originale. E la cosa incredibile è che questa copia – teoricamente – funziona nello stesso modo dell’originale. In un video pubblicato su YouTube nei giorni scorsi, ripreso dai maggiori blog e riviste tecnologiche, il ricercatore spiega il funzionamento del computer Antikythera.

PREVISIONI – I comandi, dice Wright, sono relativamente semplici: girando una manopola, posta sul lato dell’oggetto, è possibile scorrere i quadranti sovrapposti e, dalla combinazione di questi, prevedere i vari eventi astronomici. Basandosi sui modelli dell’antica Grecia si possono anche raffigurare le posizioni dei vari corpi celesti. Sulla parte davanti di questo blocco di bronzo era possibile notare delle iscrizioni del calendario greco ed egizio mentre le lancette mostravano le posizioni della Luna e degli allora cinque pianeti conosciuti. Sul retro, invece, due indicatori: uno mostrava un calendario di 19 anni e le Olimpiadi e il secondo quando ci sarebbero state eclissi di Luna e solari.

ZONE D’OMBRA – Da decenni il meccanismo di Antikythera non ha mancato di suscitare impressione ed interrogativi presso molti studiosi. La sua reale funzione è rimasta sconosciuta per lungo tempo, il suo utilizzo e fino ad oggi stato chiarito solo in parte. Infatti, ci sono ancora molte zone d’ombra sul funzionamento di questo strumento. Nel frattempo si sa che le poche incisioni decifrate sono una sorta di guida pratica.

Elmar Burchia
18 dicembre 2008