Veneto più libero

IL POPOLO CHE INNOVA, LAVORA E RISCHIA HA DETTO SI.

Il popolo ha votato, appropriandosi dei ref. TACCIANO 1 mese x vergogna: liberali autoritari@vongole, giornalisti venduti a

 

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1- i fatti

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-10-22/referendum-lombardia-19-affluenza-oltre-30percento-veneto-quorum-superato-519percento-195216.shtml

 

“ORA AVANTI VERSO IL FEDERALISMO (CATTANEO, MANIN, TOMMASEO, STURZO, E TANTI ALTRI CI HANNO INDICATO LA STRADA)
E’ andato a votare circa il 60% dei veneti, sul 92% degli aventi diritto (l’8% risiede all’estero e non poteva votare da lì). Sono oltre 2 milioni, quasi il doppio degli elettori di Zaia del 2015.”  ~ Michele Boato su Facebook.

 

2- l’analisi

#Enzitoriale del 22 ottobre 2017

DATA IMPORTANTE PER IL VENETO, LA MEGALOPOLI PADANA E L’ITALIA preda di sanguisughe e medici più mortali della malattia.
Contrariamente all’opinione corrente di politicanti e Giornalisti di Sistema (bancario), IERI HA VINTO 1 solo Soggetto; proprio il FISICO, Foucaultiano corpo biopolitico elettorale che ha deciso, con l’integrale delle sue strategie individuali, di votare.

In uno slogan antimarxista, interclassista e di libertà:

 

Veneto avanguardia EUROPEA col 55% aventi diritto che dice: si cambia! Leadership di QUEL Veneto di popolo della prima, bella Liga Veneta, del mio bellissimo Sindaco Mario Rigo, e di Giorgio Lago.

La Asinistra SENZA POPOLO (delle grida manzoniane dei Renzi, dei bancheri Atlanti del Demonio come il politicante Franco Bassanini, della élite selezionata a rovescio e chiusa su se stessa come la Stupidentsia definitivamente rincojonita, ferma ancora al 1968 -MA BASTAAA clero peder…-  e pre-1989) prende la batosta CHE SI MERITA! Ben vi sta.
Poi la Sicilia la ucciderà, farà più strage di asini dei Pink Floyd a Berlino.
Compagni, quello di oggi Domenica 22 ottobre NON E’ in prima istanza il Popolo raccolto dalle brave giunte di Lega e Cdx; è il #PopoloImprendiLavoratore PUNTO.

La novità del momento politico è davvero grande, e molto positiva almeno potenzialmente.
Questi 2 referendum operano una faglia “giusta” (con una chirurgica, meticolosa separazione Dantesca proprio di classi buone e cattive, Mirco Cittadini) nel Sistema, proprio come analizza, argomenta (riportato qui sotto) un secondo Michele, Boldrin.
Io – diversamente da lui – votai si al referendum costituzionale piangendo come una fontana che si lasciassero le Regioni del 1970 come sono, senza un profondo ridisegno e risanamento.  Allo scopo farne alla Jordi Pujol (nella parte migliore di questo leader, a parte le miserie di noi umani) i Lego o meglio i pilastri di uno Stato nuovo.

 

3- la citazione

 

Michele Boldrin

4 hrs ·

Fra chi paga per tutti la domanda di federalismo fiscale e’ oggi piu’ forte che mai. Son certo che un simile referendum in Emilia-Romagna o Piemonte darebbe gli stessi risultati.

Che e’ una delle ragioni per cui ho votato NO il 4 dicembre, forse la principale. Pinocchio ed il suo PD non hanno proprio capito un piffero di dove vada e cosa voglia sul piano economico e fiscale quella fetta (minoritaria ma cruciale) di Italia che lavora e produce. Anche per questo e’ giusto che vengano spazzati via.
Notoriamente ho zero simpatie per la LN, specialmente nella versione Salvini ma anche in quella Zaia. Il mix di razzismo, populismo, statalismo ed ignoranza che esprimono mi provoca un senso di rigetto antropologico.

Ma sul referendum sono stato zitto per la semplice ragione che, seppur in maniera strumentale e puramente propagandistica, la mossa e’ quella giusta e la rivendicazione di autonomia fiscale legittima. Viene da un partito e da persone di cui non ci si puo’ fidare ma e’ una richiesta giusta. Anzi, ancora troppo debole rispetto a quanto sarebbe necessario e legittimo chiedere.

Ora sarebbe il caso che qualcuno che vuole far politica in Italia e vuole essere il “meno peggio” si ponesse seriamente il problema di rappresentare l’Italia che lavora e produce. Rimettendo con forza sul tavolo la questione del federalismo fiscale, senza le mediazioni ed i squallidi compromessi che l’ignoranza e la pavidita’ di Bossi accettarono per compiacere BS, Fini ed il loro elettorato parassitico e centralista.

L’alternativa sara’ Salvini a Palazzo Chigi, niente federalismo, politiche economico-sociali degne del peggior corporativismo e tante belle prese in giro di chi lavora e produce, come succede dai tempi dalla scesa in campo di BS.

Dopo qualche ora, si fa mattina.

 

Michele Boldrin

1 hr ·

Pensiero sincero del mattino: i piu’ deludenti stamattina sono quelli che, pur essendo favorevoli a federalismo e tutto il resto, ironizzano sul risultato referendario perche’ porta acqua al mulino di Maroni e Zaia.

Se non vi piace il mulino non criticate il fiume, costruite un mulino migliore piu’ a monte … o deviate il fiume.

I piu’ ridicoli, invece, sono i “sinistri razionali” che continuano a negare, con le scuse piu’ incredibili, che la % di si (anche in Lombardia, si’ anche in Lombardia) sia semplicemente enorme.

E’ lunedi e ieri, evidentemente, il campionato non deve aver offerto sufficienti emozioni.

4- il votante SI mediano (si scherza)

Il sinistrume che ieri abbiamo asfaltato in Veneto (ora passiamo il testimone ai picciotti Siciliani perché polverizzino ed incementino il cadavere), si consola e lecca le ferite che Zaia qua e là. Zaia un cacchio, scimuniti dalle bolle mediatiche di poche ore.
Lui ha un potere, limitato (per ora Salvini gli sta sopra, e se comanda il Veneto è solo perché Galan era un verme schifoso e s’è abbruciato: Tosi è stato cacciato dalla politica dai veronesi che aveva brutalizzato dimenticando la vaselina), ma quando parla rappresenta:
i) per somiglianza, pienamente una scarso 1% dei votanti, i quadri e base leghisti storici non (ancora) Salvinizzati
ii) per delega politica, meno della metà dei 2 milioni di INSORTI NELL’URNA ieri, in questa data Storica.

22 0ttobre 2017


Facciamo mica come il Pinocchio che s’è rincitrullito per mesi come avesse LUI il 40%, eh? (leggi ieri M. Sechi, List)
Se invece volete un elettore MEDIANO con 1 milione davanti ed 1 dietro, quello sono IO assieme a tanti miei simili.
_
Il veneto autonomista mediano della classe media = Def
Credente non più frequentante laico-bestemmiatore (solo per Amor di D*o ahimè non abbastanza temperato dal Timor di D*o. Qui, nella dizione del Padre, influssi Gheto Venexian e Paradiso Perduto del me amigo Adamo, no Adamo Lubrico, st’altro), buon bevitore ma solo vino buono (fav il Prosecco biologico e Vini Natural©, e.g., Enoteca Vapoliterra di SM di Negrar), no grappini all’alba non siamo trentini … tòi; ex classe operaia poi risalito Mediano sgomitando e facendosi il mazzo: azienda propria come Bepi, carriera dirigenziale pubblica o privata; spesso ex ’68 ma cmq ora conservatore, libertario solo cum juicio.
Vota più autonomia non certo per separatismo mongoloide, mangime Veronesi© per broledari. Ma perché ha ben in mente, dai suoi studi ad ingegneria gestionale (e, se ricercatore i suoi paper: ne ho sul tema) dei modelli organizzativi, un paradigma decentrato-ed-assieme-integrato, e.g., reti neurali, reti di sistemi digitali, Internet.”

 

La Repubblica – art. di Francesco Gilioli

Referendum Veneto, Rubinato (Pd) vota come i leghisti: “La base la pensa come me, vertici si adeguino”

Simonetta Rubinato è una deputata veneta del Pd. Il suo bacino elettorale è Roncade, in provincia di Treviso. Si è convintamente recata a votare al Referendum per l’autonomia del Veneto, proposto dal governatore leghista Luca Zaia.

“La maggioranza degli elettori del Pd la pensa come me. I dirigenti invece sono subalterni alle gerarchie nazionali”. “Io eversiva? Applico solo la Costituzione. Non sto dando una mano a Zaia: rispetto ai voti con i quali ha vinto le elezioni regionali del 2015, per raggiungere il quorum in questo Referendum, servono un milione e duecento mila voti in più. Non sarà la sua vittoria”.

 

Una domanda a me e Michele.

La parola agli amici Enzo Arcangeli e Michele Boldrin.

Chissà se il treno di Renzi stanotte è deragliato; e chissà se Di Maio vorrà cavalcare le autonomie.

Ottimo segnale l’esito dei referendum del Lombardo-Veneto. Ma senza maturazione di adeguate élites, anche l’autonomia rischia di entrare in un vicolo cieco. Per dire, un Veneto autonomo guidato da un novax fa caxare come l’Italia di Berlusconi Renzi e Gentiloni.
A dire il vero, mi pare che in fondo il dividendo più sostanzioso dei referendum rischia di incassarlo proprio Berlusconi!

Comments
Enzo Arcangeli
Enzo Arcangeli Aah certo, non c’è l’offerta nuova per questa domanda politica nuova e molto matura; quindi nessuno è in grado di contrastare Salvini nella Lega che si spaccherà forse (no voice: exit), ed alle prossime elezioni potrebbe incassare il Cav. Non so fare ora tutti gli scenari, ma può essere.
Enzo Arcangeli
Enzo Arcangeli Ma adesso, e non per molto il ferro è caldo perché la gente comune sa che atto ha commesso, la sua forza intrinseca ed il sasso nello stagno; e sta in campana a vedere come l’offerta risponde.

 

Enzo Arcangeli

Enzo Arcangeli e come dice Michele, i sentiments in molte regioni sono simili, quindi anche là si sa di aver vinto. Non a caso la put*ana impestata marcia de Il Mattino di Napoli (da dove proviene l’imbecille del Sole 24) oggi titola: i veneti vogliono rubare soldi al Sud. Per evitare il contagio catalanooccitanoveneto a Sud.

Michele Boldrin
Michele Boldrin Siam d’accordo, Biagio. Il problema delle elite politico-sociali e’ il problema vero, quello che alla fine ponemmo (fallendo) con Fermare il Declino. Ma che noi si abbia fallito non elimina il problema che e’ plateale e sempre piu’ grave: esiste, solida, una domanda sociale di cambiamento nella direzione allora indicata. Ma e’ completamente assente la forza politica capace di incanalarla in una direzione positiva e quella domanda si disperde in follie indipendentiste, libbberismi da strapazzo, doppie monete, dagli all’immigrante e via dicendo …

 

 

Trumputin

ALL’ARMI son FASCISTI

 

faireyicahope
Cara Consuelo Trevisan e cari amici,
ieri io non sapevo ancora che una narrativa dominante del fascista prossimamente alla Casa Bianca Steve Bannon (come spiega sul New Yorker Ryan Lizza in modo chiaro e convincente, https://www.newyorker.com/news/news-desk/steve-bannon-will-lead-trumps-white-house) è la congiura dei banchieri ebrei globalisti, nottetempo alleati ad Obama:

Bannon injected Trump’s speeches with language about global élites and bankers. Clinton “meets in secret with international banks to plot the destruction of U.S. sovereignty,” Trump said in an October speech that was so disturbing in its coded anti-Semitism that the Anti-Defamation League spoke out against it. Trump’s final TV ad of the campaign combined excerpts from the speech, decrying “those who control the levers of power in Washington,” with images of George Soros, Janet Yellen, and Lloyd Blankfein, all of whom are Jewish. “This needs to stop,” Jonathan Greenblatt, the head of the A.D.L., said in a statement.

Qui siamo all’Hitlerismo docg da discorso alla birreria di Munich. Al confronto, l’antisemitismo della Jihad  sarebbe all’acqua di rose, se non andasse oltre il discorso, alle armi.

Anch’ió chiamo alle armi le persone conservatrici o liberali, populiste, socialiste o altro di buona volontà. FERMIAMO TRUMPUTIN, ricacciamolo nel suo grattacielo – fogna. Facciamogli guerra con ogni mezzo lecito, anche un impeachment al mese.

 
A questo punto io cambio completamente il mio sistema di alleanze politiche “dal Centro”, non per mio ghiribizzo (ero ben contento di seguire i cari FHC e Vargas Llosa verso una buona Destra) perché è la realtà a cambiare a 180° con le elezioni a sorpresa e – molto peggio, ad un N.mo populista moderat0 avremmo riso in faccia  – una Casa Bianca neofascista, mica solo un suó consulente, con possibile deriva NAZISTA.
Come lib-soc, i miei primi alleati da oggi sono sempre Obama, la Merkel e Juppé come prima; e ora, quando passo in Italia, anche quello scemo di guerra di Renzi (il Cav ha pure licenziato il bravo Parisi…).
La brutta nana Brunetta
ha chiuso il duello a Sky comtro Giachetti con:
“Basta essere. politicamente corretti, basta disquisizioni sul merito, votiamo tutti NO per cacciare Renzi.”  E quanti coglioni, anche cari amici van dietro al pifferaio nano.
Io voglio che Renzi resti. Non voglio né il Trumputinian9 Salvini, nè una marionetta   Orwelliana di Casaleggio Jr o Di Maio – Grillo – Raggi. Altri nani da giardino.

Non rifaccio Stalin che divide la sinistra per mandare su Hitler: quello era proprio l’obiettivo primario di Stalin, FOTTERE la Repubblica di WEIMAR, mica un suo errore!

 

Enzitoriale, 8 dic. 2014. Per un Assolutismo illuminato

In morte della democrazia.

Per un AI, Assolutismo Illuminato

Podemos, volemos farci infinocchiare dall’ultimo populista ignorante e furbastro che passa per la via? Eh no, eh!

unclesamEssendo i liberismi, e soprattutto, miserabilmente, nell’ignominia i socialismi falliti ambedue (ovvio: eran gemelli monozigoti) in modo clamoroso. DEFINITIVO!

E non emergendo ancora sostanziali novità nel mercato politico (in quello delle idee e della ricerca si, eccome!), fioriscono i populismi più sciatti ed a contenuto 0. L’aveva detto SUBITO il più grande storico vivente, Wallerstein nel 2008: siamo in una nuova Grande Depressione  e si confronteranno di nuovo 2 famiglie di progetti politici per il consenso (come i Keynesismi Mussoliniani versus Roosveltiani tra le 2 guerre),

> i post-socialisti

> ed i neo – populisti.

E’ proprio così, se includiamo i fascismi (specie quello Jihadista, con una platea di 1 miliardo di stronzi) nei post-socialisti.

Ed escludiamo come irrilevanti i decotti liberismi (che la leggenda della Intelligentsia Stalin-Togliattiana EGEMONE nell’Accademia  globale, vorrebbe essere specularmente egemoni: ma il NEO-LIBBERISMO conta meno del 2 di cope con briscola a spade. L’Accademia KGB-PostStaliniana invece è inamovibile e controlla ovunque tutto nella produzione cul-turale. Non le sfugge nemmeno un posto di ricercatore a Jus, univr).

Il socialismo è morto già 3 volte: nella economia di cartone ben analizzata dagli studi comparati (e ricordo pure uno splendido libretto della compagna operaista Rita Di Leo), a Bad Godesberg (ove lo ha rigettato suo Padre stesso, il PSD tedesco che s’era inventato un Marx dal nulla) ed a Berlino – novembre 1989. Ma troppi sono gli intrecci e le irreversibilità che i post-socialisti hanno stretto con lo Stato Nazione in declino definitivo (Martin van Creveld 1989, The Rise and Decline of the State. Cambridge UP) ed il 66% della popolazione assistita. E’ DeadMovementWalking per qualche decennio ancora, poi basta socialismi, se Iddio vuole.

Evidentemente la crisi ha ottuso, rincoglionito le menti, se la gente (e pure brava gente! Anche amici cari …) da credito a questi arrivisti, mentecatti e sciamani di sest’ordine. Come il tragicomico genovese sgonfiato da Renzi, la putiniana Le Pen, Podemos, Renzi – CavBis (il più moderato della lista populista quindi il più pericoloso: fosse per lui rifarebbe la DC senonchè non può: non ci son risorse, siamo nell’era dei Trente Merdeuses e non c’è trippa per i gatti in siesta degli Stati Sociali), la puttana Salvini, Tsipras e UKIP.

La causa ultima di questa deriva populista?

E’ fallita\finita l’educazione, motore stesso del Moderno: la macchina a vapore che ha sollevato le menti.

Quindi la democrazia non esiste proprio più. Non è che sia in crisi: un c’è. Niente nostalgie: non c’è tempo da perdere! I populismi postmoderni, in collaborazione\conflitto e SIMBIOSI con merde secche del millennio passato:

– come il Cristianesimo Costantiniano (mi riferisco qui alla lezione di Simone Weil, specie quella della “Lettera ad un religioso” e di “Enracinement”),  

– Islam e Jihad,

potrebbero gareggiare col peggio della mostruosa Modernità, sinora il peggio di preistoria e storia: i 100 milioni di vittime dei democidi comunisti (Stalin e Mao), la Shoà.

Occorre lavorare sodo, ricostruire élites per ripristinare regimi assolutisti illuminati, fondati stavolta sulla Scienza  – anziché su Libri Sacri buoni solo a pulirsi l’ano, se la carta è Fabriano.

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PS Intanto rileggiamo La Repubblica di Platone (che NON era comunista), Giacomo Leopardi e (appena ripubblicate da Fede & Cultura www.fedecultura.com, casa editrice veronese sanamente catto-reazionaria) Le serate di San Pietroburgo di Joseph de Maistre, ispiratore del sublime a-moderno Charles Baudelaire – io li ho sur le chevet. Con le Oeuvres scelte di Simone Weil, i diari di Etty Hillesum ecc.

Very Bad #Keywords. Ragione neoliberale: va in mona de to Male

Parolacce: D****a, Liberismo, Ragione Neoliberale 

Come ha argomentato in modo chiarissimo e rigoroso Alberto Bisin nel suo recente libriccino, si può – qui solo indicativamente: è un lavoro importante DA FARE, che ci ripromettiamo di compiere qui – ampliare un ragionamento parralelo e talora simile, a tutte le sfere dello scibile disumano e dell’agire imPolitico.

Ad esempio, quelle bad keywords nel titolo. E’ il totalitarismo coi suoi scribacchini che instilla nei suoi sudditi:

2013_01_03_masanjia(1 dei + famosi)

1. Gombloddismi per il popolo bue. Qui gli specialisti di sempre resteranno quei paciocconi, simpaticoni del Kgb (a parte Carlos, sanguinario puro): non trassero vantaggio dalla loro totale sup. spionistica org., psy e persino tecnol. nel ramo, perché caddero nelle loro stesse trappole complottarde, ahah!
Imbecilli al cubo. Gli s’eran gramsci-togliattate le sinapsi.

2. nozioni confuse, ossessioni indefinite del Male come:

LIBERISMO, NEO- LIBERISMO EGEMONICO, RAGIONE NEOLIBERALE.

ll tutto instaurato da un attore ed una bottegaia: cavolo, Re&Th avevano poteri da SuperDio, SuperWoman?

L’intelligentsia scalda-cattedre social-Togliattiana ASSOLUTAMENTE EGEMONICA era in letargo? Per decenni?

In questo secondo ramo, abbondano gli specialisti – ad es.: Agamben, Alter Mondialisti, Civati e Cuperlo, critici della Tecnica, fenomeni da circo fenomenologico (Lévinas et al. ‘Continentali’ seri esclusi), Foucaultati di Khomeini innamorati, Leghisti Putiniani, Negri, PostModerni come gli ultimi mohicani, Trotskisti per morte dell’ultimo neurone (Stalinisti immemori, a loro insaputa), etc.

Infatti un MONA oggi sulla Boston Review, tale GP Balocchi, racconta che negli anni ’90 a Porto Alegre era tutto un fiorire di democrazia partecipativa. Dimentica che c’era il PT, Partito Trotskista di Lula in formazione. E buganse nel sarvèlo el gà.

Foto: il laogai di Masanja (Cina) mi ricorda molto Dachau. Campi di lavoro nazional-socialisti sono.

NANI STALINIANI

Nani.
FASCISTI GRAMSCIANI:
RAGIONANO COI LORO ANI.
Peppe Vacca: “Se Renzi vince lo espelliamo in 2 mesi” Ta morti cani.

 

Caricatura da http://marcotonus.blogspot.it/2011/03/sardi-italiani.html

La mia ratio pro i 10 punti di @FermareDeclino

‘STI POST  LIBERALI, ma che vonno mai?

Come molti di voi ormai sapranno: si sta formando proprio in queste settimane in Italia tutto un nuovissimo raggruppamento politico dal basso, direi più post-liberale che neo-lib (certo: almeno non nel senso che a quest’ultima etichetta di fantasia dà un marxista, un negriano o un alter-globalista col “culo in pista” – citazione di Mauro Rostagno), attorno ad Italia Futura “di” Luca C. di Montezemolo e Nicola Rossi, e “Fermare il declino” promosso tra gli altri 250 da Oscar Giannino e noi di Noise from Amerika; ed arrivato a 20.000 firmatari in un attimo. Talmente “post” da non ricadere più nelle dimensioni tassonomiche 1789 “dx-c-sin”, ma semmai in quelle “merito-rendita” “sviluppo-ristagno infelice” etc. Per questo tutti i politologi e commentatori che ci collocano al Centro (con Cacciari Casini Fini Passera e Rutelli), resteranno sorpresi (o almeno: LO SPERO  PROPRIO!).

Ecco un mio primo ragionamento, e sotto i link ad alcuni siti rilevanti in questo dibattito in vista delle elezioni 2013 e del post-berlusconismo.

3 teoremi empirici economico-civici

1 L’italia ha bisogno impellente di crescita; non ha altra via CONCRETA per ridurre il NON SOSTENIBILE rapporto D/PIL pari ad 1,2, che CRESCERE. Se escludiamo idee argentine peregrine, con costi mostruosi di affamamento e morti per inedia, ad es. quelle proposte dal mio carissimo, fraterno amico François Chesnais, o dal coerente anti-€ Paolo Savona.

2 Vi è però tutto un concorso sistemico, precisi INTERESSI DELLE CLASSI redditiere (la gran maggioranza dei ricchi, specie i non meritevoli; i ceti medi parassitari e poco o del tutto non-lavoratori; moltissimi: quasi tutti i poveri e lumpen, con le loro note asimmetrie regionali nella nota e studiata geografia dell’assistenza), a tenere l’italia fuori dal concerto mondiale della crescita.

3 L’unica soluzione che liberi i mai sopiti Spiriti Animali del capitalismo italico e consenta – lottando contro le Rendite anzidette – la ripresa (entrare nella prossima “Onda Lunga di Kondratiev”, dopo che abbiano perso quella della microelettronica ca. 1970-2010), è dimezzare nel giro di 1 o max 2 generazioni, il peso dello Stato sulla società. Dall’attuale 60% ad un 30% fisiologico nel modello franco-padano-renano. Togli l’osso ai cani, e li affami.

In più non liberi SOLO gli “Spiriti Animali”. Chi critica x economicismo i 10 punti di Fermare il Declino è un MONA CROCIANO, ha fatto il Liceo ed ha la testa-da-c°°°o ormai formata per tutta la vita, almeno finché non va a depurarsi a fondo nella meditazione.
Abbassare lo Stato da 60 al 30% comporta liberare:

a) tutti gli individui-sudditi (creare basi materiali dei “diritti” che secondo i Crociani non ci sarebbero nei 10 punti: analfabeti!); e

b) le loro reti, la Società Civile che può farsi gli asili (vedi ad es.  il caso di Bolzano, dove c’è la max natalità in Italia seguita da Trento; ed anche questo è invertire i declini: quello civico-urbano, comunitario e demografico) senza stato né sussidi: solo cooperazione e mercato. Supportate da solidi servizi di volta in volta, per principio di auto-organizzazione e sussidiarietà (non fare in alto ciò che puoi fare in basso): beni privati, Commons (alpini civici o digitali),  socializzati o prodotti dal pubblico.

LETTURE, LUOGHI della rinascita di Animal Spirits civici, sociali, imprenditoriali e cooperativisti nel BruttoPaese.

Per cominciare i 10 punti programmatici qui discussi: 10 proposte.

Sudditi” eBook (o anche nelle librerie) a cura di Nicola Rossi, la miglior introduzione a tutto il discorso liberale – post-lib nel contesto storico-istituzionale italiano.

Fermare proprio, chiudere il Liceo Classico: https://www.facebook.com/groups/principedanimarca/ ed il libro omonimo di Carla&Cesare, sulla max entropia del Liceo Classico ed il suo CONTRARIO nella pedagogia di strada

Fermare il Declino:

– la conversazione su Twitter: @FermareDeclino e la mia  lista https://twitter.com/#!/nonnoenzo/fermiamo-il-declino

– su facebook: https://www.facebook.com/fermareildeclino

– g+ (ma esiste ancora?) https://plus.google.com/110629899602005681059/posts

– linkedin: http://it.linkedin.com/pub/fermare-il-declino/57/51/5ab

– Oscar G. ed il principio di sussidiarietà: una-macroregione-nord-perche-rinasca-dal-basso-uno-stato-sussidiario

– http://noisefromamerika.org/

Save private Julian Assange

Wikileaks is under global attack by bipartisanly corrupted politicians, such as the bloody Hillary Clinton (her  sucked Bill did a lot of advertising in the 1990s of Internet as “end of history” definitive freedom; this couple of bastards definitely SUCKS). Meanwhile, a Swedish nazifeminist wh*** pretends she has been raped by Julian (while the opposite is much more likely).

Today libertarian pirates counter-attacked, by blocking Mastercard site. On these dynamics, a good paper is:

Evg. Morozov on the  Christian Science Monitor (http://www.csmonitor.com/layout/set/print/content/view/print/347920)

Also in Italy, as everywhere we organise Julian’s defence and our counter-attack as angry citizens. INCAZZATI!

Join your signature\ aggiungi la tua firma qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/07/salviamo-il-soldato-assange-firma-la-petizione/80722/

100.000 siti replicano WL!

Tle volte tlentatlè mila siti specchio tlottelellavano lentamente giù da Tlento, tutti tle per tlentatlè mila tlottelellando e i più alditi bestemmiando: quanto lavolo ci dà sto intlepido assange, e non ci paga neanche tle flanchi pel andale a belci un tè caldo al bal.

Sacco, Vanzetti and Wikileax

BASTIAN CONTRARIO

An intro. reading to wikileaks wave’s impact upon the Social Ocean: Evgeni Morozov on the  Christian Science Monitor (http://www.csmonitor.com/layout/set/print/content/view/print/347920)

WL was a bubble:  HARDLY ANY REVELATION worth something (just a few, and on marginal, or sometimes important details). The new leaks “storming” (?) the US diplomacy: http://www.guardian.co.uk/world/2010/nov/28/us-embassy-cable-leak-diplomacy-crisis

and on Der Spiegel, El Pais, NYT, Le Monde. BLOG on what’s happening NOW: http://www.guardian.co.uk/news/blog/2010/nov/29/wikileaks-us-embassy-cables-live-updates

OR, follow #cablegate  on Twitter.

Nov. 29,

1pm AhNazinejad’s press conference: he claims the cables about Iran were deliberately leaked by the US.

12:35pm Greenwich

abhic4ever abhijeet chandwadkar 

RT @Mehmal: RT @everflux: If they get Assange before bin laden we all know the real priorities. #cablegate #wikileaks
The Guardian blog excerpts:

12.03pm: There’s been lots of reaction all over the world so it’s high time for a summary.

• Senior US politicians have launched a series of scathing attacks against WikiLeaks. US Republican senator Peter King, chair of the House homeland security committee said Wikileaks should be treated as a terrorist organisation (…)
• The UN pointedly reminded the US that the UN is supposed to be treated as inviolable, after the cables showed diplomats had been ordered to spy on the UN leadership (7.23am). Britain’s former ambassador to the US, Sir Christopher Meyer, said it was wrong to interpret the cables as an order to spy, a point challenged by Guardian editor Alan Rusbridger (8.30am).

(…) (SCAMPATO PERICOLO:)

• Silvio Berlusconi laughed when he was told about the cables (9.09am).

11.28am: Der Speigel, one of the five media organisations including the Guardian to have had access to the cables, has a new roundup of the reaction.

It says one of the few countries which may stand to benefit from the revelations appears to be Israel.

“These (disclosures) don’t hurt Israel at all — perhaps the opposite,” Giora Eiland, a former national security adviser to ex-prime ministers Ariel Sharon and Ehud Olmert, told Israeli radio. “If there is something on the Iranian issue that, in my opinion, happens to help Israel, it is that these leaks show that Arab countries like Saudi Arabia are far more interested in Iran than they are in the Israeli-Palestinian conflict.”

Our Nov. 28 EDITORIAL (in Italian)

E’ TUTTO UN BLUFF, rivelato nulla, ma la reazione viscerale della diplomazia americana (e non solo) a Wikileaks, unita al fascismo innato ed “innocente” del cittadino americano comune, che vuol “giustiziare” i (non cittadini americani, NOTABENE) pirati campioni di anarchia Internettica, mi fa pensare che:
1) nonostante gli esecutori materiali siano stati gli odiosi nazisti di Bin Laden: quella si gente da sterminare, che gli americani e Blairiani continuano a “non trovare”, chissà?
2) Il Ground 0 l’America (almeno la sua parte più schifosa ed untuosa, coi suoi tè di fango, Mud Parties) se lo sia  MORALMENTE meritato.

E se ora toccassero Assenge? Sarebbe 1 dejà vu. Normali metodi da amici intimi delle mafie,  commercianti di armi & droga, intelligence che se la intende con la intelligentsia (ricordate i soldi CIA a tutti i socialisti libertari nel mondo, meno uno?), rapinatori, rapitori, terroristi di Stato (che hanno messo a soqquadro l’Italia degli anni ’70, nella lunga serie di azioni sovversive nel mondo democratico, che in nessuna definizione HA MAI INCUSO GLI USA) e torturatori, no?

Sacco e Vanzetti!

DO YOU REMEMBER THEM,  Mud-Party YANKEE?

Ma l’ITALIA, why scomparsa o mai apparsa in W-L? Ossia, a monte, dalla diplomazia americana?

Morale di wikileaks, che snobba l’Italia e non ha rivelazioni sui nostri pagliacci, solo ciàcole di TERZA mano. Dopo la caduta del muro, la “portaerei yankee nel Mediterraneo” ha perso l’ancora americana, non gli frega più a nessuno. Infatti anche  l’ancora siciiana fu tagliata nel 1980 circa, con la rottura Corleone-NYC che poi diede luogo al dialogo fruttuoso Buscetta-Falcone (inizio della guerra dello Stato ai Corleonesi): oggi abbiamo una Sicilia più Libica che vicina a Cosa Nostra di New York (o almeno così fu nel trentennio corleonese).

LA PETITE DIFFERANZA TRA I E II REPUBBLICA

C’è solo une toute petite différance: nella I Repubblica, per la maggior  parte della sua durata il massimo uomo di potere DC, Andreotti, era contempraneamente  il Presidente di Cosa Nostra (al 3° e max  livello). Fece ammazzare prima Moro e poi il gen. Della Chiesa per questo, oltre ad un impavido giornalista.

Nella II Repubblica, la mafia ormai autonoma dal Politico, riorganizzata e stragista, mette avanti un suo prestanome di Arcore. Ma questo non conta un cazzo nella mafia – è solo un efficace esecutore; inoltre, non ha più i complessi legami andreottiani globali (dalla Casa Bianca ai più spietati terroristi; tramite ambedue col kremlino): è un dilettante che nella sua imbecillità congenita, crede di flirtare con Qaddafi e Putin; che manco se lo inkulano, il nanetto. C’est la decadence.

COMPRATE E LEGGETE L’ESPRESSO DI DOMANI, VENERDI 27 agosto.

DAL SITO DE L’ESPRESSO:

di Lirio Abbate
Il pentito Spatuzza lo indica come l’uomo che mise i Graviano in contatto con Berlusconi e Dell’Utri. E i pm adesso vogliono capire il ruolo del presidente del Senato. A partire dalla sua attività di avvocato civilista per alcuni boss
Video – Spatuzza parla di Dell’Utri e Berlusconi
Leggi – Il memoriale del pentito: “La mia verità”
Dall’archivio (30 giugno)  – Chi ha paura delle sue rivelazioni?

Giustizia & impunità | di Redazione Il Fatto Quotidiano

26 agosto 2010

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Nei verbali di Spatuzza la storia di Schifani
che fece da tramite tra Berlusconi e i Graviano

La notizia sarà pubblicata sul numero dell’Espresso in edicola domani. Le dichiarazioni dell’ex killer di Brancaccio sono al vaglio della procura di Palermo. Il senatore non risulta indagato

Ci fu un tempo in cui il senatore Renato Schifani non si occupava di politica. Faceva l’avvocato, civilista, e in questo ruolo agganciò spregiudicate conoscenze con uomini vicini a Cosa nostra. Erano i tempi in cui esibiva con orgoglio l’ormai mitico riporto in testa. Anni Ottanta, inizi dei Novanta. Epoca in cui l’allora intraprendente legale, che da lì a poco sarà eletto nel collegio siciliano di Altofonte-Corleone, avrebbe ricoperto un ruolo di prestigio, mediando i rapporti tra i fratelli stragisti Filippo e Giuseppe Graviano, e il duo Berlusconi-Dell’Utri. La notizia viene riportata sul numero dell’Espresso in edicola domani. A firmare l’articolo è Lirio Abbate, ex cronista dell’Ansa che l’11 aprile 2006 fu il primo a dare la notizia dell’arresto di Bernardo Provenzano. Si parla di “ombre inquietanti” che emergono dal passato. Di “spettri” ripescati dentro a trent’anni di storia di un uomo che ha girato i tribunali di mezza Italia difendendo i patrimoni dei boss mafiosi.

Ombre e sospetti riportati a galla dalle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza. L’ex killer di Brancaccio, scrive l’Espresso, l’ottobre scorso davanti ai giudici di Firenze avrebbe parlato proprio di questo. Frasi messe subito a verbale e girate, per competenza, alla procura di Palermo. Documento top secret. Ma solo a metà. Una parte di queste pagine (le meno compromettenti) sono state messe agli atti del processo al senatore Marcello Dell’Utri (condannato a sette anni per concorso esterno).

Lo spunto, dunque, esiste. Saranno i magistrati a sviscerare il tema. Il procuratore Francesco Messineo ha già dato l’incarico agli aggiunti Antonio Ingroia e Ignazio De Francisci e ai sostituti Nino Di Matteo e Paolo Guido. Secondo quanto riporta l’Espresso, i magistrati hanno già messo a punto una strategia segnandosi le persone da sentire. Non c’è solo Spatuzza. Ma anche Francesco Campanella, ex segretario dei giovani dell’Udeur, già delfino di Mastella, ma soprattutto colletto bianco in nome e per conto della famiglia Mandalà. Quello stesso Campanella che grazie ai suoi appoggi nel comune di Villabate ha falsificato la carta d’identità con cui Provenzano è andato a Marsiglia per sottoporsi a esami clinici. L’elenco, però, prosegue e spunta il nome, al momento top secret, di un imprenditore condannato per riciclaggio che nominò lo stesso presidente del Senato socio in una sua impresa.

Insomma, l’ennesima gatta da pelare per Berlusconi e il suo stato maggiore. Nulla, ovviamente, è ancora stato scritto. Tantomeno Schifani risulta indagato. Ma su di lui pesa un’inchiesta (poi archiviata nel 2002) per associazione mafiosa. Indagato per tre volte, e per tre volte archiviato. Eppure le carte restano e come ha rivelato il Fatto, incastrano Schifani quantomeno a precise responsabilità politiche. A tirarlo in ballo è infatti il pentito Salvatore Lanzalaco per un appalto pilotato dalla mafia. Il sistema, come spiega Abbate, era semplice: “Lo studio di progettazione di Lanzalaco preparava gli elaborati per le gare, i politici mettevano a disposizione i finanziamenti, le imprese si accordavano, la mafia eseguiva i subappalti”.

Per Schifani, quindi, la situazione non è delle migliori. Con nuovi elementi d’accusa l’inchiesta potrebbe essere riaperta. E in questo caso gli elementi d’accusa pesano e non poco. Visto che Giuseppe Graviano è lo stesso che nel 1993 orgnizzò le stragi di Romna, Firenze e Milano e che subito dopo confidò a Spatuzza di essersi “messo il paese nelle mani” grazie alla colaborazione di Berlusconi e Dell’Utri.

La triangolazione Graviano-Schifani- Berlusconi, a quanto scrive l’Espresso, parte, poi, da molto lontanto. Dagli anni Ottanta. Periodo in cui il presidente del Senato tra i suoi assistiti aveva Giovanni Bontate, fratello di Stefano Bontate, il principe di Villagrazia ucciso a Palermo nel 1981 e che poco prima di morire era salito a Milano per investire 20 miliardi di lire. Denaro dei clan, di cui però si sono perse le tracce. E sotto la Madonnina, stando alla fonte anonima citata dal settimanale, Schifani ci veniva già a metà degli anni Ottanta per fare visita a Dell’Utri e al premier. Incontri cordiali in cui Berlusconi aveva il vezzo di chiamarlo “contabile”. Chissà perché?

fonte: Il fatto Q. – http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/26/nei-verbali-di-spatuzza-la-storia-di-schifani-che-fece-da-tramite-tra-berlusconi-e-i-graviano/53351/


onore delle armi al Nemico Late-Imperialist Kossiga

Assassinio Masi 1977: Kossiga pulotto en travesti, con la Beretta cal.9 d’ordinanza (FORATTINI)

Nando Della Chiesa:

Sarò onesto, Cossiga non mi mancherà

Il Battaglione Sassari renderà l’onore delle armi al “concittadino”. Ma, si chiede l’amico Michele Boldrin: di che si sta parlando? Chi è sto Uomo di Stato? I giornali di oggi, 18 agosto

titolano della scomparsa di un “grande uomo di stato”.
Mi devo esser perso qualcosa: di chi parlano?

Ed io su fb gli ho risposto in 4 e 4 8 , poi qui amplieremo la cosa presto  – dopo un pò di ripasso, nel senso del vino:

Parlano di:

1 Gladio (fascistelli di complemento, semmai Secchia…);

2 P2, di cui lui s’è sempre VANTATO ANCHE ORA;

3 la polizia di Roma che spara travestita da autonomi ed ammazza Giorgiana Masi il 12 maggio 1977, un giorno di raccolta firme per dei referendum a P. Navona; K prima dice che non c’erano agenti in borghese, poi incalzato dall’Espresso (e Forattini che lo dipinge Autonomo), si scusa al Parlamento; ma ovviamente l’obbediente poliziotto resta IGNOTO (alla sua morte avrà la Montagna BiancoFascista di P. Venezia tutta x lui; finché le Belle Arti, o i bei cinturati Pacifisti Islamici non la faranno implodere).

4 Soprattutto:  il regista dell’assassinio di Moro per conto delle Grandi Potenze (un capolavoro, ma lo aiutavano esperti seri; lui cmq OTTIMO coordinatore, sempre molto rilassato in quei 55 giorni di illegalità golpista – testimonia anche l’edito del Manifesto di oggi). Poi gli verranno capelli bianchi e le chiazze sulla pelle, per il rimosso di uno dei più vili assassinii politici contemporanei.

5 Sul conto positivo – dicono gli estimatori – il “discorso di Edinburgo” del 1990 in cui si accorse che era caduto il Muro e pare gli altri fossero invece distratti: veramente i nazisti di Pretoria avevano già liberato in fretta e furia Mandela!
Però lui fece un’apertura al pci, basta conventio ad excludendum (dopo che aveva strozzato Moro CON LE SUE MANI, DI FATTO; Andreotti è stato assai DEFILATO ed ambiguo nei 55 gg.), adesso Washington mi autorizza. Infatti lo autorizza qualche anno dopo, a cacciare i pacifisti e troppo pignoli Prodi e Bertinotti; metter D’Alema “Premier”, per il flusso di bombardieri su Belgrado (che ALLORA non faceva più nulla, si difendeva inerme), che il Pentagono e chi altro AVEVA GARANTITO ALLA MAFIA SERBO-KOSSOVARA (una delle più potenti al mondo: ora controlla la coca sull’Atlantico e la vende a camorra e ndrangheta, battendo sul prezzo gli spagnoli).
Una gran brutta storia kossogara e kossivara. E di “Late Victorian Imperialism” che si ripete 1 secolo dopo coi cuginetti d’Oltreoceano. Però, nel contesto, K ERA uno statista – aaah, su quello non c’è dubbio. Non una nullità alla Bisaglia De Mita Forlani o il Piccoli imbriago.

Foto: Teatro Sistina, febb. 1977. In questo momento, 1 anno prima, PER SICUREZZA  Kissinger e Gelli non gli hanno ancora comunicato che deve far fuori l’esimio collega A TUTI I COSTI, A CARTE FALSE, A SOSPENSIONE PER DECRETO DI TUTTA LA GIUSTIZIA ROMANA ecc. ecc.

oggi 19 agosto su il FAtto Q: un articolo “contro” di Massimo Fini ed ancora pro di LUCA TELESE:

Picconate al picconatore.

Mio commento ora:

Scusa Luca, d’accordissimo NON DEMONOLOGIA, ci mancherebbe!
Ma non ho capito la tua parentesi: non fu mai P2ista. Mi entra in opposizione con 2 evidenze Lapalisse:

1) l’ho appena risentito a Radio Radicale, nella loro notte celebrativa, rivendicare in pieno ed apertis verbis – nel 2000 in particolare – la P2 COME TALE, LA SUA AMICIZIA con Gelli (lui, ovvio, minimizzava che voleva il corriere a favore del suo governo e andò dal legittimo proprietario), e disse anche che quando incontrava un altro P2ista tra loro non sapevano di essere consoci; infine, di essere di famiglia massonico-risorgimentale. Più confessione di così! Davvero non era negli elenchi?

2) In ogni caso tuta la sue gestione CRIMINALE dell’Affaire Moro, LA COSA E’ PIU’ CHE ACCERTATA, fu in combutta anche con la P2 (ma io credo dal suo INTERNO), mirando che le BR lo ammazzassero. QUESTO è 1 fatto: anche se non decisivo al 100% sulla sua tessera.