Listen to track in TIDAL – Chuck Berry: Johnny B. Goode. RIP the coinventorvof the rock and roll!

https://tidal.com/track/2972545

What if everything you know is wrong?

One of the nice things about working in counterintelligence is the acceptance of the notion that some things are not quite what they seem to be. (One of the bad things is that it can make you weird…

Source: What if everything you know is wrong?

Da Michele, Stoke Newington

The long-awaited opening weekend of Naples most famous pizzeria, often billed as “the best pizza in the world” I was super excited to get the chance to finally taste this pizza. If you&…

Source: Da Michele, Stoke Newington

Books to look out for in 2017

https://www.ft.com/content/ea05fde2-d33c-11e6-b06b-680c49b4b4c0

Maggie by David Cannadine.
Richard Florida on urban crises.
The amazing NYC Trilogy Author, back to a novel after a 7 years pause: 4 3 2 1.
New interpretations on the Communist putsch in St Petersburg, 100 years later: more focus on the role of war, Germany and foreign powers – intelligence.
Etc. etc.

Who Is Steve Bannon?

A moderate but clear critique from the wsj.
If Bannon will use from the White House his fascist Breitbart like Putin does with RT, he won’t help Putin to get things through lawmakers, and eventually being re-elected.
Notabene: a Constitutional differance between Russia and the US.

http://www.wsj.com/articles/who-is-steve-bannon-1479254631

Prologue à La connaissance surnaturelle

Simone Weil

72 anni fa, oggi 24 agosto la filosofa platonica e mistica Simone Weil moriva in un sanatorio di Ashford, cittadina nel cui cimitero è sepolta. Della sua vita mistica non conosciamo quasi nulla se non questo testo allusivo, il “Prologue”.  Simone, che sapeva sin troppe cose (anche di morire presto, e che sarebbe venuto un Monsieur. X, poi furono Albert Camus et al., a pubblicare  i suoi quaderni personali), aveva raccomandato alla madre di mettere il testo  qui riprodotto a mo’ di Prefazione ai Quaderni. Nel testo, “Egli” è palesemente una figura di Cristo se non di più: o Cristo stesso o, per dirla con Pietro Citati (nei suoi due amorosi art. del Corriere, ora raccolti nella sua antologia critica), quello del suo foro interno.

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Prologue à La connaissance surnaturelle
Simone Weil, Marseille – New York 1941-42. Versione n.3, traduzione enzo f. arcangeli

Egli entrò nella mia camera e disse: “Miserabile chi non comprende nulla, chi non sa nulla. Vieni con me e t’insegnerò delle cose che tu nemmeno t’immagini.” Lo seguii.
Mi condusse in una chiesa. Era nuova e squallida. Mi condusse di fronte all’altare e mi disse:”Inginocchiati”. Io gli dissi: “Non sono stata battezzata”. E lui: “Mettiti in ginocchio davanti a questo luogo con amore, come davanti al luogo dove esiste la verità”. Obbedii.
Mi fece uscire e salire sino ad una mansarda da dove, attraverso una finestra aperta, si vedeva tutta la città, qualche mucchio di legna, il fiume dove si scaricavano dei battelli. Mi fece sedere.
Eravamo soli. Lui parlò. Talora entrava qualcuno, si univa alla conversazione, poi ripartiva.
Non era più inverno. Né ancora primavera. I rami degli alberi erano nudi, senza germogli, in un’aria fredda e piena di sole.
La luce saliva, risplendeva, diminuiva, poi le stelle e la luna entravano dalla finestra. Poi di nuovo saliva l’aurora.
Talora taceva, traeva un pane da una dispensa, e lo dividevamo. Questo pane aveva proprio il gusto del pane. Non ho più ritrovato quel gusto.
Mi versava e si versava del vino che aveva il gusto del sole e della terra su sui era costruita questa città.
Talora ci stendevamo sul pavimento della mansarda, e la dolcezza del sonno scendeva su di me. Poi mi risvegliavo e bevevo la luce del sole.
Mi aveva promesso un insegnamento, ma non m’insegnò nulla. Discutevamo su qualsiasi tipo di argomento, saltando di palo in frasca, come tra vecchi amici.
Un giorno mi disse: “Adesso vattene”. Caddi in ginocchio, gli abbracciai le gambe, lo supplicai di non cacciarmi. Ma lui mi gettò nella scala. La discesi senza sapere niente, con il cuore a pezzi. Camminai per le strade. Poi mi resi conto che non sapevo assolutamente dove si trovasse questa casa.
Non ho più cercato di ritrovarla. Capivo che era venuto a cercarmi per sbaglio. Il mio posto non è in questa mansarda. È non importa dove: nella segreta di una prigione, in uno di quei salotti borghesi pieni di gingilli e felpa rossa, nella sala d’attesa di una stazione. Non importa dove, ma non in quella mansarda.
Non posso fare a meno qualche volta, con timore e rimorsi, di ripetermi un poco di ciò che mi ha detto. Come sapere se mi ricordo con esattezza? Non c’è lui per dirmelo.
So bene che lui non mi ama. Come potrebbe amarmi? Ciononostante al fondo di me qualcosa, un punto di me stessa, non può fare a meno di pensare tremando di paura che forse, malgrado tutto, lui mi ama.

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1922: il futuro grande matematico André Weil con l’adorata sorella Simone

Why Tunisia?

Riporto il chiaro, sintetico post su facebook di Nadim Oudali-

Qualcuno mi chiede: perché vogliono distruggere la Tunisia? perché i terroristi ce l’hanno con questo paese? perché dopo il Bardo anche l’attentato di oggi a Port el Kantaoui? perché così tanta violenza e barbarie in posti così belli?

Cercherò di dare la mia opinione personale, da tunisino, da militante politico ( sono il portavoce a Roma del Front Populaire (Tunisie), da persona che conosce questo paese, che ci è nato e vissuto, che lo ama ma cerca anche di avere una visione lucida malgrado questo momento difficile.
Intanto sgombiamo il campo: la religione non c’entra nulla. è una questione di potere e di soldi.

– La Tunisia ha una posizione strategica, in mezzo al mediterraneo, capace di controllare tutto il flusso tra i due bacini del mare nostrum. (il canale di Sicilia, è largo solamente 90 km)
– E’ stato il primo paese che ha innescato la primavera araba cacciando un dittatore.
– E’ stato il primo paese che ha eletto democraticamente e liberamente un’assemblea costituente rappresentativa della pluralità e delle diverse sensibilità politiche del paese, senza usare nessun tipo di violenza.
– E’ stato l’unico paese della primavera araba che si è dotata di una nuova costituzione civile, laica, rispettosa dei diritti delle persone, delle donne e delle minoranze.
– Ha abolito il regime presidenziale adottando un sistema semi-presidenziale nel rispetto dell’equilibrio tra i tre poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario)
– E’ il paese che ha combattuto, e che tuttora combatte, malgrado i mezzi nettamente modesti, direttamente il terrorismo di questi nuovi barbari, dichiarandogli guerra apertamente.
– E’ un paese con poche risorse naturali, diversamente dalla Libia per esempio, ma con un’economia che si basa sull’agricoltura, l’industria e il turismo.
– E’ un paese libero, dove decine di migliaia di persone, donne, uomini e bambini, sono scese per strada decine di volte per manifestare contro la deriva dei barbari. In modo pacifico e non-violento
– E’ un paese in cui i suoi maggiori leader di sinistra ( Chokri Belaid e Mohamed Brahmi) portatori di idee progressiste, civili e democratiche sono stati barbaramente uccisi dai soliti barbari barbuti.

Può bastare?
Insomma, non voglio dilungarmi troppo, ma spero che a grandi linee mi sono spiegato. Un abbraccio agli amici che mi hanno dato un segno di affetto e di solidarietà oggi.

P.S. NO PASARAN!