Vinicius Pradella 1979, La Papessa Giovanna

olio su tela, cm 50×70. Collezione privata

Vinicius 2017/8 al 133 Art Club

ABSTRACT. 133, Agamben, #archetipi, Brasil, Calasso, Cacciari, #cardinalesse, Candelaria, Catari, Mirco Cittadini, Dalì, Dante, De Chirico, Delvaux, Dioniso, Eickhart, Fatima, Freud, Furet, Roberta Gardinî Garcia Marquez, Giovanna, Girard, Gnosi – iniziazione, Jaspers, Jo -Johanna, Jung, Yves Lambert, Macondo, Mary Stuart, Muse, #papesse,

Vinicius Pradella,

Realismo magico, Mauro Rostagno, Shoah, Spiritualità, Beppe Stoppiglia, sushi, Tantra, Tempo, Verona e Weil.

Cit. dal catalogo 133 Art Gallery di Roberta Gardini, della mostra 2017/8 di Vinicius Pradella a Desenzano, https://www.facebook.com/133ArtGallery/

Cit. da Moli Nero, Scemma, Massella, Bissoli e Gonzato – interpolate da Enzo F. Arcangeli.


Dante inizia la Comedia con un appello alla Memoria a garanzia della veracità dei suoi in-credibili o almeno duri da digerire fantaviaggi, le sue visioni realiste magiche pre Tutto, pre Colombiane e pre Marqueziane. Pre fattuali.

«O muse, o alto ingegno, or m’aiutate; o mente che scrivesti ciò ch’io vidi, qui si parrà la tua nobilitate.»

Dante Alighieri, Inferno, II: 7-9

V. Pradella 1992, Piazza Dante, olio su tela 120×80. Collezione privata

Prof. Josefa Ramno Moli Nero – Yogakrisnanda

“Vinicius Pradella e’ un pittore accademico per professione, surrealista per devozione e mago per spiritualità. Vinicius dipinge un mondo differente, più reale per essere fantastico, più puro per essere simbolico, più intellettuale e più onirico che il proprio sogno, dove si svolge un risveglio di passioni, visioni, illusioni e realtà cosmiche. C’è un lirismo erotico nella sua pittura spoglia di lussuria, però dotata della più alta sessualità tantrica. Lui doveva aver studiato ai tempi di Dioniso, di Silvia e di Karnac. Però il suo pennello ha viaggiato per il mondo dell’ispirazione iniziatica e ha saputo ritrarre il nascosto e portarlo alla luce.”

Quindi subito i PIEDI NEL PIATTO di

  • Gnosi, e.g., cara al fondatore della filosofia ecologica Hans Jonas, a Simone Weil (cfr. il notissimo art. francese di M Cacciari sul tema, che fu allora stroncato da uno dei soliti coglionazzi presuntuosi e pezzenti della rivista monopolistica, AUTISTICA ed autocratica Cahiers Simone Weil) e la sua amica-biografa Simone Petremont
  • il Dionisiaco, come ce lo ha inculcato nelle anime femminili più recondite il sommo, unico pensatore autentico. antiaccademico Roberto Calasso (DA NON LEGGERE il suo ultimo libro: conserviamo i buoni ricordi ed aspettiamo con pazienza che torni sulle sue vette)
  • il “confucianesimo occitano”, gnostico ed iniziatico, dei nostri amatissimi Antenati Catari. Innocenti vittime della prima di varie Shoah commesse dalla vile canaglia dello #PseudoCristianesimo (l’accozzaglia di palesi contraddizioni, l’OUTLET RELIGIOSO di colossali stronzate egizio-ellenistico farisaiche mitra-persiane e stoico-neoplatoniche messe assieme per ragioni di marketing dall’Ego criminale, Hybris democida del Figlio ed Incarnazione del Demonio, tale Saul di Tarso. La D R A M M’A T I C A irruzione del Male Assoluto nell’evoluzione del Sapiens, il balzo involutivo che chiuse in un miserabile disastro la gloriosa Axial Age descritta da Karl Jaspers e del magnifico sociologo CNRS Yves Lambert, il piu’ Grande di tutti).

E Realismo magico o fantastico, da autentico Latino nelle ‘Meriche, ovvero le 3 Macondo di “Gabo” Garcia Marquez (con radici nel Delta Mississippi dei vecchi bluesmen, e la Memphis della saga dei cavalli nella Trilogia dal villaggio alla città, di Willam Faulkner), di Mauro Rostagno arancione, e Don Giuseppe Stoppiglia prete Carnitiano arrabbiato, lottatore e poi addolorato (una “Figura della Madonna”, e della ex prostituta moglie di un Messiah gnostico, Maddalena).

La magnifica coppia iper rappresentata (cmq censurando Maddalena, anche fuori dagli orrendi romanzi storici copiati di sana pianta da coglioni complottisti e falsari) di M&M Addolorate. Perché lo squadrone della morte ha ucciso 25 anni fa un innocente di strada di nome Jesus nella Strage della Candelaria. La Dea Madre, ieratica e non più maternità-Natura culo e tette come nei culti Fenici, e’ convocata ripetutamente nel Mondo dalle aporie del Moderno.

A Fatima la profetica Dea Madre dice (con parole mie):

“voi Chiesa divisa, scandalosamente complice della oppressione dei popoli Russi, responsabile col vostro dividervi delle immani catastrofi umane ed ecologiche che incombono, così agendo rimettete in crisi il Regno di mio Figlio. Come gia’ faceste nel 1789 nella sciagurata caduta, anziché le più opportune graduali riforme dell’Ancien Régime.”

(Faq. La Madonna di Fatima ha preveggenza di ciò che poi scriverà il grande storico socialista e conservatore François Furet, all’EHESS?)

Scemma, A.

“Il realismo fantastico di Vinicius Pradella è un panorama completo dell’attività di questo artista serio e lineare, sempre fedele ad una tematica ricca di soluzioni imprevedibili e proprio per questo difficile da sviscerare. L’artista veronese ha una sua personalità ben precisa, affinata attraverso il contatto con le magie e le credenze brasiliane. Non a caso, parlando della sua pittura, si fa spesso il nome del “tantrismo”, una religione, più che una filosofia.

Licia Massella

“La Bellezza Invisibile” – Licia Massella, dal catalogo 2004 Palazzo Birolli, ex Macello, Verona (la penultinma Personale del grande Maestro):

Vinicius Pradella, il pittore veronese ispirato alla grande lezione del surrealismo europeo di Magritte e Delvaux. Nelle opere di questo singolare pittore veronese, che vive a Pescantina dopo aver vissuto una lunga esperienza sudamericana fra Argentina e Brasile,

gli archetipi classici e rinascimentali e la figura femminile giocano sempre un ruolo di primo piano.

La figura femminile è caratterizzata dalla sua bellezza che non è solo ideale, ma anche corporea ed allusiva. Con sguardi invitanti o falsamente pudici le piccole e grandi donne, sapientemente dipinte dall’artista, si presentano in pose ardite o misurate, provocanti o pudiche, naturali o maliziose sempre però con quello sguardo che invita ad abbandonarsi. (…) E’ in un ricettacolo di emozioni e sentimenti, di ricordi e curiosità che l’artista Pradella vede l’essenza della vita e nessuno più dell’essere femminile naturalmente lo custodisce, lo manifesta e rappresenta attraverso l’immagine di bellezza. Per questo la donna per Pradella diventa reale ministro della fede come la Papessa o Cadinalessa Giovanna e della difesa come Lady Hebling di Innsbruck. Un messaggio significativo e stimolante che invita lo spettatore ad un dialogo con se stesso, oggi più che mai.

Con quale “se” (di Descartes, …, Lacan?) o, piuttosto, un ascoltare Altrui con Levinas?

Ascoltare il proprio interiore, profondo Femminino; il Nucleo di Adorazione per imitazione del Padre (la nuova psicanalisi aFreudiana che Rene’ Girard legge lungo il Romanzo Moderno), scoprire se risieda proprio lì dormiente la scheggia del nostro folle disegno “deicida” di divinizzarci, mangiare Dioniso.

Quando Pradella popola i suoi quadri, persino una eccezionale Giulietta e Romeo del 1995 (http://www.133sushiclub.it/133/wp-content/gallery/vinicius_pradella/webgiulietta-e-romeo-100×80-1995.jpg) di manichini ciechi, proprio come le Muse inquietanti di De Chirico (1917/18), il riferimento archetipico e’ per def. unico e Junghiano tra i due artisti metafisici.

Secondo quanto scritto da Mario Penelope (Pittura fantastica, oggi, Ed. Dedalo, 1979, p. 14):

« La memoria assume nell’opera di de Chirico il ruolo di ritorno del rimosso sia ancestrale che personale, spiazzando le usuali nozioni di spazio e tempo, oltreché di realtà quotidiana, fino a impregnare di attualità l’archeologia, intricandola nella quotidianità del pittore, per cui i manichini, molto usati nel passato dai pittori come modelli per le proporzioni e le posture delle loro figure, diventano Muse inquietanti. »

Maurizio Calvesi sostiene che la mancanza di occhi dei manichini sia un riferimento ai poeti dell’antichità che, secondo l’archetipo tragico del poeta cieco, del veggente che non vede materialmente, e la Tradizione dell’antica Grecia eroica (Nietzsche, Heidegger), soffrivano di cecità. Secondo il critico, la “disumanità” delle Muse rimanda ad una “umanità arcaica e originaria, veggente, eroica, abitatrice di tempi lontani e misteriosi e in questo senso, certo, disumana” (La metafisica schiarita – da de Chirico a Carrà, da Morandi a Savinio, Feltrinelli, 1982, pp. 93-94).

Dunque ecco che il tempo NON SOLO perde la connotazione elastica, Meccanica (ad orologeria, ergo senza freccia del tempo in avanti o indietro) e reversibile che la Fisica gli dava nella meccanica newtoniana (Ilya Prigogine e Isabelle Stengers), ma moltissimo di più: in un movimento quantistico che allontana drasticamente Scienza e {appercezione, buon senso, linguaggio naturale, senso comune} il Tempo di un tempo arriva ad essere persino abolito, soppresso come un inutile flogisto, un orpello dalla Scienza stessa (Carlo Rovelli).

Per riassumere le vesti logore, rattoppate e “slise”, vecchie dell’Homo Sacer (Agamben) che lo vede, il Tempo, proprio perché è cieco e vede l’Indicibile, il non deducibile da assiomi o dal noto, il non proposizionale e non visibile.

I manichini Metafisici annuciano l’Avvento millenarista delle Papesse.

Figure di Cristi femminei, Maddalene femministe impenitenti ed impunite, e Madonne Fatimite inimiche del Modernismo sedicente cristiano, ossia ateo al cubo.

Tempo è attesa, è assieme “già” ma anche “non ancora”, nel giuoco delle due Civitas di Agostino ed Altichieri.

Proprio come nelle teologie delle Scritture e quelle Agostiniane – Silane (Gioacchino da Fiore) della Storia di varie religioni e ideologie salvifiche, in una gamma da iniziatiche a via via universaliste “assiali” (Karl Jaspers; Lambert, Yves 2007, La naissance des religions. Paris: Colin).

Se il Moderno impacciato non sa ancora bene come gestire (ma lo imparerà nei millenni) la propria Rivoluzione Scientifica e desacralita’, ecco Anguane pedemontane di Chiampo e Malo, Bestiari, Bisi galeti, Muse veggenti, Madonne parlanti a veggenti, e Cardinalesse discinte sorgere e ripopolarlo. Di questi movimenti caotici di (de) sacralità, Vinicius è un protagonista comprimario, con gli amici e colleghi pittori del ‘900 sino all’alchemista del 2000

Anselm Kiefer,

il pittore supremo, il Levinas del pennello, della Qabbalah (poco amata da Levinas! Intuita da Simone Weil con la decreazione) e della Shoah, della Religione Laica ai tempi neo-confuciani, neo Tao e post-catari della Rivoluzione Scientifica 1500-100.000.

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Very Bad #Keywords. Ragione neoliberale: va in mona de to Male

Parolacce: D****a, Liberismo, Ragione Neoliberale 

Come ha argomentato in modo chiarissimo e rigoroso Alberto Bisin nel suo recente libriccino, si può – qui solo indicativamente: è un lavoro importante DA FARE, che ci ripromettiamo di compiere qui – ampliare un ragionamento parralelo e talora simile, a tutte le sfere dello scibile disumano e dell’agire imPolitico.

Ad esempio, quelle bad keywords nel titolo. E’ il totalitarismo coi suoi scribacchini che instilla nei suoi sudditi:

2013_01_03_masanjia(1 dei + famosi)

1. Gombloddismi per il popolo bue. Qui gli specialisti di sempre resteranno quei paciocconi, simpaticoni del Kgb (a parte Carlos, sanguinario puro): non trassero vantaggio dalla loro totale sup. spionistica org., psy e persino tecnol. nel ramo, perché caddero nelle loro stesse trappole complottarde, ahah!
Imbecilli al cubo. Gli s’eran gramsci-togliattate le sinapsi.

2. nozioni confuse, ossessioni indefinite del Male come:

LIBERISMO, NEO- LIBERISMO EGEMONICO, RAGIONE NEOLIBERALE.

ll tutto instaurato da un attore ed una bottegaia: cavolo, Re&Th avevano poteri da SuperDio, SuperWoman?

L’intelligentsia scalda-cattedre social-Togliattiana ASSOLUTAMENTE EGEMONICA era in letargo? Per decenni?

In questo secondo ramo, abbondano gli specialisti – ad es.: Agamben, Alter Mondialisti, Civati e Cuperlo, critici della Tecnica, fenomeni da circo fenomenologico (Lévinas et al. ‘Continentali’ seri esclusi), Foucaultati di Khomeini innamorati, Leghisti Putiniani, Negri, PostModerni come gli ultimi mohicani, Trotskisti per morte dell’ultimo neurone (Stalinisti immemori, a loro insaputa), etc.

Infatti un MONA oggi sulla Boston Review, tale GP Balocchi, racconta che negli anni ’90 a Porto Alegre era tutto un fiorire di democrazia partecipativa. Dimentica che c’era il PT, Partito Trotskista di Lula in formazione. E buganse nel sarvèlo el gà.

Foto: il laogai di Masanja (Cina) mi ricorda molto Dachau. Campi di lavoro nazional-socialisti sono.

Zè, Dilma e Marina

DILMULA, MARINA E ZE’ SERRA

(mais Aecio, no back office mineiro)

FOREIGN POLICY:

How Brazil became Iran’s (literal) sugar daddy http://bit.ly/civz4t alias

==>> http://www.foreignpolicy.com/articles/2010/06/03/ahmadinejads_sugar_daddy

May 20

diariamente

Presidente do TSE elogia aprovação do projeto Ficha Limpa: http://bit.ly/bWISK2

May 18: if this is anti-imperialism, I AM VERY PROUD 2B A PRO-AMERICAN SOCIALIST (in the operaista marxist Italian tradition…; although strictly speaking, you know this  -pedia is radically POST-socialist, and never anything to do with marxism: Simone Weil had already liquidated such a rubbish)

wsj

Some U.S. and European leaders said Monday that Turkey’s and Brazil’s actions could imperil Ankara’s effort to join the European Union and Brasilia’s hopes of becoming a permanent Security Council member. Both countries have emerged as key diplomatic allies of Iran, with which they have financial and energy ties.

Lula pro-ANaziNuclearjad: fuck off!

May 17: The Company of the Wolves

Here are the less qualified and most idiot enemies of Western civilization. From left: Brazilian FA Min. Celso Amorin, Lula... Photo Vahid Salemi \AP.

May 7

fb > 2010: Todos pela Ficha Limpa Você conhece o Alô Senado? Ligue para 0800 612211 e mande mensagens para os Senadores que você quiser e peça para eles apoiarem a Ficha Limpa! Experimente!!

May 6

nonnoenzo

@TheRealLula I see…Then, the Brazilian President was a fake!

Of course he isn’t fake, the friend  of so many friends of mine;  but his Ego has exploded to Infinity of the n-th order (not yet imploded: bubble ongoing; don’t approach him!). See

“Quem consegue trazer para o Brasil a Copa do Mundo e os Jogos Olímpicos elegerá Dilma com o pé nas costas. E a ela sucederá quatro anos depois”.

Fonte dessa Ego-bobagem (em 4 anos Aécio contra Lula? Vou gozar mesmo), doc:

http://osamigosdopresidentelula.blogspot.com/ que falam de marina aliada com a direita, como se ela tivesse alguma chance de ser aliada com a stuntwoman de Lula

May 5

diariamente

Câmara adia para a próxima semana o fim da votação do projeto Ficha Limpa: http://bit.ly/abAomI

Zè tem STYLE

joseserra_

Vejam a maravilha que achei: o escritor Érico Verissimo lendo um trecho de O Tempo e o Vento, sua grande obra. http://migre.me/BV1U

May 2

rt_serra RT @espalhai: Serra e Marina têm origem humilde igual a Lula, já Dilma é de origem burguesa, filha de imigrante bú… http://bit.ly/a3gyTy

photo Edson Silva/Folha Imagem

Serra ontem em Ribeirao Preto, com chapèu de peão

April 30 BREAKING NEWS

rt_serra

RT @diariamente: Chico Buarque declara voto em Dilma, mas diz que não vê diferença com Serra: http://bit.ly/c4dmlX —   http://bit.ly/aNVGc8

April 27 funniest tweetie

rt_dilma

RT @_HolySpirit_: RT @eagorabr: Lula mandou Dilma se recolher. Primeiro caso de “recall” de candidato na história … http://bit.ly/am4F5l

Una  piccola guida ad indirizzi su cui seguire la campagna elettorale delle Dirette Presidenziali (il sogno di Arcore),  tutt’altro che scontate. Partito con un vantaggio potenziale INFINITO, INSORMOTABILE (per  le politiche di sviluppo ed equità di esito ECCEZIONALE del suo 2° mandato, si pensi che NON C’E’ STATA CRIS IN BRASILE!!!), il PT di Lula arranca, e forse vincerà (se…) solo per le debolezze degli avversari. Il nostro cuore  non può che esser con Marina, la candidata verde terzaforzista che però non piglierà più di un pugno di voti (purtroppo).

Per ora una semplice (incompleta, ma ordinata e ben selezionata) LISTA DELLA SPESA:

Twelezioni BRASILTwitter.com

– o mais lindo lugar do pais (e do mundo?): JB, Lagoa, Rio > http://www.jbrj.gov.br/index.html
MY FRIENDZ: @politikaetc (raphael neves)  @flavio_as  (de sousa, SP)
1) @joseserra_  @rt_serra  @redePSDB   @amigosdoserra  \satira: @serra2010 @ZeSerra & http://serraescreve.blogspot.com/ @Stefania_Akel @mobilizapsdb PAGINA FB: http://www.facebook.com/pages/Jose-Serra/124815588195
2) @dilmabr @dilmabrpt      @rt_dilma  @lulanews_  @osamigosdadilma @amigosdilma  @DilmaNews  @EuVotoDilma  @mulheresdilma  @GaleraDilma  @blogdilma2010 @Sejaditaverdade @SerraFail
lulistas >  @LulaNews_ @midia_golpista @zededao2010
3) marina serra > @silva_marina @acaradobrasil @Brasil_Indigena  @amazonianews @GreenpeaceBR
++ aecio neves (candidato 2014 se serra nao ganhar) > no facebook = http://www.facebook.com/profile.php?id=100000253693569
mail2: aecio.neves.da.cunha@gmail.com
0utros:  @datafolha (pesquisas, polls)  @garibaldifilho @VoteBrasil @PolitSind  @PolitPMDB @Boapolitica @forasarney @voteBrasil @freire_roberto @vicmos @Sen_Cristovam @marlonreis @LeiFichaLimpa @UDN_tofora @brasilsaude @O_VERDADEIRO_PT (www.escandalodomensalao.com.br o grande escandalo de Lula-1, ainda impunido: uma vergonha ABSOLUTA)

ficha limpa

CAMPANHA FICHA LIMPA (nao eligir comprometidos na Justiça)
Maria Rita (http://twitter.com/MROFICIAL), a cantora filha de Elis Regina, apoia:
@fichalimpa é o perfil oficial da Campanha Ficha Limpa no Twitter. Siga e convide todo mundo!! http://bit.ly/aodFjQ
Zero Hora: Nelson Motta faz música por Ficha Limpa http://bit.ly/9g0pzY
Gazeta do Povo: Democracia direta é rara no Brasil. Ficha Limpa é destaque. http://bit.ly/9VRCTe
@fichalimpa   Estadão: Revoltado, Nelson Motta compõe
“Hino da Ficha Limpa”; http://bit.ly/9xzmnP
Falta pouco para 2 milhões de assinaturas eletrônicas. Divulge o link e contribua para a meta ser alcançada até… http://bit.ly/cdS3zG
http://twitpic.com/1kbfs=0 > @fichalimpa de passeio em Ipanema
lista do Congresso em Foco de parlamentares em débito com a Justiça:
α       α       α
LISTS

MIDIA
@estadao @nacional_estado @blogs_estadao  @economia_estado http://www.estadao.com.br/twitter/
folha @guiafolhaonline @folha_todamidia   @folha_zapping
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@blogpetrobras
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α   α   α

O MELHOR: “The CaipirEconomist” bem shackerado e tropicalizado by Mino:
@cartacapital >>Mino Carta (il Messaggero, Roma 1950s; Brasil: Veja no 1968, IstoE’ 1976, CC 1994)
@ALuizCosta
last but…
SUPREMO @STF_oficial
P.S: The finish in Oldie, post postVictorian  Little Britain:
jmollins

RT @reuters_co_uk: #FF #ge10 Reuters political correspondents: @reuters_tcastle on the road w Nick Clegg; @reutersmattf w Gordon Brown

The 2 together: http://live.reuters.com/Event/Politics_today

Still Cameron favourite, although he’s so dull!
Adverse selection reigns in all post-democracies…

Paradossi latini: Vargas Llosa su Lula e i Castro

A blog post for my Cuban friend and heroin: la bloguerrillera Yoani Sánchez

even worst than Mario thought: Lula is a FUCKING STALINIST AND TOTALITARIAN BASTARD; as 4 Mario’s Paradox: every1 knows, in Brazilian internal policy, he’s JUST A PUPIL of FHC, and without him he would have always lost the Presidentials; aaaaaahhhhhh! 😉

AP, March 11

Brazil’s president went on to say a hunger strike cannot be used as a pretext to free people from prison, despite the fact that he himself engaged in a hunger strike as a union leader during Brazil’s military dictatorship.

folhadesp

Lula compara preso político de Cuba aos bandidos de SP; dissidente diz que ele é “cúmplice da tirania”: O presiden… http://bit.ly/a9QULj   — (March 10)


http://zoevaldes.net/2010/03/08/lula-y-los-castro-mario-vargas-llosa/

Lula y los Castro. Mario Vargas Llosa.

MARZO 8, 2010
etiquetas: Brasil, Cuba, Lula, Mario Vargas Llosa
by Zoé Valdés

El País, Madrid.

LA CUARTA PÁGINA

Lula y los Castro

PIEDRA DE TOQUE. Cuando se trata del exterior, el presidente brasileño
se desviste de los atuendos democráticos y se abraza con la hez de
América Latina. Su foto con Raúl y Fidel me retorció las tripas
MARIO VARGAS LLOSA 07/03/2010
Mi capacidad de indignación política se embota algo los meses del año
que paso en Europa. La razón, supongo, es que vivo allá en países
democráticos en los que, no importa los problemas que padezcan, hay un
amplio margen de libertad para la crítica, y los medios, los partidos,
las instituciones y los individuos suelen protestar con entereza y
ruido cuando se suscita un hecho afrentoso y despreciable, sobre todo
en el campo político.
En América Latina, en cambio, donde paso tres o cuatro meses al año,
aquella capacidad de indignación retorna siempre, con la furia de mi
juventud, y me hace vivir en el quién vive, desasosegado y alerta,
esperando (y preguntándome de dónde vendrá esta vez) el hecho
execrable que, generalmente, pasará inadvertido para el gran número, o
merecerá el beneplácito o la indiferencia general.
Esta mañana he vivido una vez más esa sensación de asco e ira, viendo
al risueño presidente Lula del Brasil, abrazando cariñosamente a Fidel
y Raúl Castro, en los mismos momentos en que los esbirros de la
dictadura cubana correteaban a los disidentes y los sepultaban en los
calabozos para impedirles asistir al entierro de Orlando Zapata
Tamayo, el albañil opositor y pacifista de 42 años, del Grupo de los
75, al que la satrapía castrista dejó morir de hambre -luego de
someterlo en vida a confinamiento, torturas y condenarlo con pretextos
a más de 30 años de prisión- tras 85 días de huelga de hambre.
Cualquier persona que no haya perdido la decencia y tenga un mínimo de
información sobre lo que ocurre en Cuba espera del régimen castrista
que actúe como lo ha hecho. Hay una absoluta coherencia entre la
condición de dictadura totalitaria de Cuba y una política terrorista
de persecución a toda forma de disidencia y de crítica, la violación
sistemática de los más elementales derechos humanos, procesos amañados
para sepultar a los opositores en cárceles inmundas y someterlos allí
a vejaciones hasta enloquecerlos, matarlos o empujarlos al suicidio.
Los hermanos Castro llevan 51 años practicando esa política y sólo los
idiotas podrían esperar de ellos un comportamiento distinto.
Pero de Luiz Inácio Lula da Silva, gobernante elegido en comicios
legítimos, presidente constitucional de un país democrático como
Brasil, uno esperaría, por lo menos, una actitud algo más digna y
coherente con la cultura democrática que en teoría representa, y no la
desvergüenza impúdica de lucirse, risueño y cómplice, con los asesinos
virtuales de un disidente democrático, legitimando con su presencia y
proceder la cacería de opositores desencadenada por el régimen en los
mismos momentos en que él se fotografiaba abrazando a los verdugos de
Orlando Zapata Tamayo.
El presidente Lula sabía perfectamente lo que hacía. Antes de viajar a
Cuba, 50 disidentes cubanos le habían pedido una audiencia durante su
estancia en La Habana y que intercediera ante las autoridades de la
isla por la liberación de los presos políticos martirizados como
Zapata en los calabozos cubanos. Él se negó a ambas cosas. Tampoco los
recibió ni abogó por ellos en sus dos anteriores visitas a la isla,
cuyo régimen liberticida siempre elogió sin el menor eufemismo.
Por lo demás, esta manera de proceder del mandatario brasileño ha
caracterizado todo su mandato. Hace años que, en su política exterior,
desmiente de manera sistemática su política interna, en la que respeta
las reglas del Estado de derecho, y, en economía, en vez de las
recetas marxistas que proponía cuando era sindicalista y candidato
-dirigismo económico, nacionalizaciones, rechazo a la inversión
extranjera, etcétera-, promueve una economía de mercado y de libre
empresa como cualquier estadista socialdemócrata europeo.
Pero, cuando se trata del exterior, el presidente Lula se desviste de
los atuendos democráticos y se abraza con el comandante Chávez, con
Evo Morales, con el comandante Ortega, es decir, con la hez de América
Latina, y no tiene el menor escrúpulo en abrir las puertas
diplomáticas y económicas del Brasil a la satrapía teocrática
integrista de Irán. ¿Qué significa esta duplicidad? ¿Que el presidente
Lula nunca cambió de verdad? ¿Que es un simple travestido, capaz de
todos los volteretazos ideológicos, un politicastro sin espina dorsal
cívica y moral? Según algunos, los designios geopolíticos para Brasil
del presidente Lula están por encima de pequeñeces como que Cuba sea,
con Corea del Norte, una de las dictaduras donde se cometen los peores
atropellos a los derechos humanos y donde hay más presos políticos. Lo
importante para él serían cosas más trascendentes como el puerto de
Mariel, que Brasil está financiando con 300 millones de dólares así
como la próxima construcción por Petrobras de una fábrica de
lubricantes en La Habana. Ante realizaciones de este calado ¿qué puede
importarle al “estadista” brasileño que un albañil cubano del montón,
y encima negro y pobre, muera de hambre clamando por nimiedades como
la libertad?
En verdad, todo esto significa, ay, que Lula es un típico mandatario
“democrático” latinoamericano. Casi todos ellos están cortados por la
misma tijera y casi todos, unos más, otros menos, aunque -cuando no
tienen más remedio- practican la democracia en el seno de sus propios
países, en el exterior no tienen reparo alguno, como Lula, en cortejar
a dictadores y demagogos tipo Chávez o Castro, porque creen, los
pobres, que de este modo aquellos manoseos les otorgarán una
credencial de “progresistas” que los libre de huelgas, revoluciones,
acoso periodístico y de campañas internacionales acusándolos de violar
los derechos humanos. Como recuerda el analista peruano Fernando
Rospigliosi, en un admirable artículo, “Mientras Zapata moría
lentamente, los presidentes de América Latina -incluido el sátrapa
cubano- se reunían en México para formar una organización -¡otra más!-
regional. Ni una palabra salió de allí para demandar la libertad o un
mejor trato para los más de 200 presos políticos cubanos”. El único
que se atrevió a protestar -un justo entre los fariseos- fue el
presidente electo de Chile Sebastián Piñera.
De manera que la cara de cualquiera de estos jefes de Estado hubiera
podido reemplazar a la de Luiz Inácio Lula da Silva, abrazando a los
hermanos Castro, en la foto que me retorció las tripas al leer la
prensa de esta mañana.
Esas caras no representan la libertad, la limpieza moral, el civismo,
la legalidad y la coherencia en América Latina. Estos valores se
encarnan en personas como Orlando Zapata Tamayo, las Damas de Blanco,
Oswaldo Payá, Elizardo Sánchez, la bloguera Yoani Sánchez, y demás
cubanos y cubanas que, sin dejarse intimidar por el acoso, las
agresiones y vejaciones cotidianas de que son víctimas, se siguen
enfrentando a la tiranía castrista. Y se encarnan, asimismo, en
principalísimo lugar, en los centenares de prisioneros políticos y,
sobre todo, en el periodista independiente Guillermo Fariñas, que,
cuando escribo este artículo, lleva ya ocho días de huelga de hambre
en Cuba para protestar por la muerte de Zapata y exigir la liberación
de los presos políticos.
Curiosa y terrible paradoja: que sea en el seno de uno de los más
inhumanos y crueles regímenes que haya conocido el continente donde se
hallen hoy los más dignos y respetables políticos de América Latina.
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