Sacco, Vanzetti and Wikileax

BASTIAN CONTRARIO

An intro. reading to wikileaks wave’s impact upon the Social Ocean: Evgeni Morozov on the  Christian Science Monitor (http://www.csmonitor.com/layout/set/print/content/view/print/347920)

WL was a bubble:  HARDLY ANY REVELATION worth something (just a few, and on marginal, or sometimes important details). The new leaks “storming” (?) the US diplomacy: http://www.guardian.co.uk/world/2010/nov/28/us-embassy-cable-leak-diplomacy-crisis

and on Der Spiegel, El Pais, NYT, Le Monde. BLOG on what’s happening NOW: http://www.guardian.co.uk/news/blog/2010/nov/29/wikileaks-us-embassy-cables-live-updates

OR, follow #cablegate  on Twitter.

Nov. 29,

1pm AhNazinejad’s press conference: he claims the cables about Iran were deliberately leaked by the US.

12:35pm Greenwich

abhic4ever abhijeet chandwadkar 

RT @Mehmal: RT @everflux: If they get Assange before bin laden we all know the real priorities. #cablegate #wikileaks
The Guardian blog excerpts:

12.03pm: There’s been lots of reaction all over the world so it’s high time for a summary.

• Senior US politicians have launched a series of scathing attacks against WikiLeaks. US Republican senator Peter King, chair of the House homeland security committee said Wikileaks should be treated as a terrorist organisation (…)
• The UN pointedly reminded the US that the UN is supposed to be treated as inviolable, after the cables showed diplomats had been ordered to spy on the UN leadership (7.23am). Britain’s former ambassador to the US, Sir Christopher Meyer, said it was wrong to interpret the cables as an order to spy, a point challenged by Guardian editor Alan Rusbridger (8.30am).

(…) (SCAMPATO PERICOLO:)

• Silvio Berlusconi laughed when he was told about the cables (9.09am).

11.28am: Der Speigel, one of the five media organisations including the Guardian to have had access to the cables, has a new roundup of the reaction.

It says one of the few countries which may stand to benefit from the revelations appears to be Israel.

“These (disclosures) don’t hurt Israel at all — perhaps the opposite,” Giora Eiland, a former national security adviser to ex-prime ministers Ariel Sharon and Ehud Olmert, told Israeli radio. “If there is something on the Iranian issue that, in my opinion, happens to help Israel, it is that these leaks show that Arab countries like Saudi Arabia are far more interested in Iran than they are in the Israeli-Palestinian conflict.”

Our Nov. 28 EDITORIAL (in Italian)

E’ TUTTO UN BLUFF, rivelato nulla, ma la reazione viscerale della diplomazia americana (e non solo) a Wikileaks, unita al fascismo innato ed “innocente” del cittadino americano comune, che vuol “giustiziare” i (non cittadini americani, NOTABENE) pirati campioni di anarchia Internettica, mi fa pensare che:
1) nonostante gli esecutori materiali siano stati gli odiosi nazisti di Bin Laden: quella si gente da sterminare, che gli americani e Blairiani continuano a “non trovare”, chissà?
2) Il Ground 0 l’America (almeno la sua parte più schifosa ed untuosa, coi suoi tè di fango, Mud Parties) se lo sia  MORALMENTE meritato.

E se ora toccassero Assenge? Sarebbe 1 dejà vu. Normali metodi da amici intimi delle mafie,  commercianti di armi & droga, intelligence che se la intende con la intelligentsia (ricordate i soldi CIA a tutti i socialisti libertari nel mondo, meno uno?), rapinatori, rapitori, terroristi di Stato (che hanno messo a soqquadro l’Italia degli anni ’70, nella lunga serie di azioni sovversive nel mondo democratico, che in nessuna definizione HA MAI INCUSO GLI USA) e torturatori, no?

Sacco e Vanzetti!

DO YOU REMEMBER THEM,  Mud-Party YANKEE?

Ma l’ITALIA, why scomparsa o mai apparsa in W-L? Ossia, a monte, dalla diplomazia americana?

Morale di wikileaks, che snobba l’Italia e non ha rivelazioni sui nostri pagliacci, solo ciàcole di TERZA mano. Dopo la caduta del muro, la “portaerei yankee nel Mediterraneo” ha perso l’ancora americana, non gli frega più a nessuno. Infatti anche  l’ancora siciiana fu tagliata nel 1980 circa, con la rottura Corleone-NYC che poi diede luogo al dialogo fruttuoso Buscetta-Falcone (inizio della guerra dello Stato ai Corleonesi): oggi abbiamo una Sicilia più Libica che vicina a Cosa Nostra di New York (o almeno così fu nel trentennio corleonese).

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LA PETITE DIFFERANZA TRA I E II REPUBBLICA

C’è solo une toute petite différance: nella I Repubblica, per la maggior  parte della sua durata il massimo uomo di potere DC, Andreotti, era contempraneamente  il Presidente di Cosa Nostra (al 3° e max  livello). Fece ammazzare prima Moro e poi il gen. Della Chiesa per questo, oltre ad un impavido giornalista.

Nella II Repubblica, la mafia ormai autonoma dal Politico, riorganizzata e stragista, mette avanti un suo prestanome di Arcore. Ma questo non conta un cazzo nella mafia – è solo un efficace esecutore; inoltre, non ha più i complessi legami andreottiani globali (dalla Casa Bianca ai più spietati terroristi; tramite ambedue col kremlino): è un dilettante che nella sua imbecillità congenita, crede di flirtare con Qaddafi e Putin; che manco se lo inkulano, il nanetto. C’est la decadence.

COMPRATE E LEGGETE L’ESPRESSO DI DOMANI, VENERDI 27 agosto.

DAL SITO DE L’ESPRESSO:

di Lirio Abbate
Il pentito Spatuzza lo indica come l’uomo che mise i Graviano in contatto con Berlusconi e Dell’Utri. E i pm adesso vogliono capire il ruolo del presidente del Senato. A partire dalla sua attività di avvocato civilista per alcuni boss
Video – Spatuzza parla di Dell’Utri e Berlusconi
Leggi – Il memoriale del pentito: “La mia verità”
Dall’archivio (30 giugno)  – Chi ha paura delle sue rivelazioni?

Giustizia & impunità | di Redazione Il Fatto Quotidiano

26 agosto 2010

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Nei verbali di Spatuzza la storia di Schifani
che fece da tramite tra Berlusconi e i Graviano

La notizia sarà pubblicata sul numero dell’Espresso in edicola domani. Le dichiarazioni dell’ex killer di Brancaccio sono al vaglio della procura di Palermo. Il senatore non risulta indagato

Ci fu un tempo in cui il senatore Renato Schifani non si occupava di politica. Faceva l’avvocato, civilista, e in questo ruolo agganciò spregiudicate conoscenze con uomini vicini a Cosa nostra. Erano i tempi in cui esibiva con orgoglio l’ormai mitico riporto in testa. Anni Ottanta, inizi dei Novanta. Epoca in cui l’allora intraprendente legale, che da lì a poco sarà eletto nel collegio siciliano di Altofonte-Corleone, avrebbe ricoperto un ruolo di prestigio, mediando i rapporti tra i fratelli stragisti Filippo e Giuseppe Graviano, e il duo Berlusconi-Dell’Utri. La notizia viene riportata sul numero dell’Espresso in edicola domani. A firmare l’articolo è Lirio Abbate, ex cronista dell’Ansa che l’11 aprile 2006 fu il primo a dare la notizia dell’arresto di Bernardo Provenzano. Si parla di “ombre inquietanti” che emergono dal passato. Di “spettri” ripescati dentro a trent’anni di storia di un uomo che ha girato i tribunali di mezza Italia difendendo i patrimoni dei boss mafiosi.

Ombre e sospetti riportati a galla dalle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza. L’ex killer di Brancaccio, scrive l’Espresso, l’ottobre scorso davanti ai giudici di Firenze avrebbe parlato proprio di questo. Frasi messe subito a verbale e girate, per competenza, alla procura di Palermo. Documento top secret. Ma solo a metà. Una parte di queste pagine (le meno compromettenti) sono state messe agli atti del processo al senatore Marcello Dell’Utri (condannato a sette anni per concorso esterno).

Lo spunto, dunque, esiste. Saranno i magistrati a sviscerare il tema. Il procuratore Francesco Messineo ha già dato l’incarico agli aggiunti Antonio Ingroia e Ignazio De Francisci e ai sostituti Nino Di Matteo e Paolo Guido. Secondo quanto riporta l’Espresso, i magistrati hanno già messo a punto una strategia segnandosi le persone da sentire. Non c’è solo Spatuzza. Ma anche Francesco Campanella, ex segretario dei giovani dell’Udeur, già delfino di Mastella, ma soprattutto colletto bianco in nome e per conto della famiglia Mandalà. Quello stesso Campanella che grazie ai suoi appoggi nel comune di Villabate ha falsificato la carta d’identità con cui Provenzano è andato a Marsiglia per sottoporsi a esami clinici. L’elenco, però, prosegue e spunta il nome, al momento top secret, di un imprenditore condannato per riciclaggio che nominò lo stesso presidente del Senato socio in una sua impresa.

Insomma, l’ennesima gatta da pelare per Berlusconi e il suo stato maggiore. Nulla, ovviamente, è ancora stato scritto. Tantomeno Schifani risulta indagato. Ma su di lui pesa un’inchiesta (poi archiviata nel 2002) per associazione mafiosa. Indagato per tre volte, e per tre volte archiviato. Eppure le carte restano e come ha rivelato il Fatto, incastrano Schifani quantomeno a precise responsabilità politiche. A tirarlo in ballo è infatti il pentito Salvatore Lanzalaco per un appalto pilotato dalla mafia. Il sistema, come spiega Abbate, era semplice: “Lo studio di progettazione di Lanzalaco preparava gli elaborati per le gare, i politici mettevano a disposizione i finanziamenti, le imprese si accordavano, la mafia eseguiva i subappalti”.

Per Schifani, quindi, la situazione non è delle migliori. Con nuovi elementi d’accusa l’inchiesta potrebbe essere riaperta. E in questo caso gli elementi d’accusa pesano e non poco. Visto che Giuseppe Graviano è lo stesso che nel 1993 orgnizzò le stragi di Romna, Firenze e Milano e che subito dopo confidò a Spatuzza di essersi “messo il paese nelle mani” grazie alla colaborazione di Berlusconi e Dell’Utri.

La triangolazione Graviano-Schifani- Berlusconi, a quanto scrive l’Espresso, parte, poi, da molto lontanto. Dagli anni Ottanta. Periodo in cui il presidente del Senato tra i suoi assistiti aveva Giovanni Bontate, fratello di Stefano Bontate, il principe di Villagrazia ucciso a Palermo nel 1981 e che poco prima di morire era salito a Milano per investire 20 miliardi di lire. Denaro dei clan, di cui però si sono perse le tracce. E sotto la Madonnina, stando alla fonte anonima citata dal settimanale, Schifani ci veniva già a metà degli anni Ottanta per fare visita a Dell’Utri e al premier. Incontri cordiali in cui Berlusconi aveva il vezzo di chiamarlo “contabile”. Chissà perché?

fonte: Il fatto Q. – http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/26/nei-verbali-di-spatuzza-la-storia-di-schifani-che-fece-da-tramite-tra-berlusconi-e-i-graviano/53351/


chi di mafia ferisce …

Segnato dalle frasi giuste ma anche formalistiche del solito Napolitano fuori tono, s’inscena la deposizione del re di Arcore. Che la sua accumulazione originaria si fosse fatta in Trinacria era un’evidenza empirica –   lo spevano i sassi; ma ora i nodi …

La Repubblica – http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/resa-dei-conti-1/resa-dei-conti-1.html?rss

INCHIESTA – Il peso del ricatto al premier della famiglia di Brancaccio sembra legato all’inizio della sua storia di imprenditore

Sono i soldi degli inizi del Cavaliere

l’asso nella manica dei fratelli Graviano

Più che un eventuale avviso di garanzia per le stragi del ’93, il premier dovrebbe
temere il coinvolgimento da parte delle cosche sulle storie di denaro affari e politica
di ATTILIO BOLZONI e GIUSEPPE D’AVANZO

“Filippo Graviano mi parlava come se fosse un suo investimento, come se la Fininvest fossero soldi messi da tasca sua”. Per Gaspare Spatuzza, da qualche parte, la famiglia di Brancaccio ha “un asso nella manica”. Quale può essere questo “jolly” non è più un mistero. Per i mafiosi, che riferiscono quel che sanno ai procuratori di Firenze, è una realtà il ricatto per Berlusconi che Cosa Nostra nasconde sotto la controversa storia delle stragi del 1993.

FAQ. CHE DIFFERENZA PASSA TRA  i e a ii Repubblica? 1 sola:

1) nella i c’era Andreotti che la comandava – con tutte le coperture della guerra fredda, dal Vaticano alla CIA – ed allo stesso tempo COMANDAVA Cosa Nostra, ammazzava giudici a Milano, i suoi partner deviavano le BR da lui a Moro, poi lui assassinava il gen. Della Chiesa (che aveva capito tutto su Moro e non solo);

2) nella ii la mafia ha mandato un suo scagnozzo qualsiasi (non certo il suo Presidente) ad occupare il potere, 1 bravo a raccontar barzellette, impomatato per apparire nei TIGGI’.

3) Lo Stato ha perso quei gradi di libertà dall’anti-Stato che PARADOSSALMENTE garantiva la personalità carsica e dissociata, multipolare e malata di Divo Giulio Primo.

FANKULO LO STATO ITALIANO! RIBELLARSI E’ GIUSTO