Who does remember the Armenian democide? Not Er Do(g) Can

 

 

Adolf Hitler, Chancellor of Nazi Germany (1933-45)


“Who, after all, speaks today of the annihilation of the Armenians?”


[August 22, 1939]

My decision to attack Poland was arrived at last spring. Originally, I feared that the political constellation would compel me to strike simultaneously at England, Russia, France, and Poland. Even this risk would have had to be taken.

Ever since the autumn of 1938, and because I realized that Japan would not join us unconditionally and that Mussolini is threatened by that nit-wit of a king and the treasonable scoundrel of a crown prince, I decided to go with Stalin.

In the last analysis, there are only three great statesmen in the world, Stalin, I, and Mussolini. Mussolini is the weakest, for he has been unable to break the power of either the crown or the church. Stalin and I are the only ones who envisage the future and nothing but the future. Accordingly, I shall in a few weeks stretch out my hand to Stalin at the common German-Russian frontier and undertake the redistribution of the world with him.

Our strength consists in our speed and in our brutality. Genghis Khan led millions of women and children to slaughter — with premeditation and a happy heart. History sees in him solely the founder of a state. It’s a matter of indifference to me what a weak western European civilization will say about me.

I have issued the command — and I’ll have anybody who utters but one word of criticism executed by a firing squad — that our war aim does not consist in reaching certain lines, but in the physical destruction of the enemy. Accordingly, I have placed my death-head formations in readiness — for the present only in the East — with orders to them to send to death mercilessly and without compassion, men, women, and children of Polish derivation and language. Only thus shall we gain the living space (Lebensraum) which we need.

Who, after all, speaks today of the annihilation of the Armenians?

___

Kevork B. Bardakjian, Hitler and the Armenian Genocide (Cambridge, Massachusetts: The Zoryan Institute, 1985).

The text above is the English version of the German document handed to Louis P. Lochner in Berlin. It first appeared in Lochner’s What About Germany? (New York: Dodd, Mead & Co., 1942), pp. 1-4. The Nuremberg Tribunal later identified the document as L-3 or Exhibit USA-28. Two other versions of the same document appear in Appendices II and III. For the German original cf. Akten zur Deutschen Auswartigen Politik 1918-1945, Serie D, Band VII, (Baden-Baden, 1956), pp. 171-172.

 

Source: http://www.armenian-genocide.org/hitler.html 

HT to my beloved  friend  Andrea Zanardo for this superb link!

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2 faq – Cucù (QQ). Quando Qaddafi? E chi, dopo?

@courrierinter Courrierinternational.com
#Ci_révoltes_arabes : les soulèvements dans le monde arabe vus de #Chine par @courrierinter. Ingérence américaine ? http://bit.ly/gUOAnA

26 febbraio


LloydsList
Lloyd’s List  

Middle East upheaval will change view of shipping #LloydsList #Libya http://tinyurl.com/5sczxkh

25 febbraio

Alla fine il mio PESSIMISMO STORICO (della volontà, fankulo quell’imbecille sopravvalutato di Gramsci) sui giovani arabi rivoltosi, non è un programma: è solo un antidoto a leccaculismi populisti che si sprecano su tutto l’arco politico (di tutti i partiti corrotti e corruttori della democrazia AUTENTICA. QUELLA DIRETTA).

amnestyitalia amnesty italia

Le foto del presidio a Montecitorio – Fermare il massacro in #Libia http://www.flickr.com/photos/amnestyitalia/sets/72157626133641920/

Interessante stamane il GRAND ed amatissimo, LEGGENDARIO Alessandro Del Boca a radio3, nonostante una sorta di inerzia del mito Qaddafi; penso inevitabile in uno come lui che tanto ha lottato (completamente SOLO) contro il nostro  fottuto colonialismo, ha pagato per questo; ed ha frequentato di persona Muammar al-BingaBunga©. Ma ha rivelato che 15 anni fa al-BingaBunga© ammise con lui il fallimento ideologico (Libretto di Merda Verde), in intervista passata al Pompiere della Sera.

24 febbraio

Stiamo firmando un appello con Amnesty per fermare subito il democidio libico, prima di pentirci ex post, come coccodrilli, di un altro caso Cambogia o Ruanda (speriamo proprio di no, ma facciamo qualcosa!).

I just got this mail on the issue:

http://www.amnestyusa.org/emails/E1102A02.html

An inquiry on Muslim Bros:

FrontlineCZCT Conflict Zones

Who are the #MuslimBrotherhood in #Egypt? Interviews and analysis from our report, “The Brothers,” and background: http://ow.ly/42gA0

23 febbraio UPDATE: Futuro dell’Italia? “schiava di Mosca” (nota per Apicella e Benigni: modificare l’inno. Ché schiava di Mosca Iddio la creò)

Here is Apicella’s \ ARCANGELI version, just a proposal:

Fratelli d’Italia,
l’Italia s’è desta
senz’un gasdotto.
Interrotta è la festa:
dov’è il Metano?
Lo porge il sultano
ché schiava di Mosca
Iddio la creò.

rit.: Stringiamci a coorte! Siam pronti alla sorte; Russia chiamò.

E’ piaciuta a Michele Boldrin che l’ha rilanciata su facebook, sottolineandone l’irritualità nello stanco 150-nario mitologico, che banalizza anche i veri miti.

La nostra sciamanica lungimiranza, aprendo questo post il 3 febbraio (venivo da 4 mesi in Brasile e non avevo capito NULLA dei fatti in N.Africa!), è  misurabile con questo grafico di Intrade delle Prob contrattate che Gheddafi se ne vada entro il 2011:  trascurabili sino al 19 febbraio.



According to Ben Barber (Huff Po, Feb. 22; a contribution full of contradictions, but nonetheless a sincere one), a tragic scenario is much more likely in Lybia than a democratic one.

Follow Benjamin R. Barber on Twitter: www.twitter.com/BenjaminRBarber

Therefore, I add, Italy will be possibly flooded by fugitives, and lose 1/2 gas sources, being left just in the hands of neo-bolshevik Russia:  see my short note about the root of this deadlock in Craxi and deMichelis pro-commie strategy in the 1980s (NOTABENE – these two soldout politicians and not ENI were responsible for such a crazy strategy; ENI just executed and operationalised it until now, being a Parteciazioni Statali co. not fully free to choose a strategy whatsoever), here:  http://www.facebook.com/notes/enzo-arcangeli/correre-a-luci-spente-per-fortuna-che-ce-ras-putin/10150093742071836.
In the near future, our twin blog De(e)pre(ce)ssion (enzofabioarcangeli.wordpress.com) will create a focal point of information for young Italians (singles and couples) willing to migrate,  suggesting strategies and comparing the regional alternatives (BRICs and other emerging areas;  why Latin America comes back as in 1880-1910;  which are the tightest labour markets; the basics of the new geography) and the city ones (+ and  – of going to live n: Buenos Aires and Mendoza; Sao Paulo and Rio de Janeiro; Hong Kong and Mumbai; Capetown and  Sidney).
2 twitter references to Barber, Huff Po today:

nonnoenzo enzo fabio arcangeli

Why Libya Will Not Be Democratic http://huff.to/gyrPEG via @huffingtonpost \an average scenario, catastrophic 4 Italy

‎@ALuizCosta Antonio Luiz MCCosta Benjamin Barber (autor de Jihad vs. McWorld) diz que não há esperança de democracia na Líbia, com ou sem Kadafi http://j.mp/ffXILa

Moreover:
nybooks NY Review of Books
Mubarak = Louis XVI? Robert Darnton on Egypt and the classic models of revolution http://bit.ly/htdtka

11 febbraio UPDATE.

In attesi dei Cattivissimi e sanguinari fratellini mussulmani (di nuovo una stracazzo di dialettica algerina?  Quella che tutti hanno ignorato e SI SONO MERITATI GROUND 0? Con quante centinaia di migliaia di morti, stavolta?), agli ordini di Obama e del Pentagono, l’esercito Egiziano ha fatto oggi 1 golpe, appoggiato da masse ormai perse nei deserti delle follie: rincoglionite da secoli.

main, original blog.post:

Il carissimo amico, co-pirata (il 12-14 p.v. ci si ritroverà per commemorare Marco Pantani a Cesenatico, dove ho avuto la gioia e sorpresa di conoscerlo 1 anno fa) e compaesano dell’area metropolitana Gardesana (una purtroppo abbandonata retrouvaille del … Progetto ‘8o del Centro-Sinistra fanfani-moroteo-nenniano) Gabriele Guerini, mi stimola a “pronunciarmi” sui fatti nord-africani. Ne sono onorato. Sarò breve.

Nord Africa: al momento cadono dittatoruncoli che sono foruncoli sudditi di ex-colonie (USA, Fr, Ger, uk, it) ed impiaccicati, impasticcati, incollati con Israele. Che teme per la Giordania, IN PRIMIS, riferiva lo wsj; ad Aman, re e bella regina twitterina fanno i riformisti, si vedrà … Chi ha il fiato delle folle, e chi dei mercati sul collo. Tempi duri per le case regnanti, come agli scacchi.

Ora, le rivoluzioni – a parte l’anomalo ed anticipatore,  bell’episodio Cromwelliano (su cui fantiscammo tutti  noi leggendo The World Upside Down)- cominciarono nel 1789, quando Louis xvi non ascoltò la Madonna, a lui tempestivamente apparsa – per la prima volta nel suo fecondo ciclo moderno, ora giunto allo stanco Millenarismo di  Medjugorie –  per accusarlo di fomentare il Moderno e suggerirgli profonde riforme, per salvare in extremis il Regno di suo Figlio trascinato nel fango dalla spiacevole e poco opportuna  associazione con l’Ancien R. Personalmente, condivido il giudizio negativo della mia mistica, musa e filosofa Simone Weil, e di Fourier sulla Revò Française; in specie il 1793 ispiratore di tutti i democidi, genocidi ed ideologie mortifere, sinistre del XX secolo.

Aborro le rivoluzioni, sempre portatrici di Male. Dell’illuminismo caro ai laicisti non so che farmene, e non credo proprio che il Moderno abbia ben compensato costi e benefici di liberazione dell’Individuo. In pratica dò ragione alla Madonna, cum juicio.

MA TORNIAMO ALLE COSTE SUD DEL MARE NOSTRUM. Poi verranno Muslim Bros e dintorni, seguendo un ciclo iraniano (al momento, lo scenario + attendibile, checche’ ne dicano gli esperti che non c’azzeccano MAI – lasciate pure a noi economisti affondare per una volta la spada nel cuore di orientalisti, politologi e tuttologi), e saran ca*** per tutti voi, qui nel Mediterraneo.

Io non ci sarò, lavorerò in prevalenza (pur con pendolarismi veneziani, a veder crescere i nipotini Niccolò ed Andrea) nel Mercosul nei prossimi decenni, nel triangolo Rio – S. Paolo – Buenos Aires; quando e dove la costa atlantica (il c.d. “pre-sal”) costituirà un secondo Medio Oriente, per l’ultima abbuffata di idrocarburi; poi il buio. Che vedrò dai cieli stellati?

RIFERIMENTI, LETTURE

– @oxfordgirl appoggia con forza la piazza Cairota, proprio lei che fu nel 2009 la nostra stella di riferimento, nella lotta social-mediatica corpo a corpo, a fianco dei dimostranti di Tehran. Effettivamente, all’opposto di quanto dica quell’orrendo regime islamista, i movimenti nord-africani oggi richiamano i “verdi” di Tehran, e quasi nulla hanno a che vedere con la Rivoluzione Khomeinista, che sedusse un cattivo filosofo come Foucault.

– Nel “quasi” ci sono i Muslim Bros, quotati da talune fonti attorno al 30% dei voti, che si presentano come lupi vestiti da Agnelli.

– Un invito ai veri liberali a dar sponda al popolo egiziano, sul wsj del 5 febbraio:

DAVID FEITH
Natan Sharansky: Democracy’s Tribune on the Arab Awakening

A survivor of nine years in the Soviet Gulag, Natan Sharansky believes that liberalism can take root in Egypt—if the free world supports its transition.
– El Pais del 6 febbraio. Segnalatomi da Otaviano Canuto (Vice-Prez Banco Mondiale):

MOISÉS NAÍM

Ola de cambio en el mundo árabe

Después de la luna de miel