Stavolta, Tremonti QUASI ok!

Approvata la Tremonti-Gelmini alla Camera: passerà al Senato prima del 14? I baroni bipartisan l’avevano finora stoppata. E’ stata INGIUSTAMENTE accusata di essere la L. Tremonti, e non più la Gelmini, per via del taglio di fondi: ANCORA INSUFFICIENTE! Occorre ridurla alla fame questa pseudo-Università, perche’ si dia una mossa.

Pieno sostegno alla “Legge Tremonti” x l’uni,

contro le lotte in stato confusionale.

Ma che non si Voltremonti la testa, prenda le sue cose e se ne vada per sempre da qualsiasi governo della penisola.

FAQ – Perche’ mai si dovrebbe dare alcun finanziamento, anche solo di base, a QUESTA università prima di una sua riforma totale? Dandole soldi a pioggia e vanvera (senza: 1) riforma radicale del corpo docente, mandando PRIMA a casa tutti quelli senza Ph.D.; 2) soldi solo per indici standard di merito, corretti come si vuole per evitare i bias: ma INDICI!!!):
1) si indebolisce la vera ricerca, competitiva, di frontiera e non sussidiata, che passa nei concorsi internazionali e spesso si fa finanziare da Bruxelles;
2) si affossano nella melma dell’AUTOCRAZIA ACCADEMICA, e si taglian i ponti alle RARE isole di ricerca applicata di qualità, appetibile ed utile all’industria: poco più di S.Anna Pisa, Poli To e Mi, e gran parte di Ingegneria Pd;
c) se si continuasse a mantenere una università pubblica africana (o peggiore di quest’ultima), tanto vale privatizzare le isole anzidette (non solo le cit. ISOLE tecnologiche: poli idem o simili nelle altre discipline non tecnolog.; qui nessuno e’ produttivista, ma sappiamo anche, e non dimentichiamo CHI PAGA IL CONTO DELLA CULTURA e delle Humanities, in termini Smith-Marx-ClaudioNapoleonici). Ovviamente, per privatizzare occorrerebbero robuste e lungimiranti Fondazioni di tipo USA e non tipo Biasi-Verona et similia: come fa notare Ann Markusen nel suo ultimo art., una differenza strutturale tra i 2 lati dell’oceano anche per l’arte. Ogni paese ha le istituzioni che si merita, noi le Fondazioni di Tremonti!
d) NON SI INSEGNA, perche’ non si sta facendo ricerca, quindi non s’ha da insegnare proprio nulla. Si dice: studiate il manuale da pag. X ad X+n.  Come fanno tutti i professori italiani senza Ph.D. (la loro maggioranza, e tutti i vecchi baroni di Provincia).

Molto UTILI gli approfondimenti in questi giorni  su noiseFromAmerika, in particolare il recente post di Paola Potestio coi dati degli effetti occupazionali dei perversi “concorsi locali” voluti da Berlinguer (tra i  peggiori Ministri della lobby baronale).

Daniele Checchi e Tullio Jappelli su lavoce.info

La valutazione della ricerca è ferma al 2001-03, e in assenza di nuovi dati ogni ripartizione dei fondi tra gli atenei sulla base del merito ha perso qualsiasi riferimento credibile. La nuova agenzia di valutazione della ricerca (Anvur) non è ancora operativa: non sono stati ancora nominati i componenti del consiglio direttivo e ci vorranno anni prima che la nuova agenzia sia in grado di produrre i primi risultati.

UN FUTURO PIÙ INCERTO

Ci domandiamo se questo sia il contesto adeguato per introdurre riforme strutturali della portata di quelle proposte nell’originale disegno di legge. Quella che doveva essere una riforma bipartisan della governance universitaria e delle carriere si è trasformata in un rantolo agonico di un governo che deve necessariamente ottenere qualche risultato da sventolare nell’imminente campagna elettorale.

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E la crisi, Maremma Majala? Ndè in mona…

TREMONTI LA RIPASSA LISCIA ANCHE IERI ALLA CAMERA: MA VAFFA! La politica è morta.

Ho sempre pensato a questo problema: che persino Trani (pur con tutto lo spaccato gustoso del potere che offre), nel TRITACARNE dei MEDIA BORGHESI (di dx o sin) diventava 1 altro alibi, persino con possibilità di portar voti al tragicomico aspirante dittatore – il bilancio è dubbio, si vedrà. Il Cav. prova e riprova a stracciarsi le vesti – stavolta però perde voti di brutto verso l’astensionismo, è la sensazione pure sua. Ma occorrerebbe simulare AS IF:  se, non bollettini delle Procure, ma bollettini delle Camere di Commercio e del Lavoro, avessero parlato di, e messo al centro, l’imprenditore di Vicenza che s’è suicidato. Ed altre storie vere come questa. Andé tuti in mona, giornaisti pajasi\ andate affankulo, giornalisti pagliacci – né più né meno dei vostri consoci, gli osceni politicanti!

E TEMEVO assai, COL MIO STESSO BLOG-POST linkato sopra DI PARTECIPARE A QUESTO GIOCO AL NASCONDINO DELLA CRISI: solo in questo blog, perché l’altro (DEEPRECESSION) è sempre stato, da gennaio 2008 ad oggi all’avanguardia mondiale delle analisi  sulla crisi; l’ha anticipata di interi semestri – ad es. dicendo PER TEMPO che Lehman Bros era morta ed “inventando”, coniando Financial Socialism, poi imitati al Senato US.

Isola dei politici VS isola dei Cassaintegrati.

Infatti:  Tremonti incula ancora tutti (i vacui politicanti) col suo sgattaiolare via, ha usato ieri la parabola alla Camera “Potete dire che ho fatto poco, non che ho fatto nulla“, mentre lui ha fatto MOLTISSIMO: x AGGRAVARE LA CRISI, di anti-keynesiano per deprimere la domanda effettiva in piena crisi mondiale GRAVISSIMA. Il – 6% del PIL anziché  -3% è assolutamente un SUO MERITO PERSONALISSMO, per il quale è – avrebbe detto il più grande uomo di teatro italiano, dopo Pirandello – già passato alla Storia. Ma, più grave, la industria manifatturiera naviga a solo 2\3 della sua capacità TUTTORA, e tra 10 anni non si sa dove sarà:  forse, non in ogni settore sarà tornata al 2008. Solo nel made in Italy ed altri punti di forza, mentre la chimica già al lumicino scompare, ecc. ecc.

Se politiche keynesiane standard in Italia (e SOLO IN ITALIA, nel mondo intero) non si conoscono, figuriamoci POLITICHE INDUSTRIALI, che non necessariamente sconfinano nel gollismo protezionistico. Di quelle  è scomparso. assorbito dal Reagansmo subliminale della ex-Sinistra, il lessico stesso, come osserva Sergio Bologna nel suo ultimo libro.
NON CI SON CAZZI: qui la colpa è tutta della ASSOLUTA MISERIA della sinistra, ridotta all’ombra di se stessa. MAI scomparsa così, nella sua stesa sostanza Tomistica. Voglio dire, quando il PSF era nella merda dopo la buccia di banana di Jospin (da cui il Partito è rinato domenica, MA SON PASSATI ANNI DURI), uno straccio di programma l’ha sempre avuto: magari sbagliato, vetero-socialista. L’analisi della crisi l’ha certamente TOPPATA: ma esistevano dei documenti criticabili, pubblicati dal PSF. Nulla di tutto ciò in Italia, e da nessuna componente della sinistra.  SOPRATTUTTO, mai dalle componenti più IMBECILLI e VACUE dei Grillini-IdV, che purtroppo (spacciando per novità il loro populismo marcio e finto-verdismo) sono di riferimento pure per i Viola – il che non va certo a merito di questi ultimi.

In Italia, no: nemmeno l’ultimo governo Prodi aveva un programma – e come poteva?
E Prodi resta l’unico politico degno che s’è visto sinora, nel secolo Berlusconiano testé iniziato.

Aldo Garzia:

Tutta l’attenzione su Trani e Talk show. E la crisi economica scompare

Nel pieno delle polemiche istituzionali, dalle 16 alle 19 di ieri si è svolto il dibattito in Aula a Montecitorio sulla crisi economica (presente Tremonti, assente Berlusconi). L’iniziativa, proposta dal Pd, si sarebbe dovuta svolgere la scorsa settimana ma i tesi rapporti tra maggioranza e opposizione che hanno allungato i tempi di discussione su altre questioni l’hanno spostata di giorno in giorno. Ciò che in altri Paesi europei di solito si chiama “solenne seduta parlamentare sulla politica economica” si è trasformato in uno stanco dibattito di fine giornata, alla vigilia della sospensione dei lavori della Camera fino a dopo Pasqua per via della campagna elettorale per le regionali. Chi se ne frega, infatti, se il Pil italiano è crollato del 6% (a fronte della riduzione del 3,8% della Germania e del 2% della Francia) e tutti i numeri economici sono in rosso. – http://www.gliitaliani.it/?p=2426

Mail del PD, che si accontenta di poco

dopo 22 mesi di sforzi e districandoci tra processi brevi, medi e lunghi siamo riusciti a far parlare per ben 3 ore Berlusconi e Tremonti di crisi economica e sociale in Parlamento. Lo abbiamo chiesto con insistenza ma come ha detto Bersani “il governo si è presentato solo con parole, senza proposte. Invece senza lavoro non c’è Italia. Noi stiamo con chi non ce la fa”.

Su www.partitodemocratico.it trovi l’articolo, il video e il discorso integrale di Bersani.

MORE:

i terribili enfants (cresciutelli, ma sempre metà dell’età media degli Ordinari in Italia, che all’estero non vorrebbero come bidelli: 5o versus 100) di Noise from Amerika (più kattivi dei bobobo bokkoniani de La Voce, e pure dei Kalecki – keynesian -marchesisti -lieninisti) mettono a nudo Tremonti. Cercasi foglie di fico e mutande per il ministro s-mutandato! (NB: bobobo=versione meneghina del BOBO international: Bohemien Bourgeois e pure Bocconien – proprio tutte le sfighe possibili! Se erano normali, stavano al Poli)

a) il sito dei sovversivi economisti extra-comunitari “a rovescio”: NfA – www.noisefromamerika.org/  e http://www.noisefromamerika.org/index.php/base/tremonti

b) su facebook:

Tremonti: istruzioni per il disuso

c) in libreria – Collettivo noiseFromAmeriKa: Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, e Giulio Zanella (2010), Tremonti: istruzion per l’uso. Edizioni Ancora del Mediterraneo