Michele contro i padroncini

All’amico ormai quasi da mezzo secolo Michele Boldrin, hanno scassato la m…, perché ha detto la cosa scontata in 50 anni di letterature di ricerca sul tema, che la #nanoimpresa vada scremata, decimata (distruzione creatrice), perché si possa avere Crescita.

Che poi la pars destruens di JA Schumpeter è esattamente – morfologicamente –  la nozione  di filosofia (ed anche teologia: il precursore Meister Eckhart, un contemporaneo di Dante) negativa-nichilista di “Morte di Dio” (i.e., di Lui e degli Assoluti metafisici teo-riflettenti, teo-simili in genere) in Hegel -Nietzsche -Heidegger. Ce la spiegò bene Emanuele Severino a Verona dalle Suore Campostrini. A centinaia di liceali che finalmente, come me, capirono!

Se un garage è tutto pieno, stipato, non ci puoi metter dentro niente di nuovo: occorre prima liberarlo dalle cose morte.

 

Ah, e visto che ci siamo, celebriamo la vittoria del Belgio a modo mio.

Mi son stancato di persone che si riempiono la bocca con frasi come “i professoroni sanno solo la teoria, vengano in azienda” o “i professoroni sanno solo parlare, ma quante aziende di successo hanno creato?” e loro varianti.

Son frasi da falliti e frustrati.

Sono migliaia le imprese create da “professori” (senza l’offensivo “oni”). Valgono migliaia di miliardi e danno occupazione a milioni di persone. Fra le altre cose permettono di comunicare via internet, di curarsi e sopravvivere gravi malattie, di alimentarsi in maniera sana eliminando la fame nel mondo, di viaggiare, di acquistare e vendere titoli … e persino di controllare le nostre performance atletiche. Avete presente Strava? L’ha creata un (ex) professore di Stanford. Allievo mio, guarda caso.

Voi, rane ignoranti con la bocca gonfia, cosa avete creato?

Science rules, vi piaccia o meno.

 

And that’s all, folks, for today.

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Alarm about alarmism

ANOTHER MUST READ ON #CLIMATE by Judith Curry @curryja

Source: Alarm about alarmism

Non distruggete la ricerca!

http://appelloperlaricerca.wordpress.com/2012/06/08/3/

Aderisci all’appello contro l’imminente, insensata distruzione forzata dei campi di sperimentazione biologica dell’Università della Tuscia (solo per medievalismo antiscientista,  con nessuna motivazione se non l’appartenenza a quest’iRaglia di merda, uno dei paesi più catto-fascisti, miserabili, reazionari e squallidi che io abbia mai avuto la disgrazia di conoscere).

30 anni di ricerca pubblica, finanziata coi soldi nostri, stanno per essere buttati, sradicati, espiantati, seccati. Martedì, non tra un mese o tra un anno. Il 12 giugno cominceranno a tagliare gli alberi che non piacciono a Mario Capanna. (Giordano Masini, http://www.lavalledelsiele.com)